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Le App per iPad o Android sono uno dei mercati più in espansione. Complice la diffusione di smartphone e tablet in 5 anni sono state scaricate 50 miliardi di applicazioni dall’Apple Store e oltre 25 miliardi da Google Play.

Numeri che valgono alla fine decine di miliardi di dollari contesi da circa mezzo milione di aziende specializzate o da privati geniali e con buone idee. Insomma quanto basta per porsi l’interrogativo: ‘Ma come si sviluppa una applicazione?’. Per creare una App per iPad ci sono almeno due modi.

Il primo sistema consiste nel creare un account su iTunes, iscriversi all’Apple Developer Program scaricando per 99 dollari il kit di sviluppo ‘X Code’ che insieme a qualche programma di grafica consentirà di realizzare la propria idea, testarla con un programma di simulazione e richiedere il certificato di unicità ad Apple per provarlo su iPhone e iPad.

Se Apple approva il progetto, dopo qualche settimana si può vendere la propria applicazione che viene pubblicata sull’App Store da dove è possibile sempre aggiornarla. Il problema è che per maneggiare X Code servono competenze tecniche abbastanza elevate.

In alternativa esistono servizi chiavi in mano come quello offerto dall’italiana Applix, con interfacce semplificate che offrono la possibilità di realizzare e vendere le proprie semplici applicazioni anche in pochi minuti. E’ il caso ad esempio di chi vuole disporre del proprio catalogo su iPad, ma ci sono casi di successo di chi ha messo su iPad le proprie ricette superando 300mila download.

Le applicazioni si spossono vendere solo sull’iTunes Store? In teoria sì, ma esistono siti che vendono le applicazioni che non hanno superato per vari motivi i test di Apple, per usare le quali è necessario togliere il blocco dal proprio iPad. Insomma cosa da smanettoni e non proprio consigliata per questioni etiche e di garanzia del prodotto.

Per sviluppare applicazioni Android vale più o meno lo stesso discorso, servono competenze di programmazione Java per utilizzare software di sviluppo come Eclipse e la conoscenza del linguaggio XML. Registrarsi come sviluppatore su Google Play (ex Android Market) costa 25 dollari e si ha a disposizione u simulatore per testare la propria App.