Esploriamo l’impatto della carne sulla salute, l’ambiente e i costi: un’analisi dei benefici e delle criticità del suo consumo, considerando la complessità delle sue implicazioni sia a livello di benessere individuale che di sostenibilità globale

La carne è un alimento centrale in molte diete e culture in tutto il mondo. Tuttavia, il suo consumo solleva domande cruciali riguardo alla salute umana, alla sostenibilità ambientale e ai costi economici. Per questi motivi negli ultimi anni si stanno facendo ricerche, sia per sostituire le proteine animali con cibo alternativo, come i superfood o anche gli insetti, e dall’altra parte si è cominciato a coltivare carne sinetica.

La carne è quindi un tema complesso che coinvolge molteplici aspetti della nostra vita individuale e sociale. Questo articolo esamina tutti i vari aspetti legati al suo consumo, dai suoi benefici nutrizionali ai problemi ecologici associati alla sua produzione. Promuovere un consumo responsabile, insieme a scelte alimentari più variegate e sostenibili, può contribuire a migliorare la salute umana e del pianeta.

Indice

Pro e contro del consumo di carne

Qualunque scelta alimentare coinvolge vari aspetti legati a salute, etica, rispetto degli esseri viventi, ambiente e mercato. A tal proposito il consumo di carni rosse e salumi si sta riducendo da molti anni in tutti i paesi occidentali. Rispetto a pochi anni fa il 44% di americani di età compresa tra 18 e 29 anni mangia meno carne e in Italia gli acquisti di prodotti di origine animale e insaccati calano del 5% ogni anno. Diminuisce anche il consumo di prodotti caseari mentre aumenta quello di frutta e verdura.

La carne è comunque una fonte importante di nutrienti essenziali. Fornisce proteine di alta qualità, che sono fondamentali per la costruzione e la riparazione dei tessuti corporei. Le sue proteine contengono tutti gli aminoacidi essenziali necessari al corpo umano. Inoltre la carne è ricca di vitamine e minerali, come la vitamina B12, il ferro eme, lo zinco e il selenio. Questi nutrienti svolgono ruoli vitali nel mantenimento della salute, dalla produzione di globuli rossi alla funzione immunitaria e alla sintesi del DNA.

La carne rossa, in particolare, è una fonte eccellente di ferro eme, che è più facilmente assorbibile rispetto al ferro presente nei vegetali. Questo la rende un alimento cruciale per prevenire l’anemia da carenza di ferro, soprattutto nelle popolazioni vulnerabili come bambini, donne in gravidanza e anziani. E’ però importante notare come un consumo eccessivo di carni rosse e processate è associato a vari problemi di salute, tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro.

Uno studio dell’Università di Harvard, pubblicato sull’Archives of Internal Medicine e condotto per un periodo di 28 anni su un campione di 120 mila pazienti uomini e donne, ha stimato per un consumo eccessivo di carne un aumento dell’incidenza di morte prematura superiore al 13%. La percentuale sale al 20% per prodotti lavorati come pancetta, salame, hot dog, wurstel ricchi di grassi saturi, nitrati e sodio. Circa il 9,3% di decessi monitorati tra i maschi e il 7,6% nelle femmine potrebbero esser evitati consumando meno di 0,5 porzioni di carne al giorno.

Una sana alimentazione è il principale elisir di lunga vita. Pertanto, un consumo moderato e bilanciato è essenziale per trarre i benefici nutrizionali della carne senza incorrere nei rischi associati a un’eccessiva assunzione. Consumando carne bianca il rischio di morte prematura scende del 15%, mentre mangiando pesce il rischio cala al 7%. Il rischio di ammalarsi di tumore o malattie cardiache cala del 19% mangiando regolarmente frutta secca, del 14% consumando cereali integrali, del 10% mangiando latticini magri e legumi.

Impatto ambientale della produzione

Non ci sono solo motivi legati al benessere che richiedono un consumo sostenibile di carne. La sua produzione ha un impatto significativo sull’ambiente. Gli allevamenti intensivi richiedono enormi quantità di risorse naturali, come acqua e terra. Secondo i dati del Waterfootprint, la produzione di un chilogrammo di carne bovina richiede circa 15.000 litri d’acqua, una quantità significativamente superiore rispetto alla produzione di alimenti vegetali.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, la carne rossa rifornisce solo l’1% delle calorie della popolazione terrestre, ma la sua produzione sprigiona un quarto delle emissioni di gas serra dovute all’uso del suolo. Gli allevamenti intensivi contribuiscono anche alle emissioni di gas serra, in particolare metano e protossido di azoto, che sono gas responsabili del riscaldamento globale più dell’anidride carbonica. Questi gas derivano principalmente dalla digestione dei ruminanti e dall’uso di fertilizzanti nei pascoli.

Inoltre, la deforestazione per creare nuovi pascoli o per coltivare mangimi per il bestiame contribuisce alla perdita di biodiversità e alla distruzione degli habitat naturali. La deforestazione non solo riduce la capacità delle foreste di assorbire CO2, ma provoca anche il rilascio di carbonio immagazzinato negli alberi e nel suolo, aggravando ulteriormente il cambiamento climatico. Inoltre gli animali selvatici si avvicinano agli insediamenti umani con la possibilità che trasmettano nuovi virus.

Infine gli antibiotici utilizzati in zootecnia (il 70% di tutti quelli usati sulla terra) finiscono nel ciclo umano rendendo i batteri sempre più resistenti. La fermentazione dei liquami degli allevamenti intensivi spirgiona nell’atmosfera ammoniaca che forma polveri sottili dannosissime (pm 2,5) che penetrano nei polmoni e modificano il sangue. Per mitigare questi impatti, è essenziale promuovere pratiche agricole sostenibili e incoraggiare diete che includano una maggiore proporzione di alimenti vegetali. Non solo per ridurrebbe la pressione sulle risorse naturali, ma anche per migliorare la salute pubblica.

Costi economici del consumo di carne

Il consumo di alimenti a base animale ha anche rilevanti implicazioni economiche. La produzione di carne è un settore industriale vasto che impiega milioni di persone in tutto il mondo. La filiera della produzione è composta da diverse fasi che vanno dall’allevamento alla distribuzione finale, dall’agricoltura alla lavorazione e distribuzione alimentare. Ogni fase ha un proprio impatto economico significativo.

L’allevamento di animali richiede investimenti in infrastrutture, mangimi, cure veterinarie e manodopera. La trasformazione della carne comporta ulteriori costi per la macellazione, la lavorazione, l’imballaggio e il trasporto. Il settore contribuisce in modo significativo all’economia globale, con intere regioni che dipendono dalla produzione e dalla vendita per il loro sostentamento economico. Ad esempio, l’industria della carne bovina negli Stati Uniti genera miliardi di dollari ogni anno e sostiene centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Tuttavia, il costo della carne al consumatore finale riflette solo parzialmente i costi ambientali e sanitari associati alla sua produzione. Ci sono costi nascosti per la gestione degli impatti ambientali, come l’inquinamento dell’acqua e dell’aria, e le spese sanitarie derivanti dalle malattie legate a un eccessivo consumo. Gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico richiederanno ulteriori investimenti per ridurre le emissioni dell’industria.

Promuovere alternative più sostenibili, come le proteine vegetali o le carni coltivate in laboratorio, potrebbe ridurre questi costi a lungo termine. Le politiche che incentivano una produzione e un consumo di carne più responsabili potrebbero contribuire a bilanciare i benefici economici con la necessità di preservare l’ambiente e la salute pubblica.

Aspetti etici del consumo di carne

Oltre agli aspetti nutrizionali, ambientali ed economici, il consumo di carne solleva anche questioni etiche significative. Le condizioni in cui vengono allevati e macellati gli animali sono oggetto di crescente attenzione e preoccupazione. Gli allevamenti intensivi spesso comportano pratiche che possono essere considerate crudeli e inumane, con animali tenuti in spazi angusti e privati delle loro necessità naturali.

Gli standard di benessere animale variano ampiamente a livello globale, e molte organizzazioni di animalisti stanno spingendo per miglioramenti legislativi e normativi per garantire trattamenti più umani. Inoltre, la crescente consapevolezza delle capacità cognitive e emotive degli animali sta portando molte persone a riconsiderare il loro consumo di carne e a optare per diete vegetariane o vegane.

La scelta di consumare meno carne o di passare a una dieta completamente vegetariana è vista da molti come un modo per ridurre la sofferenza animale e contribuire a un sistema alimentare più etico e sostenibile. Anche le alternative alla carne, come i prodotti a base di proteine vegetali e le carni coltivate, stanno guadagnando popolarità come soluzioni etiche e sostenibili.


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Autore: Redazione
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