colori della musica

Perchè non usare i colori della musica per definire un genere o un brano? L’idea è di un servizio online che organizza le canzoni in base al loro colore nell’arcobaleno.

Contaminazione di suoni, mix di stili e linguaggi… ha ancora senso oggi parlare di generi musicali? Pop, rock, classica, jazz, popolare in fondo sono solo parole che definiscono un genere, non certo l’emozione che viene trasmessa da un brano. Il concetto è semplice, la musica nasce dal cuore degli artisti per arrivare dritta in quello degli ascoltatori. Tutto qui. Le parole non servono ne bastano per descrivere questa magia: genere, clima, mood, sonorità ecc., sono solo termini vaghi per le emozioni che la musica o l’arte possono dare. Proprio così, per un quadro potremmo spendere milioni di parole… ma milioni di parole non ci restituirebbero il quadro. Cosa fare?

Secondo Guitarati i colori della musica sono il modo più intuitivo per esprimere sentimenti ed evocare emozioni o ricordi; in particolare attraverso un colore è possibile descrivere la musica in modo diretto e semplice. Sul sito è la maggioranza degli utenti ad assegnare un colore dominante ad ogni canzone. Così, per cercare un brano è necessario affidarsi solo alla propria sensibilità cromatica.

L’idea, certamente affascinante, si rifà a concetti che ritroviamo nella filosofia, nella psicologia e anche nella sinestesia, un fenomeno percettivo che riguarda il modo di interrogare la realtà e di ricevere informazioni e che in certi individui può fare percepire uno stimolo sonoro con una reazione visiva. Il sinesteta puro vede i suoni e sente i colori.

Di colori della musica se ne parla dai tempi di Isaac Newton: la cosa ha sempre affascinato scienziati, matematici, grandi musicisti e artisti come Schonberg e Kandinskij. Guitarati invece è alla portata di tutti ed è dedicato sia agli appassionati di musica che ai musicisti che vogliono vendere le loro canzoni. Anzi, i loro colori.