La chitarra è un simbolo di cultura e creatività, con una lunga storia di evoluzione che riguarda forma, suono e il suo ruolo nella musica. Un percorso che va dagli antichi liutai alla tecnologia che oggi apre nuove prospettive per i chitarristi di tutti i generi musicali

La chitarra è uno strumento musicale amato da milioni di persone in tutto il mondo. La sua presenza nella cultura globale è stata costante nel corso dei secoli, evolvendosi con il passare del tempo per adattarsi alle tendenze e alle esigenze dei musicisti di ogni epoca. La sua storia, le sue forme e le sue sonorità sono parte integrante del linguaggio musicale e dei generi musicali in Italia e in molti paesi del mondo.

La chitarra è arte, passione, energia e sentimento ma è anche un oggetto di mercato e di tecnologia, che si evolve e si adatta ai tempi e alle esigenze dei musicisti. In questo articolo partiremo dalla sua storia fin dalle origini dello strumento, fino ad esplorere il ruolo della chitarra come simbolo di cultura, il suo impatto sul mercato e l’influenza della tecnologia nel suo sviluppo presente e futuro.

Indice

Storia della chitarra

La chitarra ha origini antiche e incerte. Si ritiene che derivi da strumenti a corda pizzicata diffusi nell’antichità in Asia, Africa e Europa. Uno dei suoi più antichi precursori è il liuto, che aveva una cassa armonica ovale e un lungo manico con dei tasti. Il liuto fu introdotto in Europa dai musulmani durante il Medioevo, e si diffuse in varie forme e dimensioni. Nel Rinascimento subì alcune modifiche, passò da quattro a sei o più corde anche disposte in ordini doppi (cioè due corde accordate alla stessa nota).

Nel tempo la cassa armonica divenne più piatta e il manico più corto. Questo tipo di liuto prese il nome di vihuela in Spagna, di viola da mano in Italia e di guiterne in Francia. La vihuela è lo strumento più vicino alla chitarra moderna, sia per la forma che per l’accordatura. Aveva corde, di cui la prima era singola e le altre doppie. L’accordatura era simile a quella della chitarra attuale, con la differenza che la prima corda era un Re anziché in Mi. La vihuela fu molto popolare in Spagna nel XVI secolo, e fu usata da grandi compositori come Luis de Narváez e Alonso Mudarra.

Nel XVII secolo, la vihuela fu sostituita dalla chitarra barocca, che aveva cinque corde (la prima singola e le altre doppie) accordate in modo diverso. La chitarra barocca aveva una cassa armonica più piccola e bombata, un manico più stretto e una buca rosetta decorata. Fu lo strumento preferito da musicisti come Gaspar Sanz, Robert de Visée e Francesco Corbetta. Nel XVIII secolo, la chitarra barocca fu gradualmente rimpiazzata dalla chitarra classica, con sei corde singole accordate come oggi in mi-la-re-sol-si-mi.

La chitarra classica aveva una cassa armonica più grande e piatta, un manico più largo e una buca circolare. Fu lo strumento di maestri come Fernando Sor, Mauro Giuliani e Dionisio Aguado. Nel XIX secolo raggiunse la sua forma definitiva grazie all’opera di Antonio de Torres Jurado, considerato il padre della chitarra moderna. Torres aumentò le dimensioni della cassa armonica, modificò la forma della volta superiore e inferiore, rinforzò la struttura interna con barre armoniche trasversali e longitudinali, introdusse il ponticello a ventaglio e il capotasto mobile.

Nel XX secolo, la chitarra classica fu arricchita da nuove tecniche compositive ed esecutive da parte di virtuosi come Andrés Segovia, Heitor Villa-Lobos e Joaquín Rodrigo. Questi maestri suggerirono ai liutai altre innovazioni che permisero alla chitarra di avere un suono più potente, ricco e equilibrato rispetto alle versioni precedenti. Furono introdotte migliorie nella struttura, come l’uso di fasce e fondo più sottili, l’uso di nuovi materiali per la tavola armonica e l’implementazione di nuove tecniche di costruzione anche delle corde.

Chitarra come cultura

Nel contesto del rock e della musica popolare degli anni ’50 e ’60, la chitarra elettrica si affermò come uno strumento dirompente. Marchi come Fender e Gibson svilupparono chitarre elettriche che divennero simboli iconici della cultura musicale dell’epoca. L’uso di amplificatori e pedali effetto consentì ai chitarristi di esplorare nuovi territori sonori, aprendo le porte a generi come il rock, il blues e il jazz fusion.

Nel corso degli anni, la chitarra ha assunto diverse forme e stili, riflettendo le peculiarità culturali delle regioni in cui è stata suonata. Dalle chitarre spagnole alla chitarra acustica americana, ogni variante porta con sé una ricca tradizione culturale che l’ha resa protagonista del successo di molti cantanti famosi. Le canzoni che sono state scritte e suonate con questo strumento hanno toccato le corde dell’anima di milioni di persone, trasmettendo emozioni e storie in modo unico.

Suonare la chitarra

La chitarra è diventata un simbolo di espressione personale e creatività, un mezzo per comunicare e connettersi con gli altri attraverso la musica. Negli anni ’70 chi voleva imparare a suonare gli accordi delle canzoni aveva molti miti a cui ispirarsi. Bob Dylan, Bruce Springsteen ma anche De Andrè o Guccini ad esempio. Chi voleva spingersi più in là con la tecnica rock, fusion o jazz, nel chitarrismo moderno trovava innumerevoli talenti che negli anni sono nati per imitazione fin dall’invenzione delle prime chitarre elettrificate.

Suonare la chitarra è stato il sogno e l’ambizione di molte generazioni di ragazzi che ascoltavano musica rock. Negli anni ’60 e nei decenni successivi il mercato discografico ha prodotto una serie di idoli che hanno alimentato una vera e propria cultura della chitarra. Mentre i cantautori si accompagnavano a suon di accordi, chitarristi come BBKing, Jimi Hendrix, Clapton, Santana facevano impazzire le folle diventando eroi da imitare.

Da Charlie Christian in poi è stato tutto un susseguirsi di chitarristi che in qualche modo si sono ispirati a tecnica e fraseggio dei predecessori. Come succede nell’arte, ogni musicista ha aggiunto qualcosa di nuovo nella tecnica o nel suono, facendo nascere stili anche profondamente diversi e innovativi. I nomi di musicisti visionari nella storia del jazz o del rock si contano sulle dita: Jimi Hendrix oppure B.B. King, Pat Metheny o forse John Scofield nel jazz.

Mercato della chitarra

La passione per la chitarra ha alimentato un fiorente mercato, che comprende la produzione di strumenti, accessori, spartiti musicali e molto altro. Gli amanti della chitarra sono sempre alla ricerca di strumenti di alta qualità e di nuovi prodotti che possano migliorare le loro performance musicali. Le grandi marche di chitarre, come Fender e Gibson, Ibanez, Martin, Taylor, Yamaha, sono diventate icone nel settore e hanno costruito una reputazione basata sulla qualità e l’artigianalità dei loro prodotti.

Il mercato della chitarra include anche una vasta gamma di accessori, come corde, plettri, amplificatori e effetti, che contribuiscono ad arricchire il suono e le possibilità espressive dello strumento. Si stima che ogni anno vengano vendute circa 20 milioni di chitarre nel mondo, con un fatturato di circa 5 miliardi di dollari. Questo settore è in continua evoluzione, con nuove tecnologie e innovazioni che offrono nuove opportunità per esplorare nuovi suoni e tecniche.

Oltre ai grandi produttori ci sono artigiani e i liutai che realizzano chitarre su misura, altamente richieste nella comunità dei chitarristi. Gli strumenti unici e personalizzati soddisfano le esigenze specifiche di ogni musicista. Il mercato della chitarra è influenzato da vari fattori come le tendenze musicali, le preferenze dei consumatori, le innovazioni tecnologiche e le strategie di marketing delle aziende produttrici.

Crisi della chitarra

Il successo della chitarra è dovuto a vari fattori, non ultima la sua economicità, ma le chitarre per forma e suono sono state anche simboli di una mascolinità da esibire sul palco fino a diventare strumenti di protesta contro il potere. Finita l’era della contestazione è arrivata la musica elettronica a stravolgere le regole della produzione e dell’ascolto. In un mondo dominato da internet le sei corde hanno faticato a trovare una dimensione propria.

Quando i giovani hanno iniziato ad avere altri riferimenti culturali e identitari nella musica, come nella comunicazione e nel consumo, la spinta propulsiva della chitarra è sembrata esaurirsi. Internet, videogiochi, smartphone, social sono tutte attività alternative al suonare e all’ascoltare. Contemporaneamente l’avvento dell’era digitale negli anni 2000 ha modificato completamente le modalità di produzione musicale.

Basti pensare che i primi due dischi dei Beatles furono stati realizzati con un registratore a due piste sostituito solo nel 1968 con un otto tracce. Le sovraincisioni di voce, chitarra, basso e batteria erano molto limitate e questo influenzava anche il modo di comporre ed arrangiare musica. Nell’era digitale invece con qualsiasi studio domestico è possibile registrare un numero infinito di tracce Audio o Midi. La chitarra da accompagnamento o solista ha perso il ruolo protagonista sostituita da elettronica e tastiere.

I generi musicali che vanno per la maggiore tra i giovani, come il rap o la trap, hanno sostituto le chitarre distorte rock con loop e samples. In un contesto dove per fare dischi non serve neppure sapere suonare, la chitarra è andata in crisi. Lo dimostrano le statistiche sulla vendita di chitarre elettriche nel decennio 2007-2017, calate di circa il 30% e in modo tale da mettere in grande diffcoltà anche marchi storici come Fender e Gibson.

Chitarre tecnologiche

La crisi della chitarra ha spinto i produttori a cercare un modo alternativo di proporla. Se nel mercato discografico i chitarristi erano stati sostituiti dai Dj, forse era perchè suonare la chitarra non era semplice come giocare con uno smartphone o mettere insieme tre loop con Garage Band. Suonare una sei corde in modo dignitoso richiede mesi o anni di esercizio quotidiano.

Nel tentativo di avvicinare i giovani alla chitarra l’industria degli strumenti musicali si è messa al lavoro producendo nuove chitarre piccole, colorate, elettriche, acustiche e digitali e cominciando a proporre anche strumenti alternativi più facili da suonare. Sul mercato ad esempio sono comparsi modelli come la digital guitar della Magic Instrument, interamente in plastica, alimentata a batteria e dalle forme uguali a quella di una chitarra tradizionale elettrica.

Altre chitarre tecnologiche avevano solo alcuni pulsanti sul manico per riprodurre sequenze di accordi di canzoni opportunamente programmati con uno smartphone via Bluetooth. Altri dispositivi come Kurv Guitar, riducevano l’esperienza della chitarra ad un semplice sensori da stringere tra le mani. Per suonarlo basta pigiare con le dita una specie di mouse. Tenendo in mano una specie di plettro gigante, si finge la pennata nell’aria producendo il suono.

Presente e futuro

La tecnologia digitale ha dato vita anche a strumenti come le chitarre MIDI e le chitarre virtuali, offrendo infinite possibilità di suono e facilitando la produzione musicale in ambiente digitale. I software di registrazione e di produzione musicale hanno permesso ai musicisti di registrare e mixare le loro tracce direttamente da casa, aprendo nuove opportunità per la diffusione della musica e per l’autoproduzione.

Il connubio tra chitarra e tecnologia è bastato per avvicinare nuovamente i giovani allo strumento a sei corde troppo presto considerato desueto. Per conquistare i giovani nel 2007 il più importante marchio al mondo ha lanciato la App Fender Play ad oggi scaricata da un milione di utenti. Nello stesso tempo è nata Yousician, una applicazione per imparare a suonare chitarra, basso, piano, ukulele che vanta 20 milioni di utenti attivi al mese.

Il mercato delle chitarre si è ripreso specialmente con i modelli acustici ed elettrici di fascia economica per principianti di prezzo inferiore ai 500 dollari, spinti anche da sconti ed offerte di negozi online come l’americano Sweetwater. Non sono solo le chitarre nuove ad essere vendute, ma anche il mercato degli strumenti usati ha subito una vera impennata. Infatti i musicisti hanno spesso la necessità di cambiare strumento quando migliorano la tecnica e le pretese stilistiche.

Suonare per finta

Oggi la chitarra non smette di esercitare il suo fascino. Se non avete tempo o voglia di imparare a suonarla e trovate le chitarre tecnologiche ancora un pò complicate, non resta che affidarsi alla finzione. Innegabile che una certa dose di teatralità faccia parte del bagaglio di ogni buon chitarrista, ma che fingere di suonare potesse diventare uno spettacolo potevate immaginarlo? Invece nell’air guitar la sfida è far finta di suonare frullando le mani nell’aria.

Chi ama l’air guitar non lo ritiene un gioco da ragazzini che si guardano allo specchio, ma un modo per abbandonarsi alla musica. E che la cosa sia seria lo dimostra l’annuale Air Guitar World Championships, un vero e proprio campionato mondiale in cui i concorrenti imitano vari chitarristi heavy metal come Eddie Van Halen, Pete Townshend degli Who, Chuck Berry o Angus Young degli Ac/Dc ed il loro il caratteristico sbattere la testa a ritmo.

In alcuni locali di New York e Los Angeles esistono apposite giurie che applicano criteri comuni per la valutazione dei concorrenti. Ad esempio viene giudicata la capacità tecnica, che non significa sapere suonare la chitarra, ma quanto la mano si muove come se lo sapesse fare. La sorpresa migliore però è il premio: una vera Fender da esporre in casa come trofeo. Aspettando che un giorno arrivi la voglia di suonarla per davvero.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.