pila di cd

I cd musicali potrebbero presto esistere solo nei nostri ricordi. I dati della RIAA (Recording Industry Association of America) parlano chiaro: nel 2000 ne sono stati venduti 942 milioni, contro i 766 milioni del 2004. Un trend che, se confermato, farà fare ai cd la stessa fine dei dischi in vinile, scalzati da download online di mp3 e suonerie.

Fino ad ora è stato iTunes, il negozio di musica online di Apple, ad avere ottenuto i maggiori successi con oltre 500 milioni di canzoni vendute. La società di Steve Jobs ha il merito di avere creduto per prima nelle potenzialità del mercato online ed è riuscita ad imporsi grazie ai famosi lettori iPod insieme ad una politica di contenimento dei prezzi dei brani, fissato in 0.99 dollari. Ora il successo di iTunes potrebbe mettere a rischio la stessa sopravvivenza dei cd e le major non sembrano felici all’idea di perdere il controllo del monopolio legato alla loro distribuzione e vendita. Così, tanto per gradire, due importanti società discografiche hanno già chiesto alla Apple di rivedere il costo dei download, portandolo ad almeno 1,49 dollari.

Se questa mossa rallenterà la fine dei cd è tutto da verificare. Di certo saranno ancora una volta i prezzi a decidere chi vincerà la sfida della musica online tra iTunes, Rhapsody, Napster, Amazon, i negozi di Yahoo, Msn e gli altri concorrenti. Comunque oramai il settore della musica digitale è una faccenda interessante, tanto che anche la Bbc sta per scendere in campo con un software chiamato MyBBCPlayer che consentirà agli utenti di scaricare a pagamento programmi radio e tv.