locandina del film brasileirinho

Si intitola Brasileirinho il film documentario che racconta il Brasile attraverso i protagonisti del Choro, un genere musicali alle radici di samba e bossanova

Tutti conoscono la samba o bossa nova ma cosa dire del genere chiamato choro? A spiegare il primo genere musicale urbano genuinamente brasiliano ci ha pensato tempo fa un regista finlandese che sembra aver ben poco da spartire con la cultura sudamericana. Eppure il risultato la dice lunga e il nome del regista anche: Mika Kaurismäki.

Il choro, genere nato in Brasile attorno al 1870, è stato la forma musicale più popolare fino agli anni Venti del secolo scorso, precursore sia del samba che della bossa nova. Non dimentichiamo che gran parte dei compositori brasiliani dell’ultimo secolo ne sono stati influenzati. Tra gli altri si cimentarono Hector Villa Lobos, che disse che il choro è l’essenza e l’anima della musica brasiliana, fino a Nazareth, Baden Powell o Tom Jobim, per non parlare di Chico Buarque a Toquinho, Paulinho da Viola, Hermete Pascoal e molti altri.

Brasileirinho, il film sul Choro

Nel film Brasileirinho presentato al festival di Berlino nel 2005, musica e vita reale si mescolano, dai piccoli bar alle birrerie, alle concert-halls. Si entra persino nelle case dei grandi interpreti che si ritrovano a suonare tutti insieme, appassionatamente. Il filo conduttore del film è il desiderio, da parte del trio, di creare un grande concerto di choro dove la tradizione dei vecchi si mescola ai più giovani, in uno scambio reciproco così come è avvenuto ed avviene tutt’ora in Brasile.

A questo scopo vengono visitati ed intervistati vari artisti che ricordano momenti chiave del passato e suonano i loro strumenti. Tra gli altri, Joel Nascimento che ricorda il famoso locale degli anni 70 “Suvaco de Cobra”. Zé da Velha il quale afferma che lo choro rappresenta il jazz brasiliano. Silvério Pontes che la considera una musica senza età perché possono trovarsi a eseguirla insieme musicisti di 15, 40 e 70 anni. Yamandù Costa, straordinario compositore e virtuoso della chitarra a sette corde, che mescola choro e musica jazz.

Tra incontri, rievocazioni, giornate di svago, scorre un intero repertorio di musiche composte da Tom Jobin, Vinicius De Moraes, Baden Powell, Otavio Dias Moreno e Pixinguinha, per un film davvero coinvolgente. Il choro dopo un modesto declino è stato riscoperto dalle ultime generazioni. La versione moderna è molto flessibile e si presta particolarmente alle improvvisazione, può essere cantato, danzato e offre varie possibilità di performance.