La cleptomania è un disturbo del controllo degli impulsi che porta persone qualunque o personaggi famosi dello spettacolo a rubare senza motivo apparente. Ma cos’è il furto compulsivo e a cosa è dovuto? Cause, diagnosi, conseguenze e cure

La cleptomania è il furto di oggetti fatto in risposta ad un bisogno tipicamente compulsivo. Il taccheggio per i cleptomani è un bisogno psicologico, che anche se non motivato da problemi economici ma emozionali, rientra comunque nella categoria giuridica del furto con tutte le conseguenze penali del caso. Un impulso irrefrenabile difficile da controllare e anche una vera malattia da cui si può uscire solo con terapie e farmaci mirati.

La cleptomania porta una persona a rubare oggetti senza alcun motivo apparente o senza una finalità economica. È un comportamento compulsivo e ricorrente che può causare disagio significativo nella vita di chi ne è affetto. In questo articolo esploreremo in dettaglio cos’è, le ragioni che spingono una persona a rubare e le possibili cure per affrontare questo disturbo. L’individuazione delle cause mette alla prova medici e psicologi.

Indice

Cos’è la cleptomania

La cleptomania è un disturbo psichiatrico caratterizzato da un’impellente necessità di rubare oggetti che non sono necessari per il proprio uso personale o per il loro valore economico. Si tratta di una forma di dipendenza comportamentale, simile a quella da gioco o da sostanze. Il soggetto prova una forte eccitazione prima del furto e una sensazione di sollievo o gratificazione dopo averlo compiuto.

La cleptomania non va confusa con il furto patologico, in cui il soggetto ruba per motivi razionali o emotivi, come la vendetta, la fame o il bisogno di attenzione. E’ invece un atto impulsivo e irrazionale, che spesso provoca rimorso, vergogna e senso di colpa in chi lo commette. In America questo disturbo colpisce circa lo 0,3-0,6% della popolazione generale, con una maggiore prevalenza tra le donne. Il costo stimato del taccheggio è di 11 miliardi di dollari all’anno, nell’85% dei casi fatto senza necessità.

La cleptomania dal punto di vista psicologico è inquadrata come un fenomeno di disordine mentale che spesso inizia nel periodo dell’adolescenza per poi evolversi secondo diverse condizioni. E’ un fenomeno simile al gioco d’azzardo o allo shopping compulsivo che spesso riguarda persone ricche famose e di una certa cultura, che si improvvisano ladri di calzini, rossetti e accessori vari nei grandi magazzini.

Come si comportano i cleptomani

Furto come gesto impulsivo e infantile o malattia e sintomo depressivo? I furti registrati nei grandi magazzini solo in forte ascesa. La tipologia di persona che ruba è insospettabile, appartenente alla classe media e alta. Le donne sembrano essere le più esperte, meglio se di buona famiglia. Sembra una contraddizione: di solito ruba chi si trova in difficoltà finanziaria, i poveri dovrebbero essere più portati a rubare, invece non è così.

Le donne rubano principalmente cosmetici, gioielli e abbigliamento, mentre l’uomo è indirizzato particolarmente al settore dell’elettronica. Nei grandi magazzini dove la quantità delle merce è maggiore e a portata di mano, diventa più facile farsi prendere dalla smania di appropriarsi di qualsiasi oggetto e uscire indisturbati con il malloppo in borsa. Ci si improvvisa ladri di calzini, rossetti e accessori vari, anche di nessun valore che poi si regalano o si gettano via.

Non esiste una precisa classifica della merce più rubata dato che le persone in difficoltà si sommano a chi ruba per vizio. In ogni caso ci sono prodotti maggiormente nelle mire del taccheggio, che secondo alcune stime riguarda l’1,4% delle vendite a livello mondiale. L’Italia è all’1,3% preceduta da Brasile e Messico (1,6 %), Stati Uniti e in Cina (1,5%), Francia e Spagna (1,4%). Tra gli alimenti più rubati ci sono vino e liquori, formaggi e carne confezionata. Nell’abbigliamento sono gli accessori i vestiti di marca e i costumi da bagno.

Conseguenze della cleptomania

La cleptomania è un disturbo che può avere gravi ripercussioni sulla vita del soggetto che ne soffre e sulle persone che lo circondano. La prima consguenza è di tipo legale. Il cleptomane rischia di essere scoperto e denunciato per furto, incorrendo in sanzioni penali che possono variare a seconda della gravità e della frequenza del reato. In alcuni casi, il soggetto può essere sottoposto a misure alternative alla detenzione, come la libertà vigilata o il trattamento sanitario obbligatorio.

Il cleptomane vive in uno stato di ansia e tensione costante, dovuto al timore di essere scoperto e al senso di colpa per il proprio comportamento. Il soggetto può provare vergogna, isolamento sociale, bassa autostima e depressione. Può avere difficoltà a mantenere rapporti stabili e soddisfacenti con la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro. Il soggetto può mentire o nascondere il proprio problema, creando sfiducia e conflitti con le persone vicine.

In alcuni casi il cleptomane può perdere il lavoro o la casa a causa del furto o delle conseguenze legali ed avere pesanti conseguenze economiche. Può spendere ingenti somme di denaro per acquistare oggetti che poi ruba o per pagare le multe o i risarcimenti dovuti per il furto. Può anche accumulare oggetti inutili o danneggiati, creando disordine e spreco di spazio. Può essere costretto a vendere o restituire gli oggetti rubati, perdendo così il valore economico o affettivo degli stessi.

Cause della cleptomania

La cleptomania può comparire in qualsiasi fase della vita, spesso inizia nel periodo dell’adolescenza per poi evolversi secondo diverse condizioni ed è più frequente tra i 20 e i 30 anni. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma si ritiene che possano essere legate a fattori biologici, psicologici e sociali. Ad esempio un’alterazione dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore e degli impulsi.

Chi ruba per gioco spesso ha patologie più gravi e difficili da individuare. I cleptomani possono avere già altri disturbi psichiatrici come la depressione, l’ansia, i disturbi alimentari e della personalità o avere dipendenze da sostanze. La somma di situazioni di disagio psicologico innesca un meccanismo liberatorio.

Tra i fattori sociali, si sottolinea l’influenza di eventi stressanti o traumatici nella vita del soggetto, come abusi, perdita di persone care o separazione dei genitori. Il momento di eccitazione temporaneo del furto sembra fare dimenticare il malessere del cleptomane che agisce istintivamente ma con consapevolezza. Al sollievo del dopo furto subentra il senso di colpa e i buoni propositi.

Diagnosi e cura della cleptomania

La diagnosi di cleptomania si basa principalmente sui criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), che prevedono la presenza di almeno quattro sintomi: impulso ricorrente e incontrollabile di rubare oggetti che non sono necessari per uso personale o per il loro valore economico; tensione prima del furto e sensazione di piacere, sollievo o gratificazione durante o dopo il furto. Non si ruba per costrizione, vendetta, necessità o ideologia.

La diagnosi di cleptomania può essere difficile da formulare, in quanto molti soggetti affetti da questo disturbo tendono a nascondere o minimizzare il problema, per paura di essere scoperti, giudicati o puniti. Inoltre il furto potrebbe sottostare ad un altro disturbo mentale, come depressione, ansia, disturbo ossessivo compulsivo della personalità antisociale. Per questo motivo, è importante che il soggetto si rivolga a un professionista qualificato e fidato, che possa offrirgli un’adeguata valutazione e un supporto psicologico e farmacologico.

Cure per la cleptomania

La cura del cleptomane richiede l’intervento di uno specialista qualificato e la collaborazione del paziente. Il trattamento più efficace è quello combinato tra farmaci e psicoterapia. I farmaci più usati sono gli antidepressivi serotoninergici (SSRI), che agiscono sul sistema nervoso centrale riducendo l’impulsività e l’ansia. La psicoterapia individuale o di gruppo ha lo scopo di aiutare il paziente a comprendere cause e conseguenze del suo comportamento. Sì devono modificare le credenze irrazionali e sviluppare strategie alternative per affrontare lo stress e le emozioni negative.

Per curare la cleptomania in America esistono enti nazionali e organizzazioni con specifici programmi di rieducazione. In alcuni casi, può essere utile coinvolgere anche i familiari o i partner del paziente nel processo terapeutico. La cura tradizionale avviene sul piano psicologico comportamentale. Come per altre malattie che creano dipendenza o abusi di sostanze e alcool, recenti ricerche non escludono che i cleptomani possano avere qualche squilibrio chimico a livello neurologico. Guarire completamente è difficile e una ricaduta è sempre possibile.

Prevenire il furto compulsivo

La cleptomania è un disturbo serio che può compromettere la qualità della vita di chi ne soffre e di chi gli sta vicino. Per questo è importante non sottovalutarla e cercare un aiuto professionale il prima possibile. I comportamenti malati possono essere anche prevenuti ma solo se il soggetto che ne soffre è consapevole del suo problema e cerca di affrontarlo con l’aiuto di uno specialista.

Alcune strategie possono aiutare a prevenire gli episodi di furto compulsivo. Evitare le situazioni a rischio, come i negozi affollati, le vetrine attraenti o i luoghi in cui si è soli e non controllati. Sviluppare degli hobby o attività alternative che possano dare soddisfazione e senso di appartenenza, come lo sport, la musica, il volontariato o la meditazione. È importante avere una rete di sostegno sociale, come la famiglia, gli amici o un gruppo di auto aiuto, a cui confidarsi e chiedere aiuto in caso di tentazione o di crisi.

Il cleptomane deve seguire una terapia psicologica o farmacologica, se prescritta dal medico, per trattare le cause sottostanti dei suoi problemi come l’ansia, la depressione o i traumi passati. Imparare a gestire lo stress, le emozioni negative e i conflitti interni che possono scatenare l’impulso a rubare, attraverso tecniche di rilassamento, respirazione o assertività.

Cleptomani famosi

Nella storia ci sono molti casi di persone famose che sono state affette da cleptomania. La Duchessa di Osuna, una figura di spicco nella società spagnola del XVIII secolo, era nota per il suo fascino e la sua bellezza, ma anche per il suo desiderio irrefrenabile di rubare. Si racconta che abbia rubato oggetti di valore dalle case dei suoi ospiti durante i ricevimenti e le feste di corte. Nonostante il suo status sociale elevato, la smania del furto della Duchessa non conosceva confini.

Anche il famoso poeta francese Charles Baudelaire si dice fosse solito rubare oggetti di valore. Recentemente alcune star dello spettacolo o dello sport molto ricche che fanno una vita agiata immerse nello sfarzo e nel glamour sono state beccate a rubare calzini al centro commerciale, ma anche borsette, vestiti, accessori, gioielli di lusso del valore di molte migliaia di euro.

La lista di celebrità beccate con le mani in sacco non smette di stupire, specie chi fatica ad arrivare a fine mese con la spesa al supermercato. Recentemente l’attrice Winona Ryder sorpresa a rubare ha fatto scalpore. Anche Megan Fox ha rubato più volte nei grandi magazzini piccoli oggetti per la cosmesi. Poi c’è Farrah Fawcett famosa per uscire dai negozi senza pagare gli abiti, senza dimenticare dimenticare Britney Spears, esperta cleptomane.


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Autore: Redazione
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