Produrre cibo sostenibile e meno carne per abbattere la CO2. Si studiano diete con superfood a base di alghe, plancton, meduse e microrganismi acquatici a basso impatto ambientale. Mangiare insetti per il futuro del pianeta

La nostra dieta influenza direttamente il cambiamento climatico: dobbiamo produrre e mangiare cibo sostenibile per il bene del pianeta. Non c’entra il marketing verde, lo dicono gli scienziati e lo sottolineano i dati: le coltivazioni causano deforestazioni di intere zone della terra mentre gli allevamenti intensivi hanno un impatto molto grande sulla produzione di CO2. Si stima che le emissioni inquinanti dovute alla produzione di cibo nel loro complesso valgano quanto l’intero comparto dei trasporti automobilistici, ferroviari, aerei e navali.

La sfida di scienza, economia e industria è produrre cibo sostenibile in grado di sfamare l’intera popolazione mondiale senza mettere a rischio gli equilibri naturali, cosa per altro già accaduta. Siccità e cambiamenti climatici stanno affamando decine di milioni di persone e mentre la popolazione mondiale corre verso i 10 miliardi di persone, nel futuro è necessaria una rivoluzione alimentare che sappia ridurre lo spreco alimentare e produrre più cibo che consuma meno risorse: i cosiddetti superfood con alghe o insetti ad esempio.

Perchè produrre cibo sostenibile?

Nel mondo oggi ci sono 7,6 miliardi di persone, di cui 820 milioni non hanno cibo a sufficienza, eppure l’industria alimentare produce 12,5 Giga tonnellate di C02 all’anno, il 23% delle emissioni di gas serra complessive. Entro il 2050 questa quantità è destinata a raddoppiare e nel frattempo la produzione di cibo impiega il 70% delle risorse idriche, è la maggiore responsabile di deforestazione, inquinamento del suolo e dei mari con fertilizzanti, senza contare la pesca intensiva. Non serve essere esperti di ecologia per capire che in questo modo non si può andare avanti, ma gli scienziati possono spiegare qualcosa di più.

Raj Patel, economista docente alla Texax University e uno dei maggiori esperti di crisi alimentari al mondo, sostiene che quella del cibo sostenibile sia una sfida di sopravvivenza che per riuscire deve modificare innanzitutto i parametri economici di sviluppo. E’ finita l’era del mercato da aggredire ad ogni costo e non si possono più massimizzare i profitti infischiandosene di disuguaglianze e devastazioni dell’ambiente che hanno un impatto enorme anche nei paesi più ricchi. Se non bastano i governi e modificare i singoli comportamenti, secondo l’economista la soluzione è sostenere la biodiversità diversificando i sistemi agricoli e favorendo i piccoli produttori.

Cosa significa cibo sostenibile

Mangiare cibo sostenibile significa prima di tutto ridurre il consumo di carne, necessità che per vari motivi già interessa alcuni gruppi di persone come i vegetariani o i vegani. Un eccessivo consumo di carne, oltre a fare male alla salute, ha un grande impatto ambientale e una resa molto bassa. L’allevamento animale rappresenta il 66% delle emissioni annuali, ma offre solo il 18% di fabbisogno energetico. Fanno molto meglio, in tutti i sensi, legumi, verdura e frutta e quindi, senza necessariamente diventare vegetariani, dovremmo tutti ridurre il consumo di carne e latticini. Secondo uno studio dell’università di Oxford, questi due alimenti rappresentano il 75% dell’impronta di carbonio di ogni persona.

Ogni singola persona può fare qualcosa per migliorare l’ambiente, ma sono soprattutto le amministrazioni pubbliche a dovere intervenire. I sindaci di 14 città come Milano e Parigi, ad esempio hanno aderito al progetto C40 per ottimizzare i servizi comunali. Mentre gli scienziati sono in prima linea per fare appelli affinchè si riduca il consumo di carne in scuole ed ospedali, deve diminuire anche l’impatto delle coltivazioni intensive e l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi sempre più aggressivi per una agricoltura biologica davvero sostenibile. Nel frattempo si studiano altre soluzioni come una alimentazione a base di insetti e superfoods.

Mangiare superfood sostenibile

Un cibo sostenibile per eccellenza sono i cosiddetti superfood, microscopici nutrienti che crescono e si riproducono con facilità nell’acqua senza rubare spazio all’agricoltura. Chef e scienziati non hanno dubbi: il futuro dell’alimentazione umana è negli organismi microscopici ad alto contenuto proteico e a basso impatto impatto ambientale. Sembra quasi impossibile che microrganismi difficilmente percepibili a occhio nudo possano diventare tanto importanti per l’alimentazione umana. Eppure la stessa Nasa incentiva la coltivazione di Spirulina durante le missioni spaziali a lungo periodo e la stessa Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) non ha esitato a definirla come superfood del futuro.

Alghe, microalghe, meduse e plancton si preparano così ad entrare nella nostra dieta quotidiana. In questo caso viene in aiuto la cucina giapponese che da sempre utilizza le alghe commestibili in molti piatti tradizionali. Dal sushi alla zuppa di miso, tra i piatti più conosciuti. Più particolari sono le insalate, zuppe e gelato di meduse: si tratta solo di superare l’iniziale diffidenza, mentre per il risotto al plancton avere un portafoglio ben fornito è fondamentale. Dipende dalle priorità, certo al buon sapore si uniscono gli indiscussi benefici.

Alghe commestibili

Le alghe commestibili hanno benefici e proprietà salutari che le rendono perfette per i tanti consumatori sempre più attratti da prodotti naturali e nuovi alimenti sani. Per questo le aziende alimentari sono molto interessate alla loro produzione. Possono essere aggiunti in una vasta gamma di alimenti, bevande o frullati ma sono perfetti anche per vegetariani e vegani. La loro produzione è uno dei business del futuro per le aziende interessate a salute ed ecologia, anche in Italia dato che non assorbono grandi quantità di terra e possono crescere in acqua non potabile e su terreni non coltivabili.

Le alghe commestibili hanno un solo limite alla diffusione: la crescita limitata. Solo nuovi investimenti per rinnovare la capacità produttiva potranno consentire di soddisfare una catena di approvvigionamento in continua espansione. Secondo un rapporto di Credence Research, il mercato mondiale dei prodotti a base di alghe dai circa 30 milioni di dollari del 2015 arriverà ai circa 45 milioni entro il 2023. Sebbene nessuno possa affermare con certezza in che misura la domanda supererà l’offerta nei prossimi anni, ci sono già le prime avvisaglie. La Francia ad esempio sta importando alghe per compensare le carenze domestiche dei produttori.

Produzione alghe commestibili

America e Asia figurano come primi produttori e consumatori di alghe commestibili e per altri utilizzi. Negli Usa società come Global algae innovation stanno sperimentando nuovi metodi di raccolta che permettono un maggior rendimento nella produzione. Il Giappone ha una tradizione secolare e produce 21 specie diverse di alghe commestibili. La produzione di alghe commestibili non ha degli standard riconosciuti a livello internazionale.

Non esistono standard di purezza sicuri da rispettare e vengono fatte proliferare un enormi vasche all’aperto molto spesso esposte all’inquinamento e a batteri, a cui si sommano una serie di incognite all’intero della lavorazione. Le aziende italiane invece puntano tutto sulla qualità e la sicurezza utilizzando per la produzione appositi impianti al chiuso capaci di mantenere costante la temperatura e una serie di parametri che assicurano una maggiore sicurezza come nel caso della produzione dell’alga spirulina.

Alghe commestibili proprietà benefici

I benefici delle alghe commestibili sono molti e hanno virtù terapeutiche e nutrizionali davvero sorprendenti. Stimolano la tiroide, il metabolismo e in generale il sistema immunitario oltre a rivelarsi di grande aiuto per chi ha problemi di colesterolo alto. Inoltre depurano, attivano la circolazione e sono una fonte importante di proteine, sali minerali e oligoelementi come iodio, ferro e calcio, di cui ne contengono più del latte. Contengono proteine e micronutrienti che possono essere consumati in ogni anello della catena alimentare.

Sono quindi ideali come integratori alimentari per tutti i bambini con problemi di denutrizione nelle aree povere del mondo. Oltre il settore alimentare e cosmetico, le alghe si rivelano efficaci fertilizzanti e fonti energetiche per il prossimo futuro. Sfruttando la loro decomposizione è possibile produrre energia alternativa. Sulla scia ecologica c’è anche il loro utilizzo per pulire l’aria dato che bruciano anidride carbonica e producono ossigeno. Inoltre potrebbero essere usate per pulire le acque reflue industriali.

Spirulina cibo sostenibile

La Spirulina è un organismo unicellulare ad alto contenuto proteico ed è tra le più conosciute e anche di antiche origini dato che veniva mangiata secoli fa dagli Aztechi. Contiene tre volte più proteine della carne ed è ricca di minerali e vitamine. Cresce spontaneamente nei laghi dolci e caldi dell’America e Africa del sud. Le potenzialità di sviluppo sono notevoli. Contro la fame nei paesi in via di sviluppo come in Africa si rivelerebbe una fonte alimentare importante. Ma è in generale un ottimo integratore e alimento naturale per uomini e animali.

Ricette a base di Spirulina ce ne sono già molte. Merito delle sue proprietà eccezionali e della versatilità, compare sempre più spesso in snack, pasta, bevande e persino nei gelati. Ingrediente prediletto per succhi e centrifugati detox, ben si accompagna a frutta e verdura. Fino ad entrare nella preparazione di ricette curiose fai da te. Pane, gnocchi, salse, dolci sono facili da realizzare con pochi grammi di povere. L’importante è non esagerare e assumerla con gradualità. La dose consigliata giornaliera è di circa 5 grammi al giorno. Meglio consultare gli esperti, le controindicazioni non mancano.

Altre alghe commestibili

Oltre alla Spirulina ci sono altre specie di alghe commestibili particolarmente indicate per uso alimentare come cibo sostenibile, sia utilizzate direttamente nelle ricette che in forma di preparati e integratori che ne sfruttano le grandi proprietà. Ecco alcuni tra i nomi più conosciuti.

Lattuga di mare E’ un’alga di colore verde dal sapore delicato e con un alto contenuto di nutrienti e vitamine. Oltre ad essere buona è molto ricca di vitamina C e B, oligoelementi e calcio e magnesio. Bull Kelp è un’alga verde che si trova lungo le coste nei mari più freddi dove viene raccolta durante la bassa marea. Viene usata nei medicinali per dimagrire e anche a scopo alimentare come integratore per la presenza di sali minerali, enzimi e vitamine.

Kelp gigante di colore marrone contiene iodio, potassio, sali minerali vitamine e carboidrati. Si usa nei preparati come integratore alimentare ma si studia un suo utilizzo anche nella produzione di biocarburanti. Dulse è un’alga di colore rosso che cresce nell’Oceano Pacifico con grandi proprietà anti infiammatorie che contiene dosi molto elevate di polifenoli, ma anche potassio, ferro, magnesio, fosforo, vitamina C e aminoacido lisina

Ricette alghe commestibili

Le alghe commestibili non hanno un sapore particolarmente buono. Magari un leggero gusto di mare. Nell’utilizzo di questo ingrediente nelle ricette in cucina serve quindi inventarsi qualcosa. Ad esempio c’è chi le usa nella preparazione di brodi vegetali, o al posto delle uova per legare acqua e olio e preparare maionesi vegane e condimenti per insalata. Ma sotto forma di polvere si possono aggiungere a qualsiasi alimento quotidiano, dal pane ai dolci fino alla pasta.

La maggior parte delle alghe commestibili necessitano semplici accorgimenti prima essere utilizzate. Certo, mangiare alghe non fa parte della tradizione mediterranea per questo si preferisce assumerle sotto forma di integratori o aggiungerle ad alimenti già pronti. Ne vale la pena? I vantaggi sono innegabili: le alghe sono alimenti preziosi nella dieta moderna a livello nutrizionale. Ottime soprattutto per i vegani, per chi ha carenze particolari o vuole assecondare una semplice curiosità che in futuro potrà salvare il mondo.

Vendita alghe commestibili

Tra le altre alghe commestibili che si possono acquistare nei negozi di alimenti biologici italiani che assicurano la qualità del prodotto ci sono ovviamente la Spirulina, ma anche Wakame, Nori, Kombu, Hiziki, Arame e Dulse. Le prime due sono le più leggere e ideali nell’insalata mentre le altre necessitano di attenzioni particolari che si risolvono nel semplice ammollo prima dell’uso e nella cottura per qualche minuto. Tra i prodotti più venduti che sfruttano le proprietà delle alghe commestibili ci sono gli integratori alimentari.

La Spirulina si trova come integratore in pastiglie o in aggiunta nel sale, pasta e zuppe. Proteine, vitamine e amminoacidi essenziali di qualità la rendono un alimento utile a chi vuole arricchire la propria dieta e a chi deve controllare l’appetito. Leader nella produzione in italiana, è Alghitaly la società specializzata nella produzione di questo tipo di alga unicellulare. Insieme alle alghe più conosciute questa microalga può entrare in cucina per dire addio a compresse e polverine di superfood poco invitanti. Il modo più semplice per sfruttare i loro benefici è consumarle sotto forma di pillole da acquistare in uno dei negozi specializzati. In Italia Algheria è stato il primo ad aprire e a credere in un mercato in sicura espansione.

Meduse e plancton

Cosa dire delle meduse? Niente paura, non pensate al fastidio di trovarsele in mare mentre si sta nuotando. Da sempre sono un piatto prelibato tipico della cucina orientale. Basta eliminare i tentacoli e la parte urticante e cucinarli come vuole la tradizione. Nei menù di Cina e Thailandia compaiono spesso in insalate, zuppe, ma anche nel gelato. Le meduse sono composte per la maggior parte di acqua, hanno poche calorie e tante proteine. In commercio si trovano più facilmente quelle asiatiche essiccate e trattate. E le meduse del Mediterraneo? Ce ne sono talmente tante che sembra un peccato non approfittarne. Ma per ora l’Unione Europea non vuole dare via libera al cibo medusa come nuovo cibo sostenibile, mentre si parla di un vero e proprio business a livello mondiale.

Il plancton è un cibo raro per eccellenza dedicato ai palati più raffinati. Oltre a essere riconosciuto come vero elisir di benessere, il plancton, o meglio fitoplancton marino, è da sempre sinonimo di pregio in cucina. La particolarità è data dal fatto che su 200 specie diverse ne esiste solo una idonea all’alimentazione umana. Composta interamente da organismi vegetali, viene coltivata e liofilizzata prima di raggiungere i fornelli dei più importanti chef internazionali.

In cucina il plancton è tra gli ingredienti più ricercati al mondo. Si presenta come una polverina colore verde brillante da stemperare in acqua e aggiungere nelle diverse preparazioni. Al gusto è un concentrato di sapori ‘marini’ delicati ma persistenti che stuzzicano i sensi. Ne basta poco per donare ai piatti un fascino esclusivo. Per chi ama l’alta cucina è ciò che serve per trasformare il superfood nel tocco di classe ambito da tutti. Insomma il cibo sostenibile è destinato anche agli intenditori.

Insetti cibo sostenibile del futuro

Alla fine di questa carrellata non potevano mancare gli insetti come vero cibo sostenibile del futuro. Mangiarli è una moda destinata a diventare sempre più popolare perchè dietro il loro aspetto non proprio invitante, almeno per noi occidentali, si nascondono tanti pregi e virtù. La Fao, organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, è da anni che sostiene l’utilizzo degli insetti come strumento sostenibile nella lotta contro la fame nel mondo. Aumento della popolazione, fattori ambientali, penuria di territorio e cibo sono solo alcune delle cause che ‘spingono’ per portare in tavola gli insetti.

Mangiare insetti in molti paesi del mondo il loro consumo è già un’apprezzata consuetudine. Circa l’80% delle popolazioni sulla terra (113 Paesi) che consumano abitualmente coleotteri, cavallette, locuste, grilli, bruchi di farfalle, api, vespe e formiche: ne esistono circa 1900 specie commestibili consumate da oltre 2 miliardi di persone. Sono cifre esorbitanti ci fanno riflettere e mettere sul piatto il valore nutritivo elevato a fronte di un esiguo impatto ecologico.in occidente si pone il problema di come vengono presentati e proposti: il gusto è determinato dalla cultura dell’individuo, dalle sue convinzioni che possono anche modificarsi, in futuro.

La storia dell’evoluzione dell’uomo racconta che l’apprezzamento per un cibo rispetto a un’altro è dettata dalla convenienza: sfruttare le risorse a disposizione è il modo più utile che spinge l’uomo ad elaborare un catalogo alimentare per sopravvivere. La scelta di un cibo rispetto ad un’altro è infatti da considerare come risultato di un’adattamento all’ambiente e non come percezione di un gusto cattivo (questione di abitudini). Chi ha provat almeno i più comuni insetti, sostiene che hanno un sapore delicato e risultano leggeri da digerire se cucinati in maniera semplice.

Insetti ottima fonte nutrizionale

Anche se la sola idea di mangiare insetti può causare mal di pancia, sono un patrimonio alimentare da prendere seriamente in considerazione. Prepariamoci, è solo questione di tempo: se mettessimo in tavola un’ostrica o un granchio in un piatto a chi non lo ha mai assaggiato, forse non proverebbe lo stesso iniziale disgusto? Eppure tra poco le patatine di tortilla potrebbero essere realizzate interamente con farina di polvere di grilli. Sono senza glutine, a basso contenuto di grassi e contengono tre volte più proteine.

Quali sono gli insetti più appetibili? I coleotteri, facilmente reperibili, guidano la classifica. Seguono lombrichi, api, vespe e formiche, senza dimenticare cavallette, locuste e grilli. Generalmente vengono fritti o ridotti in polvere, in zuppe o arrostiti con condimenti vari, pare siano molto gustosi al palato. Contengono infatti una grande quantità di proteine, grassi buoni, calcio, ferro, sodio, potassio e vitamine. l vantaggio è che sono presenti in grandi varietà e quantità, inoltre si possono allevare facilmente.

Allevare insetti da mangiare

L’abitudine di mangiare insetti non è escluso possa diventare la nuova moda ecologica del futuro per salvare il pianeta. Un modo per dire definitivamente basta agli allevamenti intensivi di carne o una forma di trasgressione sperimentale per gli chef stellati più arditi. Basterebbe che i più famosi ristoranti cominciassero ad aggiungere salse di insetti nei loro menu per fare cambiare idea a molte persone.

Ma oltre a mangiarli, allevare larve e vermi potrebbe essere un modo per investire soldi. Non sarà un caso che su Kickstarter ci sono molti progetti per realizzare alveari casalinghi e altri sistemi compatti e autonomi per la produzione di cibo alternativo. Tra l’altro i vermi commestibili si alimentano con scarti di verdure da cucina, in modo da ridurre il compostaggio mantenendo il 100% di controllo sulla catena alimentare personale.

Per chi volesse saperne di più il libro Insetto nel piatto contiene una piccola guida all’allevamento domestico degli insetti: un metodo facile e di poco costo che consente di avere a portata di mano locuste, larve e mosche sempre fresche pronte per essere cucinate. In attesa di assaggiarli, in Italia non c’è ancora un regolamento che permette di allevarli e venderli. Intanto una nuova direttiva dell’Unione Europea ha appena consentito la vendita e produzione per fini alimentari nel territorio europeo: vermi, grilli, bachi da seta, ma anche tarantole, cimici e farfalle, possono entrare nella nostra dieta. Forse non da subito.