Una nota sola suonata al piano

Scrivere canzoni con una nota sola può sembrare un’idea strana ma è anche un interessante esercizio di stile. Compositori e artisti dei generi più vari ci hanno tenntato nel corso della storia della musica: eccone il risultato

Perchè quindi scrivere canzoni con una nota sola? Le note della scala cromatica sono 12 e si possono combinare in modo infinito per comporre musica. Tralasciando la possibilità che non se ne conoscano altre, rimane la possibilità che un compositore si possa impegnare in un esercizio di stile. D’altronde se la musica è lo spazio tra le note, meno ce ne sono e meglio è, forse. Sta di fatto che nella storia della musica passata e recente alcuni artisti e compositori si sono dedicata a questa sfida.

Il linguaggio della musica più essere complicato o semplice, ma non è certo questo che fa la bellezza di una canzone o di un’opera classica. Se c’è un pensiero consapevole e intelligente, la musica non è mai banale e le canzoni con una nota sola lo lì a dimostrarlo. La Canzone mononota di Elio e le storie tese presentata al Festival di Sanremo nel 2013 ad esempio era tutt’altro che un brano stupido. Oltre ad essere un esercizio di stile, parlava di composizione davanti alla platea televisiva sterminata del Festival di Sanremo, da sempre considerata non proprio preparata in campo musicale.

Canzone monotona di Elio

Tra le canzoni con una nota sola quella di Elio è tutt’altro che facile da cantare, perchè se non cambia la melodia, cambia l’armonia e a livello ritmico succede di tutto. Elio e soci come al solito si divertono a dissacrare e stravolgere l’ordine delle cose, ma arrivano anche a spiegare l’abc della musica. Basta leggere il testo per rendersi conto che è piuttosto speciale, parla di sè e vive di luce propria. Una specie di lectio magistralis sul linguaggio della musica presentata da alcuni tra i migliori musicisti italiani nell’arena del nazional popolare.

Si può cambiare ritmo, velocità, atmosfera, accordi oppure la puoi fare maggiore, minore, eccedente, diminuita senza che il canto si debba mai muovere dal Do per 5 minuti. E qui c’è la sfida vinta da Elio e soci: chi l’ha detto che parlare di armonia e composizione è così difficile e impopolare? Si può andare ben oltre, basta farlo con gusto e ironia. Magari prendendo spunto da altri maestri che in passato hanno provato a comporre la loro personale canzone con una nota sola. Ad esempio Gioacchino Rossini e Antonio Carlos Jobim che ci avevano già tentato molto prima.

Samba di una nota sola di Jobim

Tra le più famose canzoni con una nota sola ce n’è una scritta da Antonio Carlos Jobim, il più famoso compositore brasiliano mai esistito e tra altre cose inventore della Bossa Nova. Uno dei suoi brani più famosi, vincitrice di un Grammy nel 1963 e venduto in milioni di copie, si intitola proprio Samba di una nota sola. E’ stato interpretato da una moltitudine infinita di artisti, da Frank Sinatra a Ella Fitzgerald o Al Jarreau.

La prima parte della melodia utilizza in effetti una nota sola muovendo l’armonia con un effetto molto riuscito. Nella prosecuzione del brano poi le note cambiano e il brano spicca il volo. Ma è proprio questa la peculiarità di questa canzone: stare ferma per qualche decina di secondi e poi svoltare creando un effetto sorpresa indimenticabile anche dopo il primo ascolto. La musica spesso si compone di vari momenti in grado creare più o meno stupore e rimanere fermi su una nota o un accordo, il cosiddetto pedale, alle volte può creare questa attesa che sarà poi risolta.

Elegia di una nota sola di Rossini

Tra le canzoni con una nota non si può che citare anche la famosa Elegia di una nota sola per soprano e pianoforte di Gioacchino Rossini, uno dei più grandi compositori italiani vissuto tra il 1792 e il 1868. Questo brano fa ancora meglio di Jobim perchè mantiene per tutta la durata la stessa nota senza mai muoversi con la melodia. Come al solito, anche se la melodia non cambia, cambiano gli accordi e si muove l’armonia e quindi il brano all’ascolto non risulta assolutamente monotono.