Dischi di case discografiche

Tutti abbiamo sempre sentito parlare di case discografiche e magari conosciamo alcuni nomi delle major storiche con cui hanno firmato artisti famosi. Ma che ruolo hanno avuto nella storia della musica fino al giorno d’oggi? Sia che siate in cerca del vostro artista preferito o che vogliate spedire il vostro demo a qualche etichetta, è lecito farsi qualche domanda. La prima ovvia considerazione riguarda l’evoluzione del mercato discografico che fin dall’inizio segue il progresso della tecnologia audio, fino ad entrare in crisi con la pirateria online.

Prima che l’intero sistema della musica crollasse con l’arrivo della musica digitale, negli anni del boom dei dischi venduti attraverso i supporti musicali, le maggiori case discografiche hanno gestito l’industria musicale quasi come un monopolio, controllando di fatto l’intera filiera della musica. Di certo non sono mancati errori ed ingordigia, di cui sono state spesso accusate da molti artisti e dal pubblico. Sembra passato un secolo, dato che oggi i bassi guadagni e le modalità di distribuzione online hanno ridimensionato un po’ il ruolo delle maggiori etichette discografiche. Lo streaming ha migliorato o peggiorato le cose per artisti e pubblico? E’ quello che cercheremo di scoprire in questo articolo.

Indice

Storia case discografiche

Il concetto è semplice: ci sono artisti che creano parole, testi e musiche delle canzoni e gli interpreti che le cantano, ma prima di arrivare alle orecchie del pubblico, le note devono fare un percorso. Questo percorso si chiama industria musicale, il cui vero inizio si può fare coincidere con l’invenzione del fonografo da parte di Edison nel 1877. Quando ancora la musica liquida non si sapeva cose fosse, i dischi in gommalacca e il vinile sono stati primi supporti musicali diventati prodotto da mettere sul mercato.

Prima del fonografo esisteva solo il mercato degli spartiti gestito dagli editori, e poi oltre ai musicisti lavoravano teatri e locali, dato che la musica si suonava dal vivo. Dalla possibilità di registrare suoni sui supporti fisici nasce la necessità di avere delle case discografiche che inizialmente non si occupano non solo di registrare e vendere dischi, ma anche di produrre gli apparecchi di registrazione. La Victor Talking-Machine Company, che produceva anche giradischi, probabilmente fu la prima casa discografica a pagare un artista: 4000 dollari a canzone, più 40 centesimi per ogni vendita.

La vera rivoluzione fu nel 1909, quando negli Stati Uniti fu approvato il Copyright Act che creava la cosiddetta licenza meccanica in modo che editori e autori fossero pagati nel caso che un loro pezzo venisse registrato su disco. Fu subito chiaro che per fare soldi bisognava trovare nuovi artisti e canzoni, e di scovare nuovi autori e cantanti si occupavano le case discografiche. Nel dopoguerra il boom della radio incrementò la voglia di musica registrata nelle case, mentre i jukebox suonavano nei locali.

Dal vinile allo streaming

Registrare, produrre, distribuire e commercializzare musica è sempre stato il lavoro delle case discografiche fin dall’inizio della storia. Ma non solo. Fu la Columbia ad inventare il disco LP a 33 giri per contenere 45 minuti di audio, mentre RCA creò il 45 giri. Negli anni ’60 la contestazione giovanile portò l’attenzione su molti gruppi rock che hanno registrato in quel periodo i loro dischi più venduti. Dopo la radio furono la televisione e infine i video musicali a tirare la volata all’industria della musica.

Negli anni ’80 fu l’invenzione dei cd e la moda degli hi-fi stereo a portare tra la gente una nuova ventata di musica che si impone come vero e proprio fenomeno identitario. Ma la festa per le case discografiche termina con il fenomeno della masterizzazione dei cd e definitivamente con l’arrivo di internet. Quando agli inizi del 2000 il peer to peer diventa il sistema per ascoltare musica gratis, tutto crolla. L’industria discografica si fa soffiare il mrcato prima da iTunes e poi scende a patti con il diavolo con lo streaming, definito da qualcuno canzoni della finanza.

Ruolo case discografiche nella storia

Il vero boom delle case discografiche è quindi avvenuto a cavallo degli anni ’60 quando si occupavano di tutto ciò che va dalla produzione in studio fino alla vendita nei negozi di dischi. Era loro compito cercare nuovi artisti, produrre e confezionare un prodotto discografico, gestire l’immagine e la comunicazione prima di distribuire e vendere lp e cd al pubblico nei negozi di dischi. Non si trattava solo di trovare un musicista di talento e di stampare i suoi cd mettendoli nelle vetrine dei negozi, ma di preoccuparsi della crescita di un artista impegnandosi in un lavoro a lungo termine.

La casa discografica scovava i talenti, li finanziava per produrre i dischi dopo avere scelto i brani e averli arrangiati, dato una veste grafica, curato l’immagine e realizzato il video per l’artista. Poi si doveva fare in modo che le radio trasmettessero le nuove canzoni e che gli artisti venissero invitati negli show televisivi più popolari. C’era da curare l’organizzazione logistica ed economica dei tour, magari consentendo al nuovo cantante sconosciuto di affiancare una star famosa all’apertura dei concerti. All’artista sotto contratto bisognava garantire un anticipo sulle vendite che gli consentisse di concentrarsi solo sulla parte artistica e sulla scrittura della musica.

Lavoro delle etichette oggi

La musica online ha completamente stravolto il mercato, prima con il download di mp3, spesso minato dalla pirateria online e dal p2p, poi con l’ingresso in campo di nuove realtà globali di distribuzione di musica digitale attraverso lo streaming. Il ruolo delle case discografiche però è ancora decisamente importante per tutti gli aspetti legati al catalogo degli artisti, alla comunicazione e al marketing.

Se la ricerca di talenti e nuovi artisti viene oramai fatta praticamente online su YouTube o attraverso trasmissioni televisive e talent musicali come X Factor o Amici, le case discografiche si devono occupare di tutte le strategie che possono portare un artista al successo. Perchè se è vero che Justin Bieber è stato scoperto attraverso i video casalinghi pubblicati YouTube, la realtà è completamente diversa per milioni di ragazzi che suonano in tutto il mondo e sperano di avere visibilità.

Insomma è inutile negare che le più famose case discografiche al mondo, abbiano ancora un ruolo fondamentale nella gestione degli artisti e di tutto ciò che gira loro intorno, dalla produzione di un album fino alla gestione di immagine e promozione di un cantante. Quante sono le major? In pratica si sono ridotte a tre. Non un gran numero a dire il vero, ma come vedremo sotto la loro ala gravitano tutta una serie di etichette minori ed indipendenti.

Etichetta casa discografica o editore?

Vi siete mai chiesti quale siano la differenza tra etichetta, casa discografica ed editore, cosa faccia il produttore, quanto conti lo studio di registrazione e quale sia l’importanza di tutto ciò per la carriera di un artista? Saprete a grandi linee che sono tutte figure professionali che si occupano di scoprire un talento, promuovere un nuovo artista o migliorare la carriera di un cantante già affermato.

Malgrado la rivoluzione digitale, internet ed i social che hanno cambiato radicalmente il modo di fare musica, l’importanza di comunicazione, marketing, promozione e via dicendo, al posto di essere diminuita negli ultimi anni è ulteriormente aumentata. Se è vero che nell’era dei social è aumentata a dismisura l’offerta di musica e per produrre un disco basta un home studio da pochi soldi, senza promozione e un adeguato supporto non si arriva da nessuna parte.

Questo è il compito dell’industria della musica, delle case discografiche e dei professionisti che vi lavorano. C’è poi una importante figura che è rappresentata dall’editore, che specie nel caso delle major, è una figura che può essere inglobata anche nella stessa casa discografica. L’editore, in cambio di una percentuale sui diritti, si occupa di diffondere il più possibile le proprie canzoni e di farle rendere in termini economici.

Cosa significa produrre un disco

Il ruolo dei professionisti che lavorano nella musica con l’andar del tempo e con l’avvento della musica digitale è un pò cambiato, ma rimane fondamentale poichè le fasi per la creazione di un progetto discografico rimangono comunque sempre le stesse:

  1. Ricerca artistica: chi scopre l’artista raccogliendo materiale, ascoltando provini, organizzando incontri tra musicisti ecc.
  2. Produzione artistica: organizzazione della registrazione in sala, missaggio e mastering del disco
  3. Packaging: progetto grafico, eventuale stampa cd, immagine dell’artista
  4. Distribuzione: fase che consente al disco di arrivare nei negozi sia fisici che digitali per download e streaming
  5. Pubblicità e comunicazione: tutte le operazioni necessarie a fare conoscere la propria musica al pubblico: ufficio stampa ecc.

Il produttore discografico si può occupare della parte 0-1. La casa discografica (o etichetta musicale) della fase 2-3-4. In realtà la casa discografica può occuparsi di tutta la filiera da 0-5. Insomma dipende dai casi, dal potere contrattuale del produttore, dal peso dell’artista e da quanto è il budget complessivo per la produzione musicale. Avete capito quale sono le differenze tra etichetta casa discografica ed editore? Per avere altre informazioni potete da re un occhio a questa esauriente guida al contratto di edizione e di produzione discografica.

Elenco case discografiche

Inviare una demo ad una etichetta discografica comunque non costa niente. Sia che stiate cercando un modo per mettervi in mostra o notizie, album e canzoni del vostro artista preferito, ecco un elenco di alcune delle più importanti società che si occupano di musica e artisti con sedi in Italia e in tutto il mondo.

Universal Music Società multinazionale americana di musica, è la più grande delle case discografiche per la sua quota di mercato. Nel 2007 ha acquistato le Edizioni di BMG Music Publishing

Sony Music Seconda delle case discografiche più importanti, è controllata da Sony Corporation of America, ingloba varie etichette come Columbia Records, RCA Records per tutti i generi musicali

Warner Music Società statunitense leader nel business della musica in particolare nel mercato delle Edizioni musicali

Virgin Records Etichetta inglese attualmente di proprietà delle Emi diventata una delle più influenti alla fine degli anni ’90 per la qualità e il numero di artisti rappresentati

Atlantic Records Consociata di proprietà di Warner Music Group, è una casa discografica americana famosa per le sue molte registrazioni di rhythm and blues, rock and roll e jazz

Rca Records Etichetta di punta della Sony Music Entertainment, è il più antico marchio di Sony fondata nel 1929

Capitol Records Società americana di musica controllata da Emi nel cui roster erano inclusi artisti come Nat King Cole e Frank Sinatra, specializzata anche in colonne sonore per film

Elektra Etichetta americana di proprietà della Warner, generi vari, pre lei hanno registrato anche i Doors

Interscope Fonde le Etichette Interscope-Geffen-A&M di proprietà della Universal Music Group. Ha famosi artisti come Eminem, Lana Del Rey, 50 cent, Black Eyed Peas, Nelly Furtado, Marilyn Manson, Lady Gaga, Madonna

Deutschegrammophon Etichetta discografica tedesca del gruppo Universal specializzata in musuica classica. E’ una delle case discografiche per cui registrano i maggiori interpreti e direttori d’orchestra al mondo dal 1898

Bluenote Il marchio del jazz americano nel mondo. Fondata nel 1939 è attualmente di proprietà del gruppo EMI

Verve & Grp Fondata nel 1956, è stata tra le case discografiche una di quelle a lungo specializzata in jazz e ha il merito di avere scoperto artisti come Ella Fitzgerald, Stan Getz, Benny Carter, Dizzy Gillespie, Coleman Hawkins, Hank Jones, Charlie Parker

Columbia Fondata nel 1888, è la più antica casa discografica, ora di proprietà della Sony Music con artisti che vanno da Adele agli Aerosmith fino a Miles Davis, Celine Dion, Bob Dylan, Wynton Marsalis, Frank Sinatra e Bruce Springsteen

Ecm Fondata a Monaco di Baviera è conosciuto per il jazz e viene distribuita da Universal Music. Vi Collaborano artisti come Keith Jarrett , Jan Garbarek, Chick Core, Gary Burton, Bill Frisell, Pat Metheny