commercio equo e solidale

Che cosa significa commercio equo e solidale, dove nasce e come funziona? Origini, obiettivi e principi delle associazioni che operano nel campo della cooperazione internazionale, negozi e vendita prodotti sostenibili

Come funziona il commercio equo e solidale? Nelle città tutti vediamo esempi di negozi che vendono prodotti di artigianato etnico, abbigliamento fatto a mano e giochi per bambini. Ma anche alimenti come cioccolato, caffè, zucchero, succhi di frutta, noci, riso e spezie. Cosa cambia nella produzione e distribuzione rispetto ad un negozio tradizionale?

Il commercio equo e solidale nasce oltre 60 anni fa come sistema alternativo al mercato di consumo industriale e alla grande distribuzione. Il suo significato è racchiuso nella definizione delle sue parole. In pratica i suoi obiettivi sono la creazione di un sistema di commercio a favore di popolazioni svantaggiate. Significa rispettare precise regole a salvaguardia dei diritti dei lavoratori che vivono nei paesi in via di sviluppo. Tutta la filiera deve essere anche sostenibile nel senso più ampio del termine. I prezzi sono regolamentati per garantire le popolazioni più povere del mondo.

Il commercio equo e solidale eventualmente finanziato col microcredito, vuole combattere lo sfruttamento dell’ambiente e dei lavoratori. Vende prodotti alimentari o di artigianato provenienti da un sistema di scambi basato su una filiera corta rintracciabile.

Cosa fa il commercio equo solidale

Le regole del commercio equo e solidale sono basate su trasparenza e rispetto. Al primo posto non c’è il denaro, come sempre avviene negli scambi commerciali internazionali, ma dovrebbero esserci le persone. Si tratta quindi di un modello economico che non prevede lo sfruttamento di risorse umane o ambientali, ma lotta contro la povertà e i cambiamenti climatici.

Favorire un consumo critico è un altro degli obiettivi del commercio equo e solidale. Vuol dire non trattare le persone come semplici consumatori da riempire di prodotti in eccesso causando spreco e rifiuti di ogni genere. Significa invece stabilire un rapporto di fiducia tra consumatori, artigiani, agricoltori e aziende coinvolte nei processi di lavorazione. In effetti negli ultimi anni questo concetti hanno coinvolto sempre più persone. La richiesta di sostenibilità è sempre maggiore e oramai riguarda anche le aziende tradizionali.

Origini commercio equo solidale

I primi esempi di commercio equo e solidale risalgono agli anni ’40 in America. Arrivato in Europa nel 1960, nel 1967 fu l’associazione Oxfam a vendere per la prima volta prodotti e oggetti artigianali realizzati da rifugiati cinesi. Poi altre organizzazioni olandesi cominciarono a vendere zucchero di canna proveniente dal sud del mondo. Nel 1969 fu aperta la prima catena di negozi che vendeva oggetti artigianali fatti a mano. Negli anni ’70 la vendita di caffè riscosse un grande successo e rappresenta tutt’ora una buona fetta del fatturato delle aziende solidali.

I prodotti del commercio equo e solidale oggi vengono realizzati da popolazioni povere in collaborazione con organizzazioni non governative (ONG) di paesi in Asia, Africa e America Latina. Sono coinvolte oltre un milione di persone tra produttori e lavoratori e nel settore lavorano oltre 3.000 associazioni in 70 paesi nel Sud del mondo. In ogni parte del globo esistono migliaia di negozi e supermercati che vendono prodotti che si rifanno ai principi del Word Fair Trade.

Commercio equo e solidale prodotti

In Italia esistono molti negozi e associazioni di commercio equo e solidale che organizzano scambi commerciali con diverse zone del mondo. Si tratta di cooperative sociale che credono nei valori di biodiversità, produzione sostenibile e consumo biologico come stile di vita. Vendono prodotti alimentari e di artigianato online a consumatori consapevoli interessati ai temi dell’educazione alimentare. Eccone alcuni tra le principali.

Altromercato Cooperativa per il commercio equo solidale che importa direttamente da circa trenta Paesi del sud del mondo, senza intermediari, la maggior parte dei prodotti

EquoMercato Cooperativa senza fini di lucro, che vuole costruire uno spazio di mercato le cui regole si basano sul benessere sociale e non sul profitto

Assobdm Associazione botteghe del mondo si ispira ai principi universali della fratellanza e della solidarietà umana e si batte per uno sviluppo sociale equo e dignitoso nel Sud come nel Nord del mondo, nella salvaguardia di ogni differenza etnica, culturale, religiosa

Transfair Marchio di garanzia del Commercio Equo e Solidale in Italia. Associazione senza scopo di lucro costituita da organismi che operano nella cooperazione internazionale, nella solidarietà e nel Commercio Equo e Solidale, per diffondere nella grande distribuzione i prodotti del mercato equo

Vagamondi Vendita di prodotti alimentari ed artigianali, promozione di investimenti etici, organizzazione di attività di educazione allo sviluppo sul territorio e di corsi di formazione per operatori del commercio equo solidale e del risparmio etico

LiberoMondo Propone un commercio equo solidale per favorire ed avviare reali processi di affrancamento dal sottosviluppo economico e sociale dei paesi e delle popolazioni del Sud del mondo