cb1 per fare sport

Tutti vogliono fare sport per stare bene e sentirsi in forma. Il problema è che non tutti ci riescono. Perchè? La colpa sarebbe di una proteina, il recettore CB1 dei cannabinoidi, che si sviluppa durante l’esercizio fisico garantendo ad alcuni maggiore resistenza.

Non c’è bisogno di essere dottori o grandi esperti di salute per sapere che fare sport in modo moderato fa bene al fisico e al cervello e allontana le malattie. Perchè allora non tutti riescono ad essere attivi fisicamente? Negli ultimi anni sono stati fatti vari studi che indagano le cause sociali e neurobiologiche che spingono alcune persone ad essere più attive che altre. Tra questi c’è quello realizzato dagli studiosi dell’università di Bordeaux in Francia sul recettore Cb1.

Nella loro ricerca sono partiti da un assunto: tutti si prefiggono di fare sport, tanto che da un recente sondaggio questo buon proposito è in cima alla lista delle preferenze della maggioranza della popolazione. Eppure ci sono persone più o meno motivate per mettersi in movimento e alzarsi dalla sedia: perchè? Nei loro studi effettuati sui topi, i ricercatori hanno dimostrato che la posizione del recettore Cb1 in una parte del cervello associata con sistemi di motivazione e ricompensa controlla il tempo per il quale un individuo effettua volontariamente esercizio fisico.

In poche parole, secondo questa ricerca, pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry, a parte le cause sociali che spingono alcuni gruppi economicamente e culturalmente più avvantaggiati ad avere maggiore consapevolezza dell’importanza di uno stile di vita sano e attivo, la decisione di fare sport può avere cause biologiche e dipenderebbe dalla capacità di provare più o meno piacere durante l’attività fisica.

Negli esperimenti sui topi è stato dimostrato che la mancanza del recettore CB1 provoca una riduzione di attività motoria che va dal 20 al 30%. Questa proteina anche nell’uomo si trova in una zona del cervello coinvolta nei processi motivazionali stimolati da una ricompensa naturale, la stessa del cibo e del sesso e anche associata al consumo di sostanze psicoattive. In ogni caso, più che sulle reali prestazioni fisiche, secondo i ricercatori avrebbe un ruolo soprattutto sulla capacità di resistenza all’esercizio fisico.