pila di cd

Dopo avere parlato del peer to peer, completiamo il discorso sulla guerra che le case discografiche hanno intrapreso nei confronti della musica ‘illegale’, parlando dei cd anti copia.

Infatti entro la metà del prossimo anno il 50% dei CD audio commercializzati in USA conterrà qualche forma di protezione dalla copia. Ma la tecnologia di protezione dei cd non è certo immune da problemi, anzi. Inizialmente i cd protetti non potevano essere compressi in formato mp3 e quindi chi aveva appena investito qualche centinaio di euro per comperarsi un fiammante lettore mp3 (tipo ipod) non poteva certo fare salti di gioia. Si è pensato quindi di produrre cd ibridi che contenessero al loro interno anche una versione protetta dei brani dei cd in formato compresso (gli mp3). Ma non è finita. Visto che i CD ibridi a doppio formato contengono in pratica due copie di ogni brano, una compressa e l’altra no, autori ed editori musicali vogliono vedere moltiplicati per due anche le royalties a loro dovute per i diritti d’autore..