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Le barriere per ciechi e ipovedenti appassionati di libri sembrano cadere. Maggiore è la disponibilità nei titoli che case editrici mettono a disposizione sul mercato del libro elettronico a fronte di una richiesta in continuo aumento.

I libri stampati in alfabeto Braille hanno finalmente lasciato il posto al libro elettronico, come dire che anche per chi non può leggere l’entrata dell’editoria nell’era digitale può essere una boccata di aria fresca. Ciechi e ipovedenti sono infatti buoni lettori di libri, certamente più attivi degli altri se pensiamo che leggono in media nove libri in un anno, tre volte in più della media degli italiani. Una ragione in più per incentivare il mercato digitale con progetti e iniziative su misura per chi ha difficoltà di vista.

Nell’universo dei libri elettronici in circolazione sono disponibili per la lettura dei non vedenti solo una percentuale esigua di titoli. Così gli unici veri lettori di libri in Italia sono costretti a leggere ciò che “passa il convento” di fronte a un panorama vastissimo di titoli che ogni anno inondano la nostre librerie (ogni anno escono in Italia circa 50.000 nuovi titoli). Il motivo è che la maggior parte degli e-book non sono abilitati per la lettura nei software di sintesi vocale e traduzione in Braille. E allora cosa fare? Ci hanno pensato quelli del Progetto LIA (Libri Italiani Accessibili) che hanno reso disponibili ai non vedenti una libreria di 3000 titoli con adeguati supporti software per allietare la vita con nuove letture.