vendita cd

Up to you (sta a te) non è il titolo dell’ultimo disco dei Radiohead ma è il prezzo del nuovo album in vendita solo sul sito della band inglese dal 10 ottobre. Proprio così, il costo del download è a piacere: da pochi centesimi al prezzo di mercato. Strano vero? Eppure, a qualche giorno dalla messa online dei brani, l’operazione si è già rivelata un successo capace di suscitare l’interesse e le paure dell’intero mercato discografico.

Quello che sembrava un azzardo, è diventato un caso di studio. Il «pay what you want», paga quel che vuoi, stimola l’onestà dei fans contraddicendo qualsiasi convinzione degli economisti: se una cosa puoi averla gratis, perchè pagarla? Forse perchè ci si sente liberi e insieme un pò… più buoni? Chissà, le teorie in questo senso si sprecano.

C’è quella del premio Nobel 2001 per l’Economia George Akerlof sull’importanza della dimensione del dono nella determinazione del salario (chi viene pagato più del giusto, tende a lavorare più del giusto); o la teoria del warm glow giving dell’economista James Andreoni sugli atti filantropici: i donatori anonimi avvertirebbero un’intima sensazione di calore…

Sta di fatto che da alcune indiscrezioni sono 1,2 milioni gli mp3 scaricati in pochi giorni. La rivista musicale Record of the Day ha creato un sito in cui viene chiesto ai fans di svelare la loro offerta: la maggioranza ha scelto di pagare una cifra compresa tra 2 pence e 10 sterline, una media di 4 sterline (5,7 euro). Nme, un altra rivista specializzata stima la cifra in 7 euro. Un’enormità in quanto sarebbe 1 euro la soglia di guadagno della band.

I più scaltri osservatori ritengono che il sistema sia una specie di furbo ricatto morale. I Radiohead non devono nemmeno dividere i ricavi con una casa discografica (hanno sciolto il contratto con la Emi) e certo non hanno bisogno di spendere in promozione essendo già abbastanza famosi. Insomma, c’è quanto basta per far tremare le etichette musicali, anche perchè Oasis e Nine Inch Nails hanno già annunciato iniziative simili.

Ma il fenomeno potrebbe presto riguardare altri settori. L’honor system, l’onestà dei consumatori e il warm glow giving sono già realtà in Canada dove molti spettacoli sono «Pwyc» (pay what you can), mentre in america ci sono ristoranti che invitano i clienti a pagare in base al gradimento della cena e alle loro possibilità economiche. E in Italia? Beh, a guardarsi in giro bisognerà aspettare ancora un pò: di persone colpite da “intima sensazione di calore” se ne vedono ancora poche…