Icone social su smartphone

I social network macinano numeri che rendono ridicolo perfino il potere mediatico della vecchia televisione e sono diventati un mezzo fondamentale per comunicare idee, prodotti o servizi. Marchi aziendali, politici, personaggi noti e meno noti vogliono avere un seguito di utenti sempre maggiore per trasformare i click in strumento di propaganda o marketing. Se avere tanti amici è bello nella vita reale, su internet sembra lo sia ancora di più. Ma come incrementare il proprio pubblico online? Esiste la possibilità di comprare follower?

I miliardi di iscritti di Facebook, che nel 66% dei casi si connettono ogni giorno, fanno gola a tutti. Il potere persuasivo dei social network è enorme: i messaggi contengono gli umori delle nazioni e possono diffondere idee e pensieri che influenzano le persone. Avere tanti follower sui social significa avere un folto pubblico che clicca, acquista prodotti e vota. Internet è una enorme opportunità di conoscenza e sviluppo economico e sociale, ma come ogni rivoluzione può presentare lati negativi che sarebbe meglio conoscere. Comprare follower cosa significa?

Indice

Il potere dei click

Lo smartphone che tutti abbiamo in tasca e utilizziamo sempre più assiduamente è un dispositivo potente sotto molti punti di vista. Consente di rimanere in contatto con gli amici e ci informa su tutto ciò che succede. Ma il flusso continuo di post e notizie che leggiamo condizionano il nostro pensiero, sia che si tratti di acquistare prodotti o di fare scelte di carattere etico o politico. Anche se abbiamo le nostre idee e convinzioni, spesso siamo portati a pensare che le cose affermate da tante persone siano vere.

Siamo in un nuovo grande fratello? Sulla rete c’è un enorme flusso di persone che si collegano ogni giorno e discutono di ogni questione sociale e politica. Si tratta di utenti online liberi di scegliere o le loro idee e convinzioni possono essere manipolate? Seguono discussioni di persone in carne ed ossa o rispondono a messaggi creati artificiosamente per influenzare il dibattito pubblico? Tutti crediamo che i follower delle pagine su Facebook, Twitter o Instagram siano utenti reali che seguono pagine e interagiscono con i post. Peccato che non sempre sia vero.

Bot buoni e cattivi

Sarebbe un errore pensare che tutti gli utenti che cliccano e scrivono messaggi sui social siano reali. Infatti a confondere le acque ci sono i cosidetti bot, software in grado di generare traffico e scrivere automaticamente miliardi di parole, messaggi e click. I bot si comportano in tutto e per tutto come navigatori online. Possono visitare siti, caricare pagine web e cliccare ovunque e con precisione. Non solo 1 o 10 volte, ma anche milioni di volte. In questo caso si tratta di veri e propri attacchi informatici realizzati sfruttando i principi dell’intelligenza artificiale.

In rete i cyber criminali utilizzano bot per bloccare interi siti web o carpire informazioni personali. Questi imitatori di click umani sono sempre più sofisticati e a volte tentano di accedere a profili, social, banche o di entrare nell’amministrazione di siti. Tra i bot cattivi ci sono spammer, scraper e software automatici che cercano di rubare contenuti, informazioni private e indirizzi di posta elettronica. Se non vengono usati per pure finalità criminali, comprare follower falsi può aiutare aziende e personaggi ad accrescere la loro fama con il marketing virale.

Comprare follower falsi o reali?

La prima domanda che potremmo porci è la seguente: comprare follower in rete significa attrarre utenti reali o falsi? Dipende, spesso si tratta di bot. Avere tanti follower, anche auto generati, potrebbe servire ad accrescere la reputazione e popolarità di un marchio per vendere prodotti, o per scopi di mera propaganda politica e non. La stessa cosa vale per ogni genere di mercato. Vi é mai capitato di ascoltare su Spotify o Youtube un artista solo per curiosità perchè vanta milioni di ascolti?

Nella comunicazione online non esistono solo follower e click falsi, ma soprattutto notizie false. Se le pagine di influencer piene di like possono condizionare le nostre scelte di acquisto, leggere commenti falsi e fake news può servire a farci cambiare opinione o a mettere in cattiva luce qualcuno. Alcuni anni fa il quotidiano Usa Today ha scoperto di avere oltre 5,8 milioni di utenti fake, oltre il 38% del totale. Per capire i risvolti di quella storia si mosse l’Fbi.

Comprare follower falsi che non interagiscono mai con i siti alla lunga non porta alcun vantaggio. Però avere tanto consenso può attrarre gli indecisi. Politici, marchi, artisti e personaggi dello spettacolo, più che una battaglia di idee e contenuti, per questioni di mercato si concentrano sempre più spesso di numero di utenti e click. Se i programmi politici si basano sui sondaggi, avere tanti like sui social oggi è fondamentale per conquistare voti. Nello scandalo Cambridge Analytica sembra che i dati personali rubati da milioni di utenti di facebook siano stati fondamentali per fare eleggere i presidente americano Trump.

Utenti falsi e propaganda politica

Bot, click e commenti falsi possono influire e anticipare eventi politici, sociali ed economici e condizionare le scelte delle persone. Non è un fenomeno nuovo, la stessa cosa successe anche quando fu inventata la stampa e la propaganda inondò libri, giornali e riviste. Le persone ci misero un pò a capire che non tutto quello che leggevano corrispondeva a verità. Nel frattempo i social hanno contribuito a creare movimenti come quello della primavera araba nel 2011, o ad alterare le elezioni americane.

Nelle elezioni del 2016 il 15% degli utenti attivi su Twitter erano bot e hanno creato il 20% delle discussioni sulla piattaforma di micro blogging. Ci sono studi scientifici che dimostrano come nel Regno Unito i messaggi automatici abbiano contribuito ad alterare la discussione sulla Brexit. La pandemia di Covid 19 vede ancora follower falsi seminare dubbi e disinformazione. Secondo una ricerca dell’Università Carnegie Mellon, il 50% dei messaggi favorevoli ad aperture indiscriminate delle attività era opera loro. Con i bot si possono anche colpire attivisti e dissindenti bombardando i profli di insulti e spam.

Fingere di essere un uomo su internet è abbastanza semplice, ma per fortuna a volte può essere anche utile. Esistono bot buoni usati nei sistemi di messaggistica di Facebook e WhatsApp e vengono utilizzati per scansionare le parole utilizzate nel tempo da ogni singolo utente e calibrare le proposte degli sponsor con prodotti e servizi basati direttamente sugli interessi. I bot possono sostituire l’uomo per specifici compiti ripetitivi, come rispondere a domande, o scrivere articoli contemporaneamente su diverse piattaforme.

Web crawler di Google & Co

Secondo l’ultimo rapporto di Incapsula oltre il 50% del traffico sui siti web non è reale ma generato artificiosamente. I dati riguardano oltre 16.7 miliardi di visite su 100.000 domini selezionati casualmente sulla rete. L’andamento nel tempo dei troll sta crescendo se confrontato con il traffico generato da esseri umani e da bot buoni. Tra questi ultimi ci sono anche i cosiddetti web crawler, ovvero bot utilizzati normalmente dai più grossi portali e motori di ricerca, per offrire servizi e scansionare i siti online.

Googlebot ad esempio è il crawling bot di Google con cui vengono rilevate nuove pagine da aggiungere ai risultati delle ricerche. Ovviamente è un bot buono e molto ambito dagli editori online. Chi ha un sito web sa quanto è importante essere visitati frequentemente dal crawler per apparire nell’indice con un buon posizionamento relativamente ad una chiave di ricerca.

I proprietari di siti conoscono anche il pericolo rappresentato dai Bot cattivi. Una home page caricata automaticamente 50 mila volte al secondo farebbe andare in tilt qualsiasi sito. Venire costantemente visitati dai pericolosi ragnetti rallenta anche le prestazioni e la velocità di caricamento di un sito, con evidenti danni sulle performance pubblicitarie. Circa il 94,2 per cento dei siti web subisce costantemente attacchi Bot di varia intensità.

Quanto costa comprare follower

I bot sono sempre più sofisticati e producono follower sempre più simili ai profili umani. Da quando per la prima volta nel 2014 un computer chiamato Eugene Goostman convinse una commissione di essere un ragazzo di 13 anni, sono stati fatti molti passi avanti. Ma è possibile che non ci sia un modo per verificare se i fans veri o falsi? I click falsi sono talmente sofisticati da ingannare anche i software creati per scoprirli. Esiste anche il problema di chi potrebbe avere interesse a non svelarne la loro presenza. Basti pensare che il valore delle azioni in borsa dei grandi portali dipende dal numero di utenti.

Ciò che è certo è che su internet tutti possono comprare follower a prezzi davvero irrisori. Ci sono società che offrono questi servizi al limite della correttezza, con tanto di listino prezzi. C’è chi vende 50.000 falsi Twitter followers per 20 dollari. Chi promette migliaia di like sulla propria pagina Facebook per aumentare i fans ed il valore presunto della propria attività o delle proprie idee. Secondo alcune stime sarebbero bot anche il 50% dei follower complessivi di moltissimi marchi e persone famose.

Utenti falsi di Facebook e Twitter

Quanti utenti Facebook falsi ci sono? Secondo le ultime analisi fornite direttamente dal più grande social network del mondo, esistono centinaia di milioni di utenti finti o inesistenti. Gli utenti Facebook falsi o inattivi sono circa il 10%. In parte sono account duplicati e doppie identità. Poi ci sono utenti errati ‘non classificati’ che non corrispondono a persone reali, ma a cose o marchi. Infine c’è un 2-3% di chi si diverte a creare account appositamente per violare le norme di Facebook. Ovviamente si tratta di condotte vietate che una volta scoperte portano alla cancellazione del profilo dai social.

Twitter ha questioni forse ancora più grandi ed è un bel problema per la sua autorevolezza. In generale è difficile stabilire se il fenomeno sia in aumento o in diminuzione. La stessa società ammette che la stima del numero di account falsi è lontana dall’essere una scienza esatta. Secondo Twitter Audit, un servizio nato per controllare l’autenticità degli utenti di Twitter, dei 31 milioni di follower di Trump ce ne sarebbero almeno metà falsi. Ma a chi giova creare utenti fake?

L’industria dei followers falsi

Il numero di utenti Facebook è direttamente proporzionale alla possibilità di monetizzare i click con pubblicità ed altre attività. Corrisponde anche al suo vero valore economico in borsa. Di certo non è nell’interesse dei social ingrandire i numeri. Viceversa ci sono molti servizi che vendono pacchetti di falsi fans per chi vuole incrementare i numeri sulle proprie pagine. Probabilmente acquistare fan e follower non serve assolutamente a nulla alle aziende e ai privati, se non per motivi di immagine. Ma è innegabile come l’acquisto e la vendita di fans di Facebook sia diventato nel tempo una industria multi milionaria.

Le grandi società che gestiscono i social e i servizi online sono impegnate a debellare il numero di utenti falsi. Facebook combatte costantemente contro gli spammer che utilizzano proxy privati per creare indirizzi IP virtuali attraverso dei bot automatici. Ma non è facile scovarli perchè questi software si comportano come esseri umani per evitare il rilevamento. Ad esempio cambiano i tempi di caricamento delle pagine, si collegano da proxy diversi e inseriscono immagini di profilo apparentemente reali rubate in rete. Tutti i social media stanno tentando con ogni mezzo di individuare e eliminare i falsi account perchè il problema riguarda da vicino la sicurezza degli utenti.

Comprare follower nella musica

Se comprare follower può aumentare l’autorevolezza di marchi e prodotti, è stato scoperto che ci sono produttori ed etichette di artisti e cantanti che utilizzano bot falsi per accrescere gli ascolti sui servizi di streaming. Perchè lo fanno? Magari non per guadagnare, dato che i click nello streaming musicale valgono pochissimo, ma piuttosto per fare salire un artista in classifica e quindi farlo conoscere al pubblico. Secondo le ultime stime anche su Spotify circa il 3-4% di ascolti sarebbero creati artificiosamente da fabbriche di bot che nulla hanno di umano. Anche in questo caso basta pagare per salire in classifica.

Acquistare ascolti in streaming come nel caso dei follower sarebbe molto semplice e a buon mercato, tanto che molti manager discografici ne farebbero ricorso. C’è chi non si stupisce, dato che qualcosa di simile succedeva anche per promuovere un artista nelle radio, ma di certo è un problema dato che le stesse major discografiche si sono imposte un codice di condotta. Anche Spotify sta cercando di intervenire per arginare il fenomeno: gli ascolti falsi si possono facilmente scoprire perché superano appena i 30 secondi, tempo minimo per registrare un ascolto avvenuto.

Ma il problema per chi opera nel settore dei click falsi è facilmente superabile e così Spotify perde centinaia di milioni all’anno, pagando artisti ascoltati da computer sparsi per il mondo piuttosto che da persone in carne ed ossa. Se nella musica si tratta di ingannare qualche ascoltatore più attendo alle tendenze che alla qualità, anche Facebook, Twitter e Instagram non hanno nessun interesse a vedere aumentare gli utenti falsi e combattono il fenomeno con tutti i mezzi a loro disposizione.

Premi musicali votati da bot?

I premi musicali prestigiosi possono essere in qualche modo influenzati dai falsi bot online? Dipende, se a votare è il pubblico o una giuria specializzata. Le polemiche sui Festival di Sanremo in questo campo si sprecano. Ma se condizionare il voto dell’uomo è complicato, su internet oggi può succedere di tutto. Perchè oltre ai programmatori specializzati in profili falsi sui social, c’è anche un mercato di voti e follower falsi che va alla grande e la maggior parte dei premi musicali online vengono votati dal pubblico da casa a suon di click.

Vincere un premio fa piacere a tutti, ma un click falso cosa cambia nel mondo della musica? Sia che si tratti di mainstrem o genere di nicchia, dipende dalla manifestazione. Certo arrivare primi potrebbe servire a lanciare una carriera, facendo pubblicità e veicolando interesse su un determinato artista. Lo dimostra una recente frode sui voti al Mama (Mnet Asian Awards Music Awards), un importante premio internazionale che coinvolge vari paesi asiatici. In questo che è una specie di MTV Award della Corea del Sud, gli artisti vengono votati online da milioni di persone. Solo che gli organizzatori hanno scoperto che molti click sugli artisti non erano umani, ma voti fraudolenti creati tramite bot automatici. Dopo avere fatto pulizia, bloccato ip ed eliminato milioni di voti, i risultati sono notevolmente cambiati.

Social come si difendono?

Scoprire se le richieste di amicizia sono vere o false è fondamentale per difendere la privacy dei navigatori online e per difenderli dai truffatori che chiedono l’amicizia. Gli utenti Facebook falsi si dividono in due categorie. La prima comprende account compilati erroneamente, profili personali creati per business, organizzazioni o animali domestici come cani e gatti. Dall’altra parte ci sono spammer e utenti indesiderati che violano i termini di servizio operando attività non consentite.

Negli ultimi anni centinaia di milioni di profili inattivi sono stati eliminati. Ne hanno fatto le spese anche grandi nomi dello spettacolo. 3,5 milioni di fans sono scomparsi dalla pagina di Justin Bieber in una sola notte. Ma questo non è l’unica strategia adottata dai social. Facebook ultimamente ha assunto 20.000 persone per controllare sia le fake news che gli utenti fasulli.

Un ulteriore passo in avanti potrà essere fatto utilizzando l’intelligenza artificiale con algoritmi in grado di riconoscere il vero dal falso. La politica può fare qualcosa per sconfiggere i bot e la pratica del comprare follower? Il governo della California ha chiesto che gli account automatizzati siano identificati, ma da ogni parte del mondo si chiede una regolamentazione maggiore delle nuove tecnologie.

Comprare follower veri

Chi vuole incrementare facilmente i propri utenti in modo legale e autorizzato può comunque farlo anche senza ricorrere ai bot. Facebook offre la possibilità di inserire inserzioni a pagamento che veicolano utenti reali sui propri commenti e contenuti. Anche Twitter ha un servizio simile per fare pubblicità sul modello di Adsense di Google per  motori di ricerca. Ottenere click reali in questo caso costa sicuramente più dei metodi per comprare follower falsi visti in precedenza, ma offre maggiori vantaggi in termini di presenza online.

Comprare follower veri è la scelta migliore per chi desidera aumentare la propria audience anche. Mercato e sponsor sanno bene come funzionano certe cose, conoscono il pericolo di valori gonfiati ad arte, magari per futuri ingressi in borsa o sponsorizzazioni. Anche su internet conta più la qualità che la quantità. Crolli di borsa e politici incapaci di mantenere promesse sono all’ordine del giorno. E anche se sui social si possono acquistare fan falsi, è difficile smentire la realtà. I cittadini farebbero bene a valutare i numeri di politici e altro, cominciando ad essere consapevoli di come funzionano le cose. Il potere della tv nella storia politica italiana dovrebbe avere insegnato qualcosa.

Aumentare amici su Facebook

Se comprare follower falsi non serve a nulla, come avere tanti amici su Facebook? Secondo una ricerca dell’accademia nazionale inglese delle scienze, il numero di amici sulle piattaforme di social networking è correlato alla densità di materia grigia del cervello nell’area coinvolta delle regioni implicate nei comportamenti socio cognitivi. Pur ammettendo che il numero di amici su Facebook o Instagram non riflette il numero di amici nella vita reale, gli autori dello studio suggeriscono che avere tanti amici su Facebook si basa su fattori genetici.

Chi è più intelligente ha anche più amici perché il cervello è in grado di elaborare nello stesso momento informazioni su relazioni multiple. Attenzione però a non esagerare. Sono sempre più diffusi i fenomeni di un utilizzo eccessivo di smartphone e tablet che portano ad una vera e propria dipendenza da social media. Gli adolescenti sono i più a rischio dell’eccesso di informazioni. Indipendentemente dal numero di amici veri o falsi, stare troppo tempo sui social è una nuova forma di solitudine. L’uomo ha bisogno soprattutto di relazioni umane vere per stare bene.