cioccolato e torta sacher

Siete golosi di cioccolato? Quello fondente mangiato in piccole dosi può fare bene. Oltre a migliorare l’umore ed avere virtù antidepressive, un nuovo studio sembra confermare una minore incidenza di infarto e ictus in chi lo consuma abitualmente.

Se il cacao venne scoperto dai Maya intorno al 1000 a.C. e consumato sotto forma di bevanda energizzante, nei secoli successivi furono gli aztechi e poi gli spagnoli a scoprire la lavorazione del cioccolato in barrette solide, introducendolo Europa e poi in Italia. Già nei primi del ‘600 si produceva cioccolato in Italia a Firenze, Venezia e Torino, ma per arrivare ad un prodotto simile a quello che oggi tutti apprezziamo, è necessario aspettare fino al 1800, quando si inventarono metodi di produzione industriale che ne consentirono la diffusione in tutti gli strati della popolazione.

Stiamo parlando ovviamente di cioccolato fondente, alimento ricco sia di teobromina che è un vasodilatatore, che di flavonoidi che avrebbero un potere antiossidante. Sta di fatto che una conferma dei suoi benefici ora arriva direttamente dalle pagine della rivista British Heart, dove un gruppo di studiosi hanno monitorato 21.000 presone riscontrando nei mangiatori di cioccolato una incidenza del 23% inferiore di ictus e del 12% di infarto.

Ricercatori e nutrizionisti sono comunque molto cauti nel trarre conclusioni affrettate sui benefici del cioccolato che potrebbero essere basati su effetti circostanziali. E’ vero che i consumatori abituali di cioccolato hanno un aspetto più giovane, un peso inferiore, un migliore rapporto vita-fianchi, una pressione sanguigna più bassa e meno problemi di diabete, ma tutte queste caratteristiche potrebbero essere dovute al fatto che chi mangia cioccolato svolge anche una maggiore e regolare attività fisica.

In ogni caso le quantità di cioccolato da consumare non sono infinite, non si tratta di un elisir di lunga vita. Sembra che un quadratino al giorno da 7 grammi per qualcuno potrebbe anche bastare dato il suo potere calorico molto elevato – 500 calorie per 100 grammi – che alla fine potrebbe peggiorare alcune patologie.