Cibo colorato che da emozioni

Come e cosa mangiare? Il rapporto tra cibo e emozioni oggi è un tema sempre più trattato sui media e dalla società dei consumi. Se ne occupano programmi tv, libri e articoli su giornali e riviste. Conta il mercato ma emerge anche una nuova consapevolezza dei consumatori

Nella società contemporanea il binomio cibo e emozioni è sempre più importante. In particolare tutto quello che circonda il mangiare anche da un punto di vista emozionale. Non stiamo parlando solo di sapori ma anche di ambiente, persone, luci, colori che giocano sul gusto del momento.

Certo di cibo e emozioni si parla da sempre ma la tendenza a considerare l’aspetto emozionale del mangiare ultimamente è cresciuta notevolmente sotto tutti punti di vista. Non si parla solo di cucina in tutte le sue declinazioni, ma anche di cibodipendenza, obesità, ossessione da cibo e fobie. Manie di tutti i generi oggi sono all’ordine del giorno e vengono affrontate da dietologi, esperti di psicologia ma anche da strateghi del marketing. Perchè è inutile negare l’importanza del mercato che modella gli stili di vita. Non a caso le antiche osterie di una volta dai sapori autentici non esistono più. Al loro posto simil ambienti di lusso arredati ad hoc che poco hanno a che fare con i sapori tradizionali, soprattutto nel prezzo.

Viceversa nascono sempre più ristoranti a tema che per emergere puntano sullo stile e sulla capacità di offrire sensazioni particolari, già dal design. Ormai il panorama è così vasto e articolato che il significato di mangiare originario, ovvero di nutrirsi semplicemente con gusto, sembra quasi dimenticato. Ma quali sono le strategie di chef e designer per farci mangiare emozioni?

Stuzzicare emozioni prima del palato

Pochi vanno al ristorante per soddisfare il bisogno primario di mangiare. Oggi si esce di casa a cena per soddisfare altri bisogni legati alla sfera emotiva che comunque con il cibo hanno un forte legame. Mangiare emozioni significa anche provare le novità della cucina in un contesto stimolante, diverso dal classico ristorante, ma soprattutto condividerle con gli amici.

Ristoranti, locali, bistrot dispongono oramai tutti di spazi molto ricercati e studiati su misura per evocare l’immaginario di una ben determinata clientela suddivisa per gusti, stile e naturalmente possibilità economiche. L’arredamento, i profumi, la musica e l’aspetto del personale giocano un ruolo fondamentale. Il brutto che a volte la qualità del cibo arriva in fondo.

Presentato in certo modo il piatto deve rispecchiare le aspettative di un cliente sempre più esigente e consapevole. L’importante per il ristoratore è dare una linea riconoscibile al locale, creare ambienti e menù curati fin nei minimi dettagli in modo che il cliente possa riconoscersi anche sui sapori e vivere un’esperienza emozionale.

Cibo emozioni e umore

Il rapporto con il cibo d’altronde è pura emozione che coinvolge tutti i sensi. Si è scoperto che perfino la musica cambia il gusto di ciò che si mangia. Ma che si tratti di aspetti psicologici o fisiologici, è chiaro che gli alimenti hanno un grande effetto sul nostro umore.

L’importanza di ciò che mangiamo nell’influenzare il nostro atteggiamento è un dato di fatto confermato da numerosi esperimenti scientifici. La chimica del cibo incide notevolmente sull’equilibrio del nostro corpo. Favorisce legami benefici, o viceversa può scatenare repulsione.

Ecco perchè lo chef non può sbagliare. Anche perchè a livello emotivo contano molto i ricordi. Ciò che evoca una semplice fetta di torta al cioccolato rimane nel tempo. Il gusto di una mela è come il carattere di una persona. Il sapore di un sugo può essere come una canzone. Cibo e musica si assomigliano anche in questo. E’ sempre un mix di emozioni e identità personale, che va ben al di là di un piatto di pasta mangiato di fretta.