Una canzone poesia in portoghese

Quali sono le affinità vere o presunte e le differenze tra canzone e poesia? Basta l’emozione di una strofa musicata o condividere il ritmo? Il pensiero di scrittori, poeti, musicisti e del pubblico appassionato di musica e libri

Nel 2016 il Comitato dei Nobel a Stoccolma ha insignito Bob Dylan del Premio Nobel per la letteratura facendo riaprire il dibattito sul rapporto tra canzone e poesia. Per la prima volta un musicista conquistava il massimo riconoscimento della parola scritta. Le cronache dissero che all’annuncio seguì un boato dei presenti in sala. Successivamente il cantante da vera star non si presentò nemmeno a ritirare il Premio, ma questo non fu il vero scandalo.

La scelta di Bob Dylan Nobel portava alla ribalta una sorta di parallelismo tra canzone e poesia o letteratura, non da tutti condiviso. Bastava leggere i post sui social per capire come lettori abituali, appassionati di letteratura, scrittori o musicisti si dividessero tra entusiasti e scettici. C’era chi proponeva di inserire le canzoni di De Andrè e De Gregori ma nei libri di testo parlando di poetica della musica, ma anche chi parlava di pastrocchio e confusionismo. Lo stesso De Gregori, buon ultimo a celebrare Bob Dylan in un suo disco, ha sempre sostenuto che la canzone non è poesia ma casomai letteratura, come il cinema e il teatro.

Bob Dylan scrittore o poeta?

Fosse solo una questione di numeri, basterebbe leggere la storia di Bob Dylan e del successo del cantautore e compositore statunitense nato a Duluth nel Minnesota nel 1941. 120 milioni di album complessivamente venduti potrebbero avere avuto un certo peso sulla decisione della giuria. In realtà la questione del rapporto tra canzone, poesia e letteratura è un pò più complessa e da sempre capace di suscitare discussioni aperte.

I critici hanno sempre speso fiumi di parole per le atmosfere dei suoi dischi. Qualche esperto del settore sottolinea come un qualsiasi altro cantautore che oggi proponesse le stesse canzoni, musiche e testi con quella voce, non avrebbe mai fatto successo. Nemmeno spendendo milioni in promozione. Non che per arrivare al numero uno della classifica la musica non conti nulla. Bisogna essere bravi ed avere qualcosa da dire. Ma ancor di più l’artista deve avere un suo mondo, una storia da spendere in cui magari anche riconoscersi. E’ questa capacità di creare vibrazioni ed emozioni a chiamarsi poesia?

Cosa ne pensano i poeti?

La capacità di emozionare non basta, come insegnano i successi delle strofe cuore-amore delle canzoni cantate a Sanremo per decenni. Ma le canzoni possono far poesia o avere almeno qualche dignità da un punto di vista letterario? E’ giusto insomma porre sullo stesso piano le opere di Thomas Mann, Pablo Neruda, John Steinbeck, Ernest Hemingway, tanto per fare alcuni nomi di scrittori che hanno vinto il Nobel della letteratura, con Bob Dylan? Al di là di qualsiasi pregiudizio o snobismo, vediamo cosa ne pensano i poeti. Ma un cosa è certa: tutti pongono l’accento sulle differenze che esistono tra i generi.

Differenze tra canzone e poesia

Chi gongola nel vedere Bob Dylan insignito del Nobel ritiene che la massima espressione della parola scritta sia ovviamente tutta nei testi delle canzoni del menestrello. Parlano di pace, diritti civili, donne da favola ed eroi shakespeariani. Molti tra musicisti e cantanti sono d’accordo con questo sentimento, gli scrittori un pò meno. Alessandro Baricco ad esempio ha affermato che per quanto bravo possa essere Dylan come artista, la letteratura è un’altra cosa.

Insomma musica e libri sono due cose diverse, da apprezzare sulla base di attenzioni diverse. Per chi fosse ancora indeciso da che parte stare, una chiave di lettura l’ha offerta tempo fa il poeta Mario Desiati, classe 1977, selezionato in una recente Antologia della nuovissima poesia italiana di Mondadori. Tra canzone e poesia il punto di contatto si chiama ritmo.