Per molti chitarristi e appassionati in generale di musica quando si parla di Eric Clapton è come parlare della bibbia della chitarra rock blues. Sicuramente una responsabilità in più per l’artista inglese.

Indipendentemente da come la si possa pensare è innegabile che il suo fraseggio, lento ma molto personale e riconoscibile, ha fatto la storia della musica moderna, per cui ad ogni uscita i fans si aspettano qualcosa: avrà cambiato in meglio o peggio o sarà lo stesso? In mezzo a tante aspettative non deve essere facile nemmeno per lui: sarà per questo che il 19esimo album solista del chitarrista cantante e compositore britannico si intitola semplicemente ‘Clapton’.

Come dice l’artista “Quest’album non è affatto quello che avevo in mente inizialmente” dice Eric Clapton “E’ decisamente meglio rispetto a quello che avrebbe potuto essere, una collezione eclettica di canzoni, una sorpresa anche per me.” Il chitarrista, unico ad essere entrato nella Rock and Roll Hall of Fame per ben tre volte (come artista solista, come membro dei Cream e degli Yardbirds) dopo la pubblicazione del suo ultimo album (“Back Home” del 2005), è stato coinvolto in numerosi progetti con altri musicisti, incluso l’album del 2006 con Cale “The Road to Escondido” e tour storici con Steve Winwood e Jeff Beck. Oltre al batterista Jim Keltner, il bassista Willie Weeks a il tastierista Walt Richmond, nelle sessioni suonano Winwood, Cale, Wynton Marsalis, Sheryl Crow, Allen Toussaint e Derek Trucks.