Ragazza si copre dal freddo

Quale rapporto c’è tra le canzoni che ascoltiamo e il meteo? Temperature fredde, calde e giornate soleggiate o piovose influiscono sui gusti musicali? Le playlist a tempo di meteo sono una realtà arrivata prima dello streaming

Il meteo influenza i gusti musicali? La musica ha molti effetti sul corpo e sulla psiche e c’è anzi chi sostiene che l’uomo sia quello che ascolta. Le canzoni che ascoltiamo però dipendono anche dal nostro umore che in qualche misura è determinato dal passare delle stagioni. Quindi quello che ascoltiamo dipende da che tempo fa?

Le canzoni che ascoltiamo di certo cambiano anche la percezione dell’ambiente in cui viviamo. La musica ha la forza di evocare ricordi e ci fa stare bene rafforzando il sistema immunitario e migliorando le prestazioni cognitive. Ma tra gusti musicali e clima c’è qualche rapporto? Proviamo a fare delle ipotesi. Fuori c’è afa, il è cielo lattiginoso. Meglio ascoltare un brano heavy metal, una canzone pop dance, musica classica o una ballad jazz? Oppure siamo chiusi in una baita in montagna davanti al camino. Fuori cè una tormenta di neve e parecchi gradi sotto zero.

Quando fa freddo meglio qualcosa di energico oppure una ballata di musica jazz? E cosa dire della nebbia? Un adagio di Bach potrebbe scaldare il nostro umore e farci vedere più lontano?

Canzoni che ascoltiamo in estate inverno

Il clima influenza il nostro umore. Viene da pensare che sole, nubi e la quantità di luce che ci irradia giornalmente abbia un qualche effetto sulle nostre orecchie. Non servono particolari studi per sapere come le classifiche musicali d’estate siano dominate da musica semplice e ottimista, con canzoni felici allegre e orecchiabili. Viceversa i classici tormentoni estivi non sono certo la colonna sonora ideale per fare una camminata con le ciaspole sotto la neve o camminare nei boschi in autunno tra vento e pioggia.

Le canzoni che ascoltiamo sono in ogni caso quelle prodotte dagli artisti. La temperatura dell’aria modifica l’ispirazione?Pensiamo alle composizioni minimaliste e concettuali di un’artista come Björk. Perfette per le terre islandesi, forse un pò meno adatte per la Giamaica. E cosa dire di un genere come il Rocksteady nato proprio dopo un’ondata di caldo intenso per fare ballare senza sudare?

Playlist a tempo di meteo

Rimane da capire se davvero le persone ascoltano un certo tipo di musica a seconda di clima e temperature dei luoghi che abitano. Sembrerà strano ma sull’argomento non ci sono molti studi scientifici o ricerche statistiche. Spotify, il maggior servizio di streaming al mondo, ha però cercato una correlazione tra musica e meteo analizzando i flussi di ascolto di decine di miliardi di canzoni nel mondo.

I risultati dicono che le canzoni che ascoltiamo con il sole sono più allegre, mentre con la pioggia vanno brani più lenti e acustici. Se nevica piacciono le musiche strumentali. Per questo Spotify aveva anche creato il servizio Climatune in partnership con un grosso servizio di previsioni metereologiche americano. Lo scopo era fornire agli utenti una lista di canzoni che evocavano stati d’animo in base al meteo. Il successo è stato relativo e non se ne è più sentito parlare.

In compenso esistono alcuni grafici che mostrano l’andamento delle preferenze di caratteristiche di genere musicale a seconda di sole, nuvole, pioggia, vento e neve. Il primo mostra l’impatto del tempo metereologico sulla media di canzoni acustiche ascoltate nelle principali città del mondo.

Il secondo mostra la correlazione tra cielo sereno o nuvoloso sulla scelta di brani e playlist più  ballabili.

Un terzo grafico fa vedere come aumenta o diminuisce a seconda del clima la voglia di ascoltare musica energica.

Suono del cambiamento climatico

Il rapporto tra musica e meteo non si ferma qui. Viviamo in un periodo di grandi cambiamenti climatici che causano enormi problemi e preoccupano scienziati e opinione pubblica. L’argomento non può  non interessare anche i musicisti. Sono proprio i cambiamenti climatici e in particolare l’aumento delle temperature nell’emisfero settentrionale dal 1880 ad avere ispirato The sound of climate change, canzone realizzata da 4 studenti universitari con un quartetto d’archi.

Ogni strumento suona l’intervallo di temperatura di una zona dell’emisfero settentrionale ed è sintonizzato alla temperatura media di quella regione. Le note suonate da viola, violoncello, violino corrispondono ad un anno e quelle più acute rappresentano gli anni più caldi. Caldo e freddo sicuramente influenzano quello che ascoltiamo ma in questo caso è la musica stessa a spiegare cosa sta succedendo al clima.