Città più sicure

Musica classica per risolvere problemi di degrado sociale? C’è chi pensa a città più sicure con Bach e Beethoven diffusi nei luoghi critici e alle fermate della metropolitana per fermare fannulloni, atti di violenza e vandalismo

Come rendere le città più sicure? Il problema della sicurezza è sempre molto sentito dai cittadini italiani e del mondo. Anche i politici lo sanno bene. Ma c’è chi pensa che piuttosto di utilizzare ronde e altri sistemi coercitivi, prima si possa tentare di eludere le cattive intenzioni con le buone maniere, magari partendo dalla musica. Alcuni amministratori di città europee e americane ci stanno provando. Con quali risultati?

Rendere le città più sicure con la musica classica ovviamente non è una magia. Trasformare le periferie degradate in luoghi fantastici da abitare non è semplice e serve ben altro. Ma non è nemmeno del tutto inutile. Forse può essere un deterrente ai cattivi comportamenti e agli atti di vandalismo. L’idea è diffondere nelle aree critiche musica di Mozart, Bach, Beethoven ed altri grandi compositori classici. Anche se in passato gli altoparlanti sono stati distrutti dopo poche settimane, l’utilizzo della musica classica ha vari scopi. Quali? Innanzitutto infastidire i melomani che non sopporterebbero l’uso di capolavori come sottofondo al posto dei manganelli. Ma questo è un effetto collaterale trascurabile.

In secondo luogo la classica può creare un ambiente più rilassante per tutti, e infine irritare i disturbatori. Insomma è un buon sistema per fare sloggiare i malintenzionati. Sicuramente chi si diverte a distruggere le panchine probabilmente è poco interessato alle fughe di Johann Sebastian Bach per clavicembalo.

Sicurezza a suon di musica?

Insomma gli amministratori che sostengono la validità dell’iniziativa non si illudono di sconfiggere la criminalità a suon di sonate di Mozart. L’iniziativa dovrebbe far parte di un programma per la sicurezza più ampio che comprenda anche l’utilizzo di una migliore illuminazione, telecamere e più agenti di polizia nelle strade durante le ore serali. Ma se provare una operazione di sicurezza a base di musica classica costa pochissimo, serve a qualcosa?

I risultati sembrano positivi. I primi esperimenti sono stati fatti a Montreal a metà degli anni ’90. A Londra nel 2003 è stata diffusa musica classica nella fermata di Elm Park sulla District Line, nota alle cronache per la pericolosità delle frequentazioni. In 18 mesi sembra che le rapine si siano ridotte del 33%, gli assalti al personale del 25% e gli atti di vandalismo del 37%. Confortata dai buoni risultati Londra ha poi piazzato altri 40 altoparlanti nella metropolitana nelle zone critiche e gli episodi antisociali di violenza verbale e fisica sono complessivamente diminuiti.

Perchè la classica è sicurezza? Le teorie sul motivo per cui diffondere musica classica renda le città più sicure sono diverse. Innanzitutto funziona come deterrente. I giovani con comportamenti antisociali non sopportano la musica del XVIII e XIX secolo. In secondo luogo i passanti o i pendolari che ascoltano Mozart e Beethoven diventano più felici, virtuosi, coraggiosi e intraprendenti nell’affrontare eventuali disturbatori. E poi è noto che le vibrazioni della musica possono ispirare calma e mitigare l’aggressività. In fondo anche i greci e Platone nel 300 ac parlavano della musica come di una legge morale. Valida, si spera, per tutti.