Oggi i centesimi di euro possono sembrare insignificanti, ma hanno avuto una storia e un impatto significativo sull’economia europea. Dalla nascita all’utilizzo quotidiano fino al graduale ritiro, vediamo come hanno influenzato i consumatori e la società

A cosa servono i centesimi di euro? I consumatori se lo chiedono da tempo. Il costo della vita e prezzi si misurano a suon di euro da molti anni e le monetine sembrano non servire più nulla se non ad appesantire i portafogli o ad ingannare i consumatori con i cartellini dei prezzi con la virgola. Quando saranno finalmente eliminati dal mercato e non dovremo più leggere prodotti offerti a 9,99 euro?

Oggi i centesimi di euro non li vuole più nessuno e anche i commercianti arrotondano ai 5 centesimi più vicini, ma sono state una parte importante dell’unne monetaria europea. Dietro a queste piccole monete si cela una storia affascinante e un ruolo importante nell’economia moderna. In questo articolo, esploreremo l’origine di queste monetine, il loro uso quotidiano e la loro attuale tendenza al ritiro.

Indice

Origine dei centesimi di euro

L’euro è stato introdotto come moneta unica per molti paesi europei il 1º gennaio 1999, ma i centesimi di euro non hanno sempre fatto parte di questa nuova valuta. Inizialmente, le monete euro includevano solo tagli più grandi, come 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi, insieme a 1 e 2 euro. Tuttavia, nel 2002, per soddisfare le esigenze di un mercato sempre più integrato, sono stati introdotti i centesimi.

Coniate in rame, acciaio rivestito di rame o ottone, le monete da uno e due centesimi presentano sul rovescio una mappa dell’Europa e sul dritto disegni specifici per ogni paese membro dell’area euro. L’introduzione dei centesimi di euro ha suscitato un certo scetticismo iniziale, molti ritenevano che queste piccole monete sarebbero state scomode da usare e avrebbero causato confusione nei negozi.

Nonostante il loro piccolo valore nominale, i centesimi di euro hanno svolto un ruolo cruciale nell’economia. Hanno facilitato le transazioni precise, permettendo ai consumatori di pagare esattamente l’importo dovuto, evitando così la necessità di arrotondamenti. Inoltre, hanno contribuito a stabilizzare i prezzi, offrendo ai commercianti la flessibilità di fissare prezzi competitivi, anche se non sempre con un vantaggio reale nei consumatori.

Percezione prezzi con centesimi

Un aspetto legato all’utilizzo dei centesimi di euro riguarda la percezione dei prezzi da parte delle persone. Tutti amiamo spendere poco e acquistare merce scontata e quando c’è da credere di risparmiare il nostro cervello si fa ingannare volentieri. Le ricerche degli neuroscienziati hanno dimostrano come la punteggiatura e i decimali possano cambiare radicalmente la percezione dei prezzi dei consumatori.

Un studio pubblicato sul Journal of Consumer Psychology, ha analizzato come il cervello interpreta i numeri con i decimali. Se ad esempi leggiamo 8,00 euro, siamo portati a pensare che il prezzo sia maggiore rispetto allo scrivere semplicemente 8 euro a cifra tonda. Invece succede esattamente l’opposto mettendo un cartellino con 8,99 euro. Ciò si verifica perchè il nostro cervello codifica il prezzo leggendo da sinistra. Quindi nel caso di 8,99 si sofferma sull’otto, che è ben diverso dallo scrivere 9 euro.

Il nostro cervello non viene ingannato se leggiamo 8,69 euro, mentre interpretiamo come molto più distante dal numero 10 e conveniente il numero 8,99 rispetto al 9. Quel piccolo centesimo in meno agli occhi del consumatore appare come un vero sconto applicato dalla benevolenza di un commerciante che, pur potendo applicare la cifra tonda, ci ha concesso questo grande risparmio.

Il costo delle monetine

In realtà i centesimi di euro oramai non ingannano solo i consumatori, ma hanno anche un costo per le finanze statali. Oltre a pesare nelle tasche ed essere odiati dai consumatori, ogni moneta da 1 centesimo costa allo stato 4,5 centesimi, mentre quella da 2 centesimi ne costa 5,2. Avere nel portafogli moneta inutile costa, sia in termini di produzione che in spese di trasporto dalle banche.

L’abolizione degli spiccioli fa risparmiare ai paesi europei la cifra complessiva di 1,4 miliardi di euro. Solo in Italia il risparmio per il conio sarà di quasi 20 milioni di euro, per questo è dal 2014 che se ne parla, anno in cui la camera ha approvato una mozine per l’eliminazine. Tra emendamenti favorevoli e contrari  cambi di governo, alla fine i centesimi di euro scompariranno per esaurimento dai nostri portafogli.

La Banca Centrale Europea è perfettamente consapevole del problema e dal gennaio del 2018 ha bloccato la produzione e la zecca non conia più i tagli da 1 e 2 centesimi. L’abolizione degli spiccioli farà risparmiare ai paesi europei la cifra complessiva di 1,4 miliardi di euro. Solo in Italia il risparmio per il conio sarà di quasi 20 milioni di euro.

Fine dei centesimi nel mondo

Se l’utilizzo dei centesimi procura solo fastidio, si fatica a capire perchè vengano ancora utilizzati. In effetti stanno scomparendo in tutto il mondo. In Europa i primi paesi ad averli abbandonati sono stati Svezia, Norvegia, Irlanda e Belgio. La Finlandia invece non li ha mai utilizzati. Ad avere abbandonato i centesimi di dollaro ci sono nazioni come il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda.

In America a fermare l’eliminazione del cent, appoggiata fin dal 2008 da Barak Obama, sono scese in campo delle potenti lobby che vendono i metalli come lo zinco necessari alla loro produzione e che ogni anno incassano decine di milioni di dollari dallo Stato. A difesa del cent l’American for Commons Cens spiegò i vantaggi del mantenimento, non solo per i consumatori ma anche per chi fa beneficienza.

Tra i sostenitori dei centesimi ci sono anche alcuni economisti, che sostengono come gli spiccioli, anche se di poco valore, servono a ricordare il valore delle cose. 20 centesimi sono pur sempre le vecchie 400 lire con cui una volta si compravano molti prodotti. In particolare sarebbe la popolazione più anziana a conservare questo dolce ricordo che si scontra con la realtà delle cose e sopratutto con l’inflazione.

La scomparsa definitiva dei centesimi di euro la si deve anche ad un contesto più ampio di transizione verso un’economia digitale e senza contanti. Con l’aumento dei pagamenti elettronici e delle app per pagare con lo smartphon, il futuro potrebbe vedere una riduzione dell’uso del denaro contante, rendendo le monete sempre meno rilevanti.


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Autore: Redazione
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