cibo a domicilio

Il cibo a domicilio piace sempre di più. Una moda che dall’America, dove sta rivoluzionando l’intera industria della ristorazione, arriva anche in Italia puntando su qualità e varietà di piatti che vanno al di là della semplice pizza e soprattutto sui tempi di consegna veloce via App

A piccoli passi il cibo a domicilio arriva anche in Italia. Certo, siamo ancora lontani dagli esempi che circolano in città come San Francisco e Manhattan – a New York l’utilizzo di pony express per la consegna di pranzo e cena è tra le attività più fiorenti – ma forse ci stiamo avvicinando. Intanto c’è chi scommette sul futuro della cucina veloce via smartphone, phone to table, mediante App realizzate anche per i palati più fini.

In America sono all’opera intere compagnie che hanno fatto grossi investimenti nel settore del cibo a domicilio: Caviar è la più attiva, collabora con i migliori ristoranti indipendenti americani e permette di ordinare e prenotare in anticipo secondo le proprie necessità. Un servizio rodato assicura tempi di consegna veloci al cliente aggiornato in tempo reale, tramite messaggi al cellulare, dalla ricezione dell’ordine fino alla consegna sulla porta di casa del cibo richiesto.

La soddisfazione del cliente nella consegna di cibo a domicilio è fondamentale, se il servizio è in ritardo o il cibo sembra scadente niente paura, è possibile chiedere il rimborso all’azienda che fornisce sconti e buoni spesa per gli acquisti successivi. Come assicurare la qualità? No alle lunghe distanze, è fondamentale definire la zona e fornire le possibilità di scelta del ristorante e entro un determinato raggio. L’adozione di contenitori brevettati per mantenere al caldo o freddo il cibo e tempi record di consegna sono frutto di un’organizzazione efficiente.

Ovviamente, oltre alla qualità di cibo e servizio, per il resto marketing e pubblicità fanno la differenza e sono quello che ci vuole per assicurarsi il successo. L’affare è talmente grande che ingolosisce anche Amazon e in particolare Uber che dal servizio automobilistico si rivolge a quello alimentare con UberEats, che permette al cliente di scaricare l’applicazione e di ordinare piatti ricercati preparati da chef di livello pagando circa il 30% in più di quello che normalmente spenderebbe direttamente al ristorante. Ne vale la pena? Sembra di sì, il successo del cibo on demand sembra guidare il futuro della cucina.

Cibo a domicilio in Italia

In Italia, nelle grandi città esistono ristoranti etnici, vegani, street food che forniscono servizio a domicilio grazie a vere e proprie aziende capaci di fornire un servizio di prenotazione via web e di consegna immediata. La bicicletta eco-frendly e il motorino sono i mezzi prediletti dai fattorini super veloci che devono muoversi agevolmente nel traffico cittadino con mappe gps e contenitori appositi.

Milano è la città italiana più servita e comunque la piazza di prova per molte aziende che investono sul food delivery. L’esempio è Deliveroo, sotto il segno del canguro, il logo dell’azienda che appare sulle biciclette dei fattorini impegnati a districarsi nel traffico: il costo di consegna fisso è di 2,50 euro mentre sono 32 minuti il tempo medio per la consegna. Sempre la città lombarda è luogo di nascita di Foodinho, che si definisce la prima piattaforma GPS di food delivery di alta qualità che pensa già di espandersi a Parigi, Londra e New York con un servizio rinomato di biciclette super veloci.

E cosa dire di Bacchette Forchette, oppure della scelta di ristoranti selezionati con consegna in un’ora del servizio di cibo a domicilio offerto da Foodora che consegna anche a Torino e di YouEat che a Milano aggiunge Bologna e Verona con consegne a pranzo in ufficio e a casa per cena? Insomma basta farsi un giro su queste piattaforme e sulle relative app per smartphone, dove basta registrarsi e selezionare la cucina preferita, per capire come il panorama che descrive il servizio del cibo a domicilio sia in continua espansione.

Almeno per ora non ci sono chef stellati, ma nel cibo a domicilio sono assicurati livelli medio-alti di cucina per chi vuole osare. La competizione è il motore di tutto e le immagini da scegliere strisciando il dito sullo smartphone per una volta tanto fanno davvero venire l’acquolina in bocca.