chitarre piu strane e colorate

Le chitarre più strane del mondo sono gigantesche, hanno 4 manici, sono al formaggio e pieghevoli. Ecco una rassegna degli strumenti a corde curiosi e con progetti innovativi e incredibili ma anche strambi e inutili

Designer, artigiani o semplici appassionati sembrano volersi sempre sfidare nel costruire chitarre più strane. D’altronde chi dice che non si possano cambiare anche gli strumenti musicali? Chi si concentra sulla forma, materiale o colore, piuttosto che sulle dimensioni. Ma a parte le marche più famose elettriche acustiche o classiche, c’è anche chi cerca di inventarsi nuove possibilità espressive, fosse solo per il numero di corde o per qualche diavoleria tecnologica applicata.

Prima di scoprire le chitarre più strane del mondo partiamo dell’inizio. Tutti conosciamo le forme sinuose della 6 corde originale e di antiche origini per averla suonata, averci provato o essere stati accompagnati al canto con amici alle prese con il mitico canzoniere su una spiaggia. Le chitarre sono tra gli strumenti più suonati al mondo. Tanti motivi ne hanno favorito la diffusione, primo dei quali è che si tratta di uno strumento economico e portatile quanto basta. Ma non pensate esistano solo modelli classici, elettrici, jazz e folk.

C’è una schiera di inventori e ingegneri visionari con la passione della liuteria pronti a creare nuove forme di chitarre strane digitali. Certo scordiamoci gli “svisi” alla Jimi Hendrix o alla B.B. King. L’utilizzo delle chitarre digitali senza corde che vedremo in questo articolo probabilmente avrà un senso nella musica elettronica, o in quei generi musicali dove ha molta importanza il timbro e il colore del suono. Sono strumenti diversi, nati per mondi artistici differenti. In pratica sono controller Midi che sfruttano la tecnica e le posizioni chitarristiche per diventare nuove fonti di variabili sonore.

Forme di chitarre strane

Se credete di averne sentite abbastanza, ecco alcuni modelli di chitarre più strane che si possono trovare navigando in internet. Chitarre a due o quattro manici. Multistrumenti che nello stesso corpo includono chitarra, basso, mandolino e banjo. 6 corde sembrano poche? Ce n’è una a 42 corde creata appositamente per Pat Metheny da Linda Manzer, una liutaia canadese. Poi ci sono le chitarre da viaggio, lunghe solo come il manico, fatte apposta per stare in valigia.

Oppure pieghevoli da infilare nella borsa da viaggio: il manico si sovrappone al corpo. E ancora a forma di pallone, squalo o di formaggio gruviera mangiato dai topi. E poi le versioni elettroniche come la Yamaha Ez-Eg completamente MIDI, ovvero senza corde, perlomeno dalla parte del manico. O il modello con porta USB per poter essere collegata direttamente a computer o smartphone e quindi amplificata e registrata con un software di audio recording. Per chiudere, ecco ulteriori esempi di cosa significa chitarra più strana del mondo: guardate i video se non ci credete.

Avete già tentato un approccio con la chitarra ma con scarsi risultati? Forse non sapevate dove mettere le dita! Se questo è il problema e non avete tempo di andare a lezioni, ci pensa questa modello ad aiutarvi. Sul manico ci sono tanti piccoli led che si accendono in corrispondenza del tasto giusto da schiacciare. Basta collegarla al computer e un software vi insegna a suonare.

E’ una chitarra in fibra di carbonio progettata dal designer americano Peter Solomon e prodotta dall’azienda XOX Audio Tools. Leggerissima, è realizzata in un unico pezzo senza interruzione tra corpo e paletta. Ciò dovrebbe favorire la trasmissione delle vibrazioni e creare una risonanza simile a quella delle chitarre elettroacustiche. Tra le altre cose ha ricevuto il “Good Design Award” dal Chicago Athenaeum Museum.

Chitarra acustica dotata di un altoparlante al posto del rosone, il buco centrale. Oltre a consentire di autoamplificarsi direttamente senza bisogno di un amplificatore, consente di collegare un iPhone o un lettore mp3. In questo modo è possibile anche allenarsi suonando insieme ad un brano contenuto nell’iPod. All’iCoustic è possibile anche collegare un’altra chitarra.

Chitarra elettrica con incorporato il pad Kaoss Pad della Korg, un apparecchio utilizzato solitamente dai Dj per generare effetti. E’ più difficile da spiegare che da vedere, il video rende bene l’idea. In pratica, al posto della leva, il chitarrista mentre suona può sfiorare il pad per modulare il suono con effetti elettronici tipo phaser, sustainer circuit

E’ la chitarra gigante, forse la più grande del mondo, realizzata a mano da Ralph Ciociano, probabilmente anche l’unico in grado di suonarla viste le sue dimensioni non proprio lillipuzziane.

Chitarre strane del futuro

La chitarra è uno dei pochi strumenti che la tecnologia non ha ancora conquistato, a parte qualche tentativo, più o meno riuscito, di amplificarla o di modificarne la sonorità. Nel 1931 Adolf Rickembacker realizzò la prima chitarra amplificata con un pick-up elettromagnetico. Era una lap steel da suonare orizzontale appoggiata sulle ginocchia. Nel 1944 il californiano Leo Fender brevettò un prototipo di strumento a corde con pick-up montato su un pezzo unico di legno. Nel 1952 un certo Lester Polfuss, in arte Les Paul, si mise a costruire quella che per anni sarebbe diventata il sogno di molti chitarristi: la Gibson Les Paul solid-body.

Da allora, il progresso tecnologico nel mondo delle sei corde si è praticamente fermato, se escludiamo la nascita negli anni ’90 di qualche Synth Guitar (chitarra Midi con il suono di una tastiera), che comunque non ha riscosso grande successo. C’è anche la recente Gibson Digital Guitar, dotata di un pick up digitale che consente di avere un segnale differente su ogni corda. Utile per i professionisti in sala di registrazione, ma non nell’uso quotidiano: chi si può permettere sei amplificatori? Legno, corde, vibrazioni… speravate che le chitarre potessero resistere a lungo al richiamo della tecnologia? Ci pensano gli ingegneri a mettere in gioco le basi della cara vecchia liuteria con delle nuove chitarre digitali.

Chitarra wifi

Si chiamava Intel Concept Telecaster Guitar e alla sua uscita suscitò un certo interesse. Cosa fece unire due marchi apparentemente lontani anni luce come Intel (leader dei processori al silicio per computer) e Fender, prestigioso marchio sinonimo di manici di legno e suono distorto di chitarra rock? L’intuizione che il giovane del futuro, quando abbraccerà la chitarra nella sua cameretta, avrà di fronte, più che uno spartito, uno schermo digitale.

Così questo strano prototipo di chitarra tecnologica era dotata di un display con cui collegarsi in rete in modalità Wi-Fi per navigare in internet o inviare email. Una memoria interna consentiva al chitarrista di registrare i brani suonati per essere inviati direttamente ad amici, sala di registrazione, produttore ecc.. ma si potevano anche trovare riff chitarristici e assolo dei propri chitarristi preferiti, per impararli o fare finta di suonarli in playback.

Chitarra digitale

Si chiama Misa Guitar ed è fatta di plastica. Dalla parte del manico ha 144 pulsanti, mentre al posto dei pick up, sotto la mano destra, c’è un display di 8.4 pollici LCD sensibile al tocco. Il suo funzionamento è gestito da un processore pc compatibile con un sistema operativo Linux open source ed è Midi compatibile. Può quindi essere collegata a qualsiasi fonte sonora (tastiere, expander, campionatori ecc.) per offrire una varietà infinita di suoni (dalla chitarra, al piano, alla batteria ecc..) che possono essere anche gestiti o registarti tramite un normale computer.

Toccando lo schermo con la mano destra (quella del plettro) si producono gli impulsi necessari per suonare le note scelte con i pulsanti del manico, ma non solo. Con il movimento delle dita della mano destra si possono gestire due parametri, uno sull’asse x e l’altro sull’asse y, configurabili a piacimento con la propria fonte sonora. Oltre a suonare le note, si può ad esempio variare la loro distorsione o inserire un qualsiasi effetto, come con una tastiera.