cina e ambiente

Da paese con livelli di inquinamento altissimi la Cina diventa il maggior promotore di sviluppo sostenibile. Un impegno importante che il governo cinese ha l’obbligo di mantenere per salvare il benessere del pianeta intero

Tra Cina e ambiente le cose non sono mai andate tanto bene. Di fronte ai livelli di inquinamento di Pechino e delle altre città cinesi, lo smog di Milano e delle città italiane sembra aria di montagna. Bisognava proprio toccare il fondo? Sembra proprio di sì ma le cose si spera possano cambiare velocemente.

La Cina con i suoi 1,3 miliardi di persone ha dovuto aspettare di diventare la maggior potenza inquinante del mondo per rendersi conto che così non poteva andare avanti. Quando la cappa di smog ricopre Pechino le maschere protettive non bastano. Chiudono le scuole e gli agricoltori della regione entrano in crisi per mancanza di luce solare. Perchè non è solo l’aria a preoccupare i cinesi, ci sono l’acqua e il cibo. L’inquinamento in Cina minaccia ormai l’80% della popolazione. 320 milioni di contadini non dispongono di acqua potabile e 190 milioni bevono acqua inquinata.

Insomma tra Cina e ambiente la situazione era diventata davvero insostenibile, tanto da obbligare il governo cinese a studiare drastici provvedimenti capaci di rivoluzionare l’intera economia cinese a partire dall’utilizzo dell’energia rinnovabile.

Cina e ambiente sostenibile

In Cina si stanno prendendo provvedimenti di lungo termine a favore della sostenibilità. Politica, salute, ambiente ed economia non possono che essere sullo stesso piano per il benessere dei cittadini. Non si tratta solo di fermare le auto per brevi periodi. La formula magica del governo cinese è semplice e si spera vincente per l’apparato produttivo: meno inquini, più guadagni.

Lo sviluppo futuro dell’economia cinese si basa su investimenti di 360 miliardi di dollari su progetti in energie rinnovabili, dal solare all’eolico. Anche se ad oggi la Cina è il maggior consumatore mondiale di carbone responsabile del 50% dell’inquinamento, dal 2013 il consumo sta calando. Nei quartieri periferici di Pechino il metano ha già sostituito il carbone e le centrali sono state chiuse. Ma non basta, dato che in un’area di 500 km attorno alla capitale ci sono le più grandi centrale a carbone del mondo che danno energia a 500 milioni di persone e alimentano le industrie più inquinanti di acciaio, cemento e petrolchimica.

La lotta all’inquinamento dell’aria va di pari passo ai progetti di rimboschimento, dopo un recente passato in cui l’allevamento intensivo di bestiame ha causato vaste distruzioni ambientali ed erosione del suolo. L’area totale coperta da alberi in Cina è attualmente di 7,2 milioni di ettari in aumento del 28,7% rispetto ai 5 anni precedenti. La speranza è che un nuovo modello ecologico si possa affermare e propagare nel resto del mondo.