Ragazza e cibo sano

Tutti amiamo la buona cucina ma è innegabile che la spettacolarizzazione del cibo indotta dai media oggi abbia raggiunto livelli paradossali che nulla hanno a che vedere con emozioni e benessere. L’atto del mangiare in questo caso può diventare prolungamento di identità, ostentazione, appartenenza a status e veicolo di benessere. Ma se si esagera anche il cibo sano può trasformarsi in qualcosa di fortemente negativo.

Il desiderio di cucinare meglio o di mangiare sano può arrivare ad assumere contorni patologici ad esempio con l’ortoressia, una vera ossessione da cibo sano che sta contagiando sempre più persone. Disturbi alimentari più o meno gravi esistono da sempre, ma la ricerca ossessiva di cibo sano è una patologia alimentare tipica dei tempi moderni che mette a rischio l’equilibrio generale di corpo e mente.

Indice

Cibo e identità culturale

Il cibo è sempre stato una rappresentazione di identità culturale, ma da qualche anno è diventata una moda, anzi ha preso il posto della moda nell’interesse della gente. Se la chiusura dei ristoranti in periodo pandemico per qualcuno è sembrato un vero dramma (non solo per i ristoratori), il contenuto del piatto misura ed esibisce il benessere diventando un’ancora di salvezza tra crisi e insicurezze.

Oggi le persone spendono più per il cibo che non per l’abbigliamento. Non potrebbero fare altrimenti bombardati da programmi tv e talent che trasformano i cuochi in guru spirituali che fanno le veci degli stilisti dettando le regole del mercato. E se i corsi di cucina sono più frequentati delle palestre, gli scaffali delle librerie pullulano di libri che insegnano a cucinare, mentre istituti alberghieri e scuole di agraria di anno in anno aumentano gli iscritti.

Dallo street food al cibo a domicilio ogni giorno nascono mille idee stravaganti e nuovi business che mettono al centro la cucina o il mangiare, mentre i ristoranti trasformano il cibo in esperienza sensoriale. L’assunto ‘Siamo ciò che mangiamo‘ diventa ‘Siamo ciò che consumiamo’ e la masticazione crea identità personale addirittura più dei pensieri, delle idee di carattere etico e politico, così come dei gusti musicali.

Le immagini di cibo condivise ed esibite con malcelato orgoglio sui social (anche dai politici) dicono una cosa chiara: racconto la mia vita attraverso ciò che mangio. Piatti, vini e ristoranti delle foto definiscono inevitabilmente lo status di chi le condivide. Alcuni social come Fuudly e Tasty sono interamente dedicati al mangiare e hanno milioni di iscritti. Si trovano ricette, specialità, marche di prodotti, percorsi gastronomici, menù a tema e consigli che possono fare la differenza a livello di marketing.

Cibo come religione

Discutere di cibo sui social e consigliare una marca piuttosto che un’altra, al di là della convenienza o della qualità, non è un gioco: può promuovere e guidare le scelte alimentari di milioni di persone con importanti ricadute sul mercato alimentare. Gli influencer del cibo detti food e-vangelists spopolano sui social di tutto il mondo. Spesso sono donne giovani e benestanti sui 35 anni di età, mosse dalla spasmodica ricerca di benessere, salute e trasparenza.

Tra food e-vangelist, chef guru ed esperti di benessere nel piatto, il cibo sta assumendo sempre più i contorni di una nuova religione. Un discorso etico valoriale è alla base anche delle scelte di vegetariani e vegani, ma qui il fenomeno è estremizzato ai massimi livelli. Si tratta di credere e aderire ad un pensiero che condiziona l’intera esistenza. Bisogna essere a tutti costi dalla parte dei giusti sempre in forma, alimentarsi senza pesticidi, magari con cibo sostenibile senza sprecare ed inquinare l’ambiente.

Le questioni di sostenibilità ambientale impongono sicuramente nuove regole anche sul piano alimentare onde evitare inutili sprechi di cibo, ma il rischio del cibo sano è che una vera e propria ossessione prenda il sopravvento. I dati parlano chiaro: circa l’8% dei bambini e il 2% della popolazione adulta è affetta da disturbi alimentari, intolleranze e allergie vere o presunte tra cui anoressia, bulimia e ortoressia.

Ossessione da cibo sano

I disturbi alimentari sono da sempre causati una molteplicità di fattori psicologici, familiari, sociali, culturali difficilmente isolabili tra loro. Il problema è che negli ultimi anni le percentuali di persone affette da disturbi alimentari e in particolare da ortoressia stanno pericolosamente aumentando. Solo in Italia ne sono colpite più di 3 milioni di persone e sono in continuo e pericoloso aumento spinti dalle mode del benessere a tutti i costi.

Chi è affetto da disturbi alimentari difficilmente si rende conto di quanto sta succedendo. Nel caso del cibo sano il concetto di partenza non è sbagliato, dato che ciò che mangiamo può purificare o contaminare, ma senza una opportuna conoscenza e consapevolezza può diventare una pericolosa ossessione. Successivamente possono manifestarsi perdita di peso ma anche sindromi depressive e stress emotivi. In campo alimentare ci sono fissazioni nevrotiche difficili da combattere ma che è importante conoscere.

Mangiare sano a tutti i costi paradossalmente nasconde gli stessi rischi di un alimentazione basata sul junk food. Cadono in questa patologia specialmente ultra trentenni laureati, sportivi e atleti. A queste categorie si aggiungono le donne incinta che poi prolungano il nuovo stile di vita anche dopo la gestazione magari coinvolgendo nella mania da cibo sano anche i propri bimbi con gravi rischi per la loro salute.

Cos’è l’ortoressia?

L’ortoressia, da orthos (giusto) e orexis (appetito), è una vera e propria forma di ossessione alimentare. Contagia chi esagera nel voler a tutti i costi cibo sano in tavola a discapito dei principi base dell’alimentazione e del piacere della convivialità. Solo ed esclusivamente alimenti biologici, niente zucchero, burro, insaccati e carne rossa. Credenze e dettagli più o meno esatti sulle proprietà del cibo possono variare a seconda delle mode del momento.

L’ortolessia rappresenta circa il 15% dei disturbi alimentari ed è un disturbo psicologico estremo e debilitante al pari di anoressia e bulimia che può provocare danni seri. Chi ne soffre vuole ‘essere puro’ e quindi introdurre nel proprio organismo solo ed esclusivamente cibo avendo pieno controllo sul proprio corpo e su quanto proviene dall’esterno. Passare da una sana e consapevole ricerca del benessere attraverso abitudini assolutamente errate non è così difficile.

In chi soffre di ortoressia il piacere di mangiare si trasforma in un grosso problema che scatena mille dubbi, incertezze, sensi di colpa con angosce e pensieri fissi che si insinuano costantemente di giorno e soprattutto di notte. Chi ne è colpito si trova sempre a pianificare con largo anticipo pranzi e cene. Controllando solo la qualità del cibo si possono escludere intere categorie di alimenti e il menù alla fine rischia di essere sempre uguale. Con il passare del tempo un regime nutrizionale non equilibrato può risultare estremamente dannoso per la salute.

Cibi sani senza esagerare

Mangiare sano non vuol dire diventare maniaci di tutto ciò che la società dei consumi reputa benefico. Per stare bene la dieta deve essere varia, comprendere tutti gli alimenti nelle giuste proporzioni e poi bisogna tornare a considerare il cibo come fonte di piacere, condividere pranzi e cene in clima rilassato, mangiare in compagnia. Prima di ricorrere ad uno specialista nei casi meno gravi potrebbe bastare un pò più di consapevolezza sul significato dell’alimentazione corretta.

La linea di demarcazione tra una giusta ricerca del cibo sano e l’ossessione dell’alimentarsi correttamente nell’ortoressia è abbastanza sottile ed è facile cadere in errori che possono aumentare se si sta seguendo una dieta. Per dimagrire e non ingrassare bisogna imporsi delle regole ma bisogna stare attenti se diventa irrinunciabile anche avere un corpo sano e pulito in un ambiente altrettanto pulito.

Le diete alimentari fatte di piccoli culti quotidiani e rinunce possono imporre regimi alimentari che aboliscono intere categorie di alimenti con eventuali danni alla salute. L’assoluta necessità di acquistare prodotti biologici coltivati senza pesticidi è un altro campanello di allarme come dovere fare la spesa necessariamente la spesa presso un coltivatore o tramite un gruppo di acquisto solidale. Mette la coscienza a posto perchè sembra assicurare la salute personale e quella dell’ambiente.

Test sull’ortoressia

Come scoprire l’ortoressia? Se pensate ci sia qualcosa che non va nei vostri comportamenti a tavola, il dietologo americano Steven Bartman nel 1997 ha elaborato un test. Il Test di Bartman aiuta a verificare il proprio rapporto con l’alimentazione. Le semplici domande che seguono sono un buon punto di partenza per un’indagine più accurata nell’universo dei disturbi alimentari.

Rispondete con un SI o un NO e segnatevi il numero di risposte. In fondo leggete i risultati.

  1. Pensi al cibo più di 3 ore tutti i giorni?
  2. Pensi cosa cucinerai e come mangerai domani?
  3. Il cibo è più “salute e benessere” che non “gusto”?
  4. Ti senti tranquillo solo quando mangi quello che vuoi?
  5. Cosa mangerai in generale è fonte di ansia?
  6. Stai sempre più attento a cosa mangi quotidianamente?
  7. Mangiare sano ha a che vedere con la tua autostima?
  8. Non mangi più cibi che non reputi sani?
  9. Se non mangi “corretto” ti senti in colpa?
  10. Avere un buon autocontrollo credi significhi mangiare bene?

3 SI= Comportamento normale
4-8 SI= Soffrite di ortoressia
9-10 SI= Grave ossessione da cibo sano.