Il canto degli uccelli è uno degli spettacoli più affascinanti della natura e svolge un ruolo cruciale nell’ecosistema. Significato e ruolo dei diversi tipi di versi e cinguettii che arricchiscono il nostro ambiente e app per riconoscere le specie con i canti

Il canto degli uccelli è una delle manifestazioni più belle e suggestive della natura. Anche nelle grandi città non è raro ascoltare canti e versi in ogni ora della giornata. Chi non è mai stato svegliato dal trillo dei merli, o ascoltato passeri o pettirossi esibirsi in concerti a base di versi e cinguettii fin dalle cinque del mattino? Ma cosa si nasconde dietro questi suoni melodiosi e variopinti e quale funzione hanno nelle diverse specie?

In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, entrando nel mondo affascinante del canto degli uccelli. Gli ornitologi studiano i versi per analizzarne il comportamento, ma ci sono anche appassionati di natura che si appostano e cercano di riconoscere i suoni grazie alla tecnologia. Altri uniscono la passione del birdwatching a quella della musica per suonare insieme a loro.

Indice

Cos’è il canto degli uccelli

Il canto degli uccelli è una forma di comunicazione acustica che consiste nell’emissione di suoni complessi e strutturati, spesso ripetuti in modo ritmico e melodico. Gli uccelli cantano per vari motivi, a cominciare dalla difesa del territorio. Alcuni cantano per segnalare la propria presenza e area di influenza, scoraggiando eventuali intrusi o rivali. Altri per attrarre l’attenzione e la simpatia di potenziali compagni o compagne.

Oltre a mostrare le loro qualità fisiche e vocali, molti uccelli cantano per stimolare la produzione di ormoni sessuali e sincronizzare i cicli riproduttivi con quelli ambientali. Inoltre i cinguettii possono servire a comunicare informazioni utili alla sopravvivenza, come la presenza di cibo, predatori o di altri eventi rilevanti. Possono cantare anche per manifestare il proprio stato emotivo di gioia, paura, aggressività o sottomissione.

Oltre alla teoria evoluzionistica che premia i migliori cantori in grado di riprodursi e difendersi, alcuni scienziati sostengono che il canto degli uccelli sia parte di una ricerca di bellezza propria in natura che avrebbero anche gli animali. Se il senso estetico degli uccelli sembra concentrarsi su forme e colori del piumaggio, invece è nel mondo dei suoni che i volatili darebbero il meglio.

Ruolo evoluzionistico del canto

Condividere i gusti musicali con l’anima gemella è una sana abitudine che interessa anche l’uomo. Per gli scienziati è importante capire come le specie animali si differenzino o isolino dal punto di vista riproduttivo. Territorio, divisioni geografiche, migrazioni ma anche varietà dei suoni riprodotti possono differenziare gli uccelli geneticamente.

I segnali comportamentali ed in particolare le compatibilità canore possono avere un ruolo importante nelle dinamiche di accoppiamento. Per confermare questa teoria i naturalisti hanno preso in considerazione decine di esemplari di due varietà affini di passeri che condividono territorio e habitat, ma che si differenziano nel canto: la Sylvia c. cantillans e Sylvia c. moltoni.

Hanno registrato suoni, gorgheggi, cinguettii e li hanno fatti riascoltare agli uccelli osservandone le reazioni. Risultato? Sia i maschi che le femmine sottoposte al canto dell’altra specie hanno mostrato una diffidenza non riscontrata con il canto degli uccelli della loro varietà. E’ proprio la differenza nelle frequenze dei cinguettii a provocare l’isolamento riproduttivo che crea una separazione delle specie e una diversa storia evoluzionistica.

Come cantano gli uccelli?

Il canto degli uccelli è prodotto da un organo vocale chiamato siringe, situato alla base della trachea, dove si divide in due bronchi. La siringe è costituita da una serie di membrane, muscoli e cartilagini che vibrano in risposta al flusso d’aria proveniente dai polmoni. A differenza dei mammiferi, i volatili possono controllare separatamente i due lati della siringe, producendo suoni diversi contemporaneamente.

Gli uccelli possono modulare tono, volume e la durata dei suoni variando la pressione dell’aria, la tensione delle membrane e la posizione del becco. Alcuni nascono con una predisposizione genetica a produrre certi tipi di suoni, ma devono ascoltare e imitare i propri genitori o altri membri della propria specie per perfezionare il proprio repertorio vocale.

Il periodo più critico per l’apprendimento del canto è quello della giovinezza, quando il cervello degli uccelli è più plastico e ricettivo. Alcune specie, come canarini, fringuelli e corvi, sono in grado di apprendere nuovi suoni anche da adulti, mostrando una notevole capacità di adattamento e di innovazione. I biologi hanno scoperto 28 tipi specie di uccelli canterini. Alcuni si esibiscono in solitario su un filo del telefono, ma altri amano esibirsi in gruppo.

Uccelli che cantano meglio

I versi e i cinguettii degli uccelli, oltre ad avere diverse funzioni, sono molto vari e possono essere classificati in base a vari criteri. I suoni possono essere semplici o complessi, a seconda del numero e della varietà di elementi che li compongono. Possono essere strutturati o non strutturati, a seconda che seguano o meno una sequenza ordinata e ripetibile.

Uno degli uccelli più famosi per il canto è lo scricciolo coda semplice che vive in Perù e Ecuador. Ha un repertorio di 15-20 canzoni formate da quattro melodie, con maschi e femmine che si scambiano le parti melodiche con precisione sbalorditiva. Secondo gli studiosi il loro canto è il più complesso del mondo animale. Tra le specie di uccelli canterini comuni più famosi possiamo citare

  • Il cardellino: è un uccello di piccole dimensioni, con un piumaggio colorato e una mascherina nera sul viso. Il suo canto è composto da una serie di trilli, gorgheggi e fischi variabili e melodiosi.
  • Il merlo: è un uccello di medie dimensioni, con un piumaggio nero lucido e un becco arancione. Il suo canto è composto da una serie di frasi flautate e armoniose, intervallate da pause e ripetute in modo ritmico.
  • Il canarino: è un uccello di piccole dimensioni, con un piumaggio giallo o verde. Il suo canto è composto da una serie di note acute e veloci, alternate a note basse e lunghe, con variazioni di tono e volume.
  • Il cuculo: è un uccello di medie dimensioni, con un piumaggio grigio-bruno e una lunga coda. Il suo verso è composto da due note ascendenti e identiche, ripetute in modo sincopato.
  • La rondine: è un uccello di piccole dimensioni, con un piumaggio blu-nero sul dorso e bianco sul ventre. Il suo canto è composto da una serie di note acute e vibranti, emesse in volo o in posizione fissa.

L’uccello che canta Bach

Tra gli uccelli che cantano meglio è da citare senz’altro anche il Cyphorhinus Arada, conosciuto in portoghese come Uirapuru e nei paesi anglosassoni come scricciolo musicista (o organista) per le sue particolari doti canore. Questo piccolo e coloratissimo uccellino che vive nell’area Amazzonica, già protagonista di leggende e favole, è stato studiato dall’Istituto Max Planck di ornitologia in Germania in virtù della sua particolare capacità di produrre melodie forti ed elaborate.

Gli studiosi coadiuvati dal biologo Henrik Brumm e dal compositore Emily Doolittle, hanno scoperto che lo scricciolo musicista quando canta utilizza gli stessi intervalli (ottave, quinte giuste e quarte perfette) della musica occidentale, con forme compositive abitualmente utilizzate da tutti i compositori classici, a cominciare da Bach. Non contenti, hanno provato a proporre ad un gruppo di ascoltatori il canto degli uccelli insieme a versioni delle canzoni generate dal computer con intervalli leggermente modificati. Il giudizio della musicalità degli uccellini è risultato migliore.

L’Uirapuru non è solo famoso nella mitologia e nell’arte, ma è le sue melodie sono ben presenti anche nella musica musica brasiliana. Il compositore Heitor Villa-Lobos già nel 1917 ha voluto omaggiare il pennuto componendo un pezzo per balletto chiamato Uirapuru. Anche in questo caso i ricercatori sottolineano comunque come il canto degli uccelli sia una caratteristica molto comune: in natura ci sono 4000 specie diverse di uccelli che intonano altrettanti canti differenti, magari non tutti così piacevoli.

Uccelli che cantano con l’uomo

Il canto degli uccelli da sempre incuriosisce l’uomo sotto vari aspetti di carattere naturale, evolutivo o musicale. David Rothemberg, clarinettista, compositore, filosofo e appassionato ornitologo e professore di Filosofia e Musica presso il New Jersey Institute of Technology nel libro Why birds sing, diventato poi in un documentario trasmesso dalla BBC TV, ha studiato il canto degli uccelli in cinque anni di studi in giro per il mondo.

Famoso è il suo duetto con George, non un cantante qualsiasi, ma un uccello Lira che vive nel Parco Nazionale di Lamington, nel Queensland in Australia. Questa uccello, simile ad un fagiano, con una grossa coda piumata, può cantare per un giorno intero. Si tratta di vere e proprie melodie con una struttura del tutto simile alla musica tonale umana. C’è un inizio, una parte intermedia ed una fine.

La Lira, oltre a cantare, danza e arricchisce il canto con frammenti di melodie che di solito ascolta da altri uccelli. La cosa particolare è che ad ispirare l’uccello sono le note suonate dal clarinetto di David, che ha anche prodotto un album suonando con uccelli canterini sia per registrare il disco che live. La ricerca di David si è sempre concentrata sui meccanismo evolutivi legati alla bellezza. Ma l’uomo può fare anche del male.

Rumore e canto degli uccelli

Secondo il rapporto Birds in Europe realizzato da Birdlife International, il 70% di specie selvatiche di uccelli sono a rischio estinzione in Europa. La situazione sta peggiorando. Considerando un totale di 541 specie di uccelli selvatici nei 50 Paesi europei, erano 40 le specie in pericolo degli anni 1990-2000 e 68 del periodo 2000-2010. Cosa mette a rischio la vita dei pennuti? Una delle cause di estinzione sono i rumori prodotti dalle attività umane.

L’inquinamento acustico è una importante causa di patologie anche gravi anche per l’uomo e provoca cardiopatie, disturbi del sonno, stress, ritardi nell’apprendimento e invecchiamento precoce. Il fatto è che il silenzio non è un elisir di lunga vita, solo per l’uomo, ma anche per gli uccelli che per farsi sentire nel rumore del traffico sono obbligati a produrre versi con un volume sempre più forte.

L’inquinamento acustico umano interferisce con le biodiversità, consentendo solo ad alcune specie di adattarsi e proliferare nelle aree metropolitane. Le cinciallegre ad esempio riescono a sopravvivere molto bene in molte aree metropolitane al contrario di altre specie scomparse dalle città. Gli scienziati dell’Università di Leiden hanno scoperto ad esempio che le cinciallegre di città si sono adattate alzando la tonalità vocale e cantando molto più velocemente.

Gli effetti del rumore sul canto degli uccelli è stato stato studiato anche nella zona della città di San Francisco da David Luther, professore di biologia alla George Mason University. Anche qui si è notato come i passeri di città cantino un tono più in alto di quelli di campagna. Riducendo l’estensione vocale e alterando la gamma di melodie, il loro canto avrebbe però minore capacità di attrarre compagni con ripercussioni a livello riproduttivo.

App per riconoscere canto uccelli

Come riconoscere il canto degli uccelli tra le oltre 10 mila che popolano la terra? Per organizzare i suoni Google in collaborazione il Cornel Lab of Ornitology ha creato un progetto che utilizza l’intelligenza artificiale. Attraverso gli algoritmi di apprendimento automatico i cinguettii sono stati suddivisi sulla base di quelli più simili confrontandone le impronte sonore, fino a creare una mappa visuale.

I risultati dell’esperimento di possono trovare sul sito Macaulaylibrary ma anche senza avere studiato ornitologia, oggi tutti possono usare delle app per riconoscere il canto degli uccelli semplicemente utilizzando lo smartphone. BirdNET è l’applicazione che lo sempre fa in modo semplice: basta registrare il suono di un cinguettio prodotto dall’uccello nel proprio habitat per sapere di che specie si tratta.

Questa app per il canto degli uccelli è stata sviluppata da un team di biologi e ingegneri e attraverso la localizzazione gps mostra anche tutte le specie che potrebbero essere in zona in un determinato periodo dell’anno. Per chi cercasse una guida con tutti canti può rivolgersi a Cantiuccelli. In questo sito si possono ascoltare i richiami più popolari di tutte le specie, suddivise in categorie e in ordine alfabetico, per una ricerca più agevole.

Articolo precedenteQualità aria in Italia dati inquinamento
Articolo successivoCultura digitale accesso senza possesso
Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.