Qualche tempo fa Intel annunciò l’uscita di una nuova chitarra chiamata Intel Concept Telecaster Guitar che suscitò un certo interesse e che ora per curiosità vi riproponiamo

La chitarra è uno dei pochi strumenti che la tecnologia non ha ancora conquistato, a parte qualche tentativo, più o meno riuscito, di amplificarla o di ampliarne e migliorarne la sonorità. Ma incominciamo dall’inizio.

Nel 1931 Adolf Rickembacker realizzò la prima chitarra amplificata con un pick-up elettromagnetico (era una lap-steel da suonare orizzontale appoggiata sulle ginocchia), seguito nel 1944 dal californiano Leo Fender che brevettò un prototipo di strumento a corde con pick-up montato su un pezzo unico di legno. Nel 1952 un certo Lester Polfuss, in arte Les Paul, si mise a costruire quella che per anni sarebbe diventata il sogno di molti chitarristi: la Gibson Les Paul solid-body.

Da allora, il progresso tecnologico nel mondo delle sei corde si è praticamente fermato, se escludiamo la nascita negli anni ’90 di qualche Synth Guitar (chitarra Midi con il suono di una tastiera), che comunque non ha riscosso grande successo, o la recente Gibson Digital Guitar, dotata di un pick up digitale che consente di avere un segnale differente su ogni corda (utile per i professionisti in sala di registrazione, ma non nell’uso quotidiano: chi si può permettere sei amplificatori?).

A sessant’anni dalla prima Fender ecco la Intel Concept Telecaster Guitar. Cosa ha fatto unire in un unico nome e progetto due marchi apparentemente lontani anni luce come Intel (leader dei processori al silicio per computer) e Fender, prestigioso marchio sinonimo di manici di legno e suono distorto di chitarra rock? L’intuizione che il giovane del futuro, quando abbraccierà la chitarra nella sua cameretta, avrà di fronte, più che uno spartito, uno schermo di computer. Ecco perchè anche la chitarra dovrà sapersi evolvere.

Come? Intanto dovrà potersi connettere in rete in modalità Wi-Fi per navigare in internet o inviare email e quindi dovrà essere dotata di un display sul retro. Poi dovrà permettere al chitarrista di registrare i brani suonati in una memoria interna, ma anche di inviarli via email agli amici, alla sala di registrazione, al produttore ecc.. E chi vorrà, sempre tramite internet, potrà trovare i riff e gli assoli dei propri chitarristi preferiti, per impararli o fare finta di suonarli… in playback.

Vuoi mettere la figura quando ti vedranno muovere le mani come un Jimi Hendrix indiavolato, mentre tu sai fare si e no il giro di do, incastrando le dita da bradipo nelle corde? Insomma questa chitarra-computer prometteva meraviglie, specialmente ad un marchio come Intel che basa la propria comunicazione d’immagine sulla convergenza dell’intrattenimento.

Non importa se qualche chitarrista balzerà sul cadreghino al pensiero di stringersi sulla pancia uno schermo Lcd piuttosto che una tavola di acero e palissandro. La speranza del nostalgico è che la rivoluzione tecnologica delle sei corde arrivi il più tardi possibile. In effetti questa Web Guitar è rimasto solo un prototipo e più nessuno ne ha parlato… già, dicevano così anche nel 1854 quando presentarono il primo motore a scoppio.