piano bambino

La musica fa bene ai bambini. Sempre più studi vanno in questa direzione ed in particolare il ruolo della musica classica nella crescita e nello sviluppo delle facoltà mentali dei bambini viene confermato ogni giorno. Un nuovo studio inglese riguarda gli alunni delle scuole elementari.

Dopo che una rivista come New York Academy of Science ha preso in considerazione il ruolo della musica classica fin dai neonati nei primissimi mesi di vita, questa volta gli studiosi dell’Istituto di Istruzione (UIE) dell’Università di Londra, hanno voluto testare quali vantaggi potesse dare ai bambini di 6-10 anni l’ascolto delle opere di autori come Mozart, Beethoven e Mendelssohn, Ravel o Shostakovich.

L’esperimento ha coinvolto 4.500 bambini in 26 scuole primarie per un totale di oltre 22.000 giovani secondo una serie di progetti sviluppati da Apollo Musica in collaborazione con Susan Hallam, professore di educazione e psicologia della musica, attraverso concerti e lezioni con i bambini impegnati a sperimentare diversi strumenti e concetti musicali.

Alla fine del progetto gli insegnanti non solo hanno verificato un effettivo miglioramento delle capacità di ascolto e delle competenze musicali, ma anche un rafforzamento dei livelli di concentrazione, delle aspirazioni, dell’autodisciplina e delle abilità personali e sociali dei giovani alunni oltre ad una decisa e maggiore consapevolezza di sè in chi aveva avuto modo di provare a suonare strumenti come il pianoforte, il flauto o il violino.

In generale si è visto come i giovani non abbiano nessun tipo di preconcetto nei confronti della musica classica, semplicemente le loro preferenze sono influenzate e si formano in relazione esclusiva alle abitudini di ascolto dell’ambiente in cui vivono. Cosa che ovviamente dovrebbe fare riflettere un paese come il nostro, dove l’educazione musicale primaria è inesistente e i bambini che non hanno la fortuna di nascere in famiglie con una adeguata formazione sociale e culturale vengono lasciati in balia del mercato e spesso delle forme musicali più commerciali e meno nobili oltre che formative, con tutto ciò che ne consegue anche a livello umano e sociale.