cibo etnico

Il consumo di cibo etnico in Italia è in ascesa. Crescono e si diffondono prodotto alimentari di continenti lontani pronti a soddisfare voglia di emozioni e stimoli diversi. Un settore della distribuzione che offre opportunità imprenditoriali e nuovi modelli di business

Cibo etnico nei ristoranti, negozi al dettaglio e minimarket gestiti da stranieri. Poi c’è la grande distribuzione attenta alle esigenze di una società cosmopolita aperta a nuove contaminazioni culturali. Si tratta di soddisfare un numero crescente di comunità di immigrati. Il cibo diventa un vero aspetto emozionale, un simbolo radicato alla propria terra d’origine ma non solo.

Metà degli italiani ha provato cibo etnico almeno una volta. Guidati da curiosità e voglia di provare sapori particolari, magari a prezzi bassi. Tra i sapori preferiti si privilegia la cucina giapponese, cinese e messicana senza dimenticare le novità provenienti da tutto il mondo. I dati di mercato confermano la diffusione di cibo etnico in Italia non solo al ristorante. Tanti servizi consegnano direttamente a casa piatti e specialità tipici. Un modo semplice e più economico di sperimentare ricette ormai diffuse ovunque.

Cibo etnico in Italia

Secondo il rapporto Coop 2015 gli italiani che comprano alimenti etnici sono il 16%. Il 20% decide per andare al ristorante etnico almeno una volta al mese. In generale nel 2015 si registra un aumento di consumi di cibo etnico pari al 18% rispetto all’anno prima. Le cifre si aggirano sui 160 mila euro di fatturato per la grande distribuzione.

Siamo sempre più attratti dalla cucina multietnica in particolare quella orientale. E’ facile trovare persino piatti pronti nel reparto della gastronomia nelle grandi catene di supermercati, affiancati a interi scaffali dedicati al cibo etnico. Intanto aprono nuovi ristoranti etnici e si moltiplicano realtà minori come piccoli negozi alimentari specializzati gestiti in prevalenza da cinesi e egiziani capaci di attrarre anche il consumatore italiano più consapevole.

Mini market gestiti da stranieri

Prezzi bassi, qualità dichiarata e vasta scelta di cibo etnico. Ecco cosa si trova nei mini market gestiti da personale straniero. Lontano da ogni pregiudizio e sfiducia del cittadino italiano è bene sapere che diversi sono riforniti direttamente da società italiane. La milanese Uniontrade è leader nel mercato. Fondata negli anni Sessanta dall’imprenditore cinese Luigi Sun di strada ne ha fatta molta.

Da piccola bottega di quartiere si è trasformato nel più grande supermercato multietnico in Italia, il Kathay. Situato nel cuore di Chinatown a Milano è diventando il centro della distribuzione all’ingrosso di alimenti etnici di qualità, delle alghe a tutti gli accessori tipici della cucina asiatica e non solo. Frutta e verdura da tutto il mondo, bevande e libri sull’alimentazione con un occhio rivolto alle novità del mercato, un luogo privilegiato per chi cerca cibo etnico per eccellenza.

Distribuzione cibo etnico

Il successo è arrivato anche per l’immigrato romeno Florin Simon vincitore del premio Moneygram Award all’imprenditoria immigrata in Italia del 2012. Ha iniziato da solo a importare pochi prodotti tipici dalla Romania, poi il mercato si è allargato e ora gestisce personale e una rete di distribuzione all’ingrosso in tutta Italia.

Realtà diverse si alternano sul mercato. Eurofood presente sul mercato italiano dal 1970 si occupa di importare specialità provenienti da tutto il mondo in particolari quelle orientali che vanno per la maggiore mentre Plaza Latina è pronta a diffondere la cultura latina con prodotti specifici provenienti dal Sud America insieme all’azienda Land & Ocean che nella sua lista di cibo etnico importato aggiunge quello africano e asiatico.