Ragazze ad un concerto di successo nella musica

Cosa significa avere successo nella musica al mondo d’oggi? Essere famosi e vendere tanti dischi e biglietti dei concerti non basta più. Nell’era digitale la misura della fama per gli artisti è cambiata: ma per andare dove?

Fino a qualche anno fa avere successo nella musica significava entrare nella hit parade. Da quel momento la carriera di un artista pop, rock, classico o jazz prendeva il volo. Ma oggi tutto è cambiato a cominciare dal significato stesso di fare il musicista. Al tempo dei social non vuol dire solo farsi ascoltare con le orecchie, ma avere la capacità di attrarre fans e followers sui social e utenti che cliccano i video su Youtube. Ma allora com’è cambiata la percezione del successo? Cercheremo di scoprirlo in questo articolo.

Avere successo nella musica oggi significa prima di tutto avere un sistema di comunicazione a 360 gradi. Se diamo un occhio alla classifica delle star più ricche nella musica, scopriremo che i cantanti famosi oltre a vendere sempre meno dischi, hanno linee di profumo, articoli di abbigliamento e altro merchandising distribuito a loro nome. Una volta avrebbero fatto scandalo, pensate che i benpensanti schifavano la musica commerciale. Ma oggi è rimasto solo il commerciale?

Come avere successo nella musica

Quando la rivoluzione digitale ha cambiato il mercato musicale e il calo delle vendite di album si è fatto inesorabile, qualcuno ha iniziato ad ipotizzare che prima o poi la misura del successo nella musica non sarebbero stati più gli album venduti. Ai cantanti non basterà più cantare, si diceva, serviranno nuove capacità. Dovranno investire sui social per diffondere la propria musica, anzi il proprio marchio, in tutti i settori del consumo e non esclusivamente nel mercato musicale. Mai previsione fu più azzeccata.

La musica online ha cambiato tutto ma una cosa è sempre rimasta uguale: la smania di esibirsi. Anzi le possibilità di filmarsi o produrre musica a basso costo hanno creato intere orde di presunti nuovi artisti. Ed è inutile negarlo, chi suona o canta a qualsiasi livello, dopo avere deliziato zie, amici e parenti, prima o poi si farà prendere dal sacro fuoco di esibirsi davanti ad un vero pubblico. Dopo i primi trionfi da condominio il novello artista inizia a crederci ed ecco la domanda: a chi rivolgersi per avere successo nella musica? E qui cominciano i problemi.

Un tempo tutto passava dalla case discografiche. C’erano talent scout pagati per girare tra locali in cerca di nuove voci e talenti da lanciare. Poi è arrivato internet con i social e la televisione con i programmi modello XFactor a stravolgere tutto. Gli esempi si sprecano, ma a metà strada tra internet e la televisione, c’è la storia di due personaggi nati dal nulla che ha fatto scuola. Il primo è Susan Boyle, catapultata nello star system musicale dalla trasmissione Britain’s got talent, poi c’è Justin Bieber. da prefetti sconosciuti ad avere milioni di utenti online e fans in tutto il mondo. Come è stato possibile?

Susan Boyle e Justin Bieber

Susan Boyle prima del successo era una 48 enne casalinga disoccupata dai modi un pò trasandati. Lontana anni luce da qualsiasi contesto glamour, da ogni ambizione di successo e inoltre totalmente analfabeta a livello informatico: mai toccato un pc in vita sua. Ma la Susan è proprio grazie alla fama ottenuta attraverso internet e i media che ha avuto il un contratto discografico. Il suo primo disco è andato a ruba ancora prima di arrivare nei negozi vendendo oltre 130.000 copie nelle prime 24 ore, al pari di star del calibro di Arctic Monkeys, Coldplay e Leona Lewis. Cos’ha di così speciale escludendo la voce, certo non così straordinaria? Rappresenta perfettamente la favola del brutto anatroccolo che si riscatta. Una favola dal lieto fine in cui tutti possono identificarsi in questi tempi bui.

Il secondo esempio è quello di Justin Bieber, altra star planetaria nata dal nulla fino ad entusiasmare alla follia milioni di ragazzine in tutto il mondo, tanto che in alcune sue presentazioni pubbliche sembra di essere tornati ai tempi di Frank Sinatra o dei Beatles. La sua carriera è cominciata per sbaglio, quando questo 15 enne acqua e sapone di Stratfort, in Ontario, si è messo a strimpellare da autodidatta piano, batteria, chitarra e tromba. Alla fine del 2007 partecipa ad un concorso canoro nella sua città. Arriva secondo ma non si è abbatte: con la mamma mette su YouTube le sue performance riprese in cameretta per mostrare ad amici e parenti i suoi progressi musicali.

Bieber nei primi video canta cover dei suoi idoli: Usher, Stevie Wonder, Ne-Yo e Justin Timberlake. Un impresario, Scooter Braun, guarda i video e lo porta ad Atlanta dove viene addirittura conteso da Justin Timberlake e Usher. Quest’ultimo lo mette sotto contratto con la Island Records. Il primo singolo su iTunes raggiunge i 20 milioni di click. Oggi sui social Bieber vanta milioni di fans. I 4 singoli del suo primo disco “My World” uscito in America, raggiungono il successo e si piazzano in cima alla classifica Hot 100 di Billboard.

Successo social e merchandising

Avere successo nella musica come Susan Boyle e Justin Bieber certo non è facile e i loro casi non rappresentano nulla a livello statistico. Ci sono centinaia di migliaia di musicisti o cantanti di ogni livello, categoria e genere che tentano in tutti i modi di combinare qualcosa e magari dopo avere studiato per anni, bussato a mille porte, fatto provini in televisione, messo video online, alla fine cambiano lavoro. Non tanto perchè la gente non li ascolta, ma perchè nessuno clicca sui loro video.

Sta di fatto che vendere album musicali per avere successo nella musica oggi è sempre meno importante, anche perchè lo streaming rende pochissimo a livello economico. Questo cambiamento non si è verificato in modo uniforme per tutti gli artisti e i mercati. Se guardiamo all’Inghilterra o all’America, ci sono artisti come Adele e Coldplay che hanno ancora un enorme successo e vendono ancora milioni di copie dei loro album, mentre su YouTube, Facebook e Twitter sono Rihanna e Lady Gaga a trionfare.

Il successo nella musica oggi dipende in buona parte dall’età del pubblico. Compera ancora dischi il pubblico più anziano, mentre per i giovani l’appeal degli artisti passa meno dalle canzoni e più da comportamenti social con cui identificarsi. A qualcuno potrà sembrare molto triste veder la musica ridotta a comprimario di una logica basata sul consumo, tendenza in aumento anche per le nuove modalità di ascolto, spesso molto più superficiali rispetto ad un tempo.

Avere successo senza suonare

Se la capacità di fare musica è sempre meno misura del successo, mentre anche l’intelligenza artificiale sta cominciando a creare canzoni, c’è da chiedersi quali siano le conseguenze di questa rivoluzione a livello creativo. Ovvero il modo in cui viene prodotta e pensata la musica dagli stessi artisti e produttori. Varrà la pena fare tanta fatica e investire in qualità cercando di alzare il livello del linguaggio musicale, se poi prr un musicista conta solo vendere profumi e curare la propria immagine?

L’industria musicale musicale è normale che si preoccupi fondamentalmente degli aspetti commerciali, ma in questo contesto qualcosa dovrà pure cambiare. Cosa dire ad esempio dei conservatori in cui si studia uno strumento per oltre dieci anni senza dare nessuna preparazione manageriale ai giovani musicisti per gestire la carriera? Gli album musicali in streaming non sono nient’altro che la trasposizione dei vecchi cd ed Lp nel mondo digitale. Ma mentre le playlist sostituiscono gli album e le vendite di dischi sono destinate a diminuire ancora, avere successo nella musica sarà sempre più difficile senza offrire al pubblico qualcosa di diverso.