concerti a domicilio

Se la musica live è l’unica cosa che ancora funziona, perchè non proporre concerti a domicilio virtuali? Bastano uno smartphone e Firstage, una App di realtà aumentata che consente di portare artisti e musicisti direttamente a casa delle persone

Di musica se ne vende sempre meno ma se ne consuma sempre di più. Anche se siamo sommersi dai suoni in ogni istante della giornata, quasi più nessuno acquista cd e mp3 mentre lo streaming è ben poco remunerativo. Malgrado il prezzo dei biglietti non sia proprio conveniente, invece ascoltare musica live insieme agli altri è una esperienza a cui i fans di tutto il mondo sembrano non volere rinunciare. Per questo motivo anche i musicisti più famosi sono costretti a fare gli straordinari aggiungendo date su date a tournée e concerti.

Cosa può fermare il pubblico dall’uscire di casa per godersi un concerto? Oltre al prezzo dei biglietti, forse la pigrizia, o il fatto che l’artista che amiamo abita e suona dall’altra parte del mondo? Se la gente non ha voglia di uscire di casa, ecco l’idea di Firstage, una startup con sede in Irlanda: portare i concerti a domicilio. Non in modo fisico, ma virtualmente con la realtà aumentata: con la tecnologia sembra che anche l’ultimo degli ostacoli della musica live si possa superare.

Come funziona la realtà aumentata

Tanto per cambiare tutto passa attraverso lo smartphone. Una applicazione disponibile in fase beta per telefoni iOS e Android, permette ai musicisti di riprendersi ed essere in onda in diretta ovunque per un mini concerto, proiettati come fossero in qualsiasi appartamento. Perchè l’effetto risulti verosimile, giusto per intenderci sul modello del tanto famoso Pokémon Go, i musicisti devono avere solo l’accortezza di riprendersi con alle spalle uno schermo verde.

Nell’era digitale gli sviluppatori di questa applicazione sembrano essere pienamente consapevoli del ruolo che la musica può avere anche nel mondo della comunicazione e della pubblicità. Ne va della sua sopravvivenza. In effetti il co-fondatore di Firstage è un musicista che conosce bene le problematiche del settore e un principio valido ovunque: bisogna portare la musica laddove ci sono i soldi. Ecco perchè, concerti a domicilio a parte, le performance possono adattarsi perfettamente ad avere come sfondo qualsiasi marchio o prodotto, oppure essere inserite in location specifiche come locali o eventi.

Rapporto tra artista e pubblico

La realtà aumentata non sarà forse il massimo per i musicisti che a inizio carriera sognavano un contatto diretto e quasi fisico con il pubblico, ma a ben pensarci per gli artisti questo tipo di monetizzazione non è nemmeno eccessivamente penalizzante o invasiva. In fondo per chi fa musica avere la possibilità di esibirsi è la cosa più importante e in questo caso chi desidera suonare ed esibirsi può farlo su un palco virtuale senza sobbarcarsi nessun costo: basta iscriversi al servizio e impostare un profilo gratuito.

Il pubblico che vuole vedere suonare gli artisti dal vivo deve semplicemente acquistare un biglietto su Firstage. Assistere ad un concerto sul proprio smartphone, in qualsiasi luogo ci si trovi, ha un costo irrisorio che parte da circa un euro. Ci sono poi pacchetti che comprendono festival di vari artisti. I concerti possono essere condivisi ed in futuro i fans avranno anche la possibilità di interagire con i musicisti in tempo reale, ad esempio per richiedere una specifica canzone.

Insomma il rapporto tra realtà aumentata e musica nel futuro potrebbe diventare qualcosa di molto concreto. D’altronde le applicazioni di Augmented and Virtual Reality andranno presto ben oltre il successo di Pokémon Go. Secondo una ricerca effettuata dalla società di consulenza Idg, tra giochi e contenuti a pagamento per privati e industria in questo campo si arriveranno a fatturare 162 miliardi di dollari entro il 2020. Insomma suonare davanti ad uno schermo verde, al posto che esercitarsi da soli a casa, prima o poi potrebbe rivelarsi un buon affare.