cinquantenni al lavoro

Nel mondo delle professioni il confine tra l’essere troppo giovani o troppo vecchi è un vero mistero: l’età giusta sembra sempre sfuggire. Comunque per i cinquantenni al lavoro sembrerebbero arrivare nuove interessanti opportunità.

I cinquant’anni di età da sempre rappresentano una soglia particolare sia a livello psicologico che per chi cerca occupazione. Proprio mentre l’Italia invecchia e già il 20% della popolazione ha oltre 65 anni (l’età media è destinata ad aumentare ancora molto nel futuro), arrivano notizie che potrebbero dare un pò di speranza ai senior, allontanando lo spettro della rottamazione e trasformando l’età anagrafica di cinquantenni e sessantenni in opportunità anche nel mondo delle professioni. Secondo uno studio condotto dall’Università di Haifa su oltre 500 manager, il massimo della vita professionale si ha a 57 anni. A confermare l’ipotesi non sono solo casi famosi come quello della nuova guida del New York Times, affidato a una donna di 57 anni con due figli. Secondo l’Eurostat nel decennio 2000-2010 gli occupati tra 55 e 59 anni sono aumentati del 10,6% passando dal 50,3% al 60,9%, mentre negli Usa l’occupazione tra gli over 55 è cresciuta del 12% proprio negli ultimi anni segnati dalla profonda crisi economica.

Il motivo? Chi ha superato la soglia dei 50 anni si tiene stretto il lavoro spaventato dalle difficoltà economiche, ma non solo. Contemporaneamente le aziende che devono assumere cercano persone di esperienza già formate in grado di affrontare tutte le problematiche presenti nel mondo del lavoro moderno. Inoltre ricerche nei paesi più sviluppati sostengono che la percezione della vecchiaia si è spostata molto più avanti di un tempo, dai 71 anni in poi, mentre la mezza età comincia a 49 anni. Insomma una volta tanto invecchiare potrebbe avere anche degli aspetti positivi, almeno per chi cerca lavoro.