Pensavate di vedere musica classica e jazz divisa da steccati insormontabili? oggi non è più così e la collaborazione tra Chailly e Bollani lo dimostra

I generi musicali oggi spesso si mischiano e confondono molto più che in passato. Finite le barriere linguistiche sembrano senza senso anche gli steccati nella musica e ciò probabilmente, pur facendo inorridire i puristi dello stile, è un bene perchè stimola anche la nascita di nuove forme di linguaggio. Ciò avviene in molti settori della musica ed in particolare non è raro assistere a collaborazioni sempre più proficue come nel caso del cd uscito per Decca capace di entusiasmare probabilmente i patiti di musica classica che di jazz.

Riccardo Chailly (direttore d’orchestra tra i più noti del panorama italiano e internazionale) e Stefano Bollani (pianista italiano appartenente alla più alta sfera jazzistica internazionale), insieme all’orchestra Gewandhaus di Lipsia (una delle più antiche orchestre del mondo), affrontano il repertorio di George Gershwin, ill più rappresentativo musicista del Novecento proprio per la sintesi tra musica colta e popolare che ha saputo rappresentare. Le registrazioni, effettuate nel Gewandhaus di Lipsia, spaziano dalla Rapsodia in blue, al Concerto a Rialto Ripples, in un cd in cui non si distingue più dove termini il classico e inizi il jazz, dove le note scritte si trasformino in improvvisazione in un caleidoscopio di colori irripetibile.