inquinamento dell'aria

Anche i concerti inquinano: in Italia ogni anno gli eventi musicali producono una quantità di CO2 pari a quella di 22.500 auto con 10.000 km di percorrenza. Edison, compagnia per l’energia elettrica e il gas, ha fornito questi dati in occasione del lancio della campagna ‘Edison-Change the music’, un progetto per sviluppare la cultura della sostenibilità e del risparmio energetico anche nella musica.

Se qualche tempo fa la palma di band meno ecologista del pianeta era andata ai Police oggi gli strali della sostenibilità colpiscono tutte le circa 50.000 manifestazioni musicali (esibizioni, concerti nei palazzetti, festival all’aperto) che si svolgono ogni anno nel nostro paese. In effetti le 45.000 tonnellate di emissioni nocive prodotte da chi fa musica non sono poche, se pensiamo che la stessa quantità di CO2, oltre all’equivalente di 22.500 auto, viene emessa in un anno dalle attività di 6.000 famiglie di tre componenti. Cosa fare? Secondo la Edison non è difficile rendere i concerti “ecocompatibili” riducendo le emissioni di CO2 di circa il 75%.

Sono tre le regole fondamentali da rispettare quando si organizzano eventi musicali con un affluenza di pubblico oltre le 5.000 persone: utilizzare energia da fonti rinnovabili per gli impianti elettrici e di illuminazione; raggiungere la manifestazioni con mezzi di trasporto collettivi (e car-pooling) invece di automobili private; stampare materiale promozionale su carta riciclata. Il tema della musica è stato scelto dagli organizzatori per la sua capacità di comunicare messaggi positivi. “Edison-Change the music” si divide in tre iniziative: una Community, spazio Internet per fare interagire gli utenti sulle problematiche dell’ecosostenibilità nella musica; un Green Music Book, libro guida sul risparmio energetico; un Contest, ovvero un concorso dedicato ai giovani musicisti emergenti che aderiscono ai principi del progetto.