uccello che canta

Nelle grandi città non è raro ascoltare il canto degli uccelli ad ogni ora della giornata. Basta un albero in un giardino condominiale o un’antenna sul tetto per ascoltare merli, passeri o pettirossi esibirsi in concerti a base di versi e cinguettii fin dalle cinque del mattino. Se già non ne potete più di sentire tanti vocalizzi all’alba, sappiate che tutte le specie di uccellini sono destinati a cantare sempre più forte, proprio per farsi sentire nel baccano delle città.

Perchè gli uccelli cantano? Come vedremo in questo articolo, fondamentalmente per delimitare un territorio o per conquistare un compagno. Sta di fatto che gli ornitologi studiano i canti dei volatili per analizzarne il comportamento, ma ci sono anche appassionati di natura che si appostano e cercano di riconoscerne il suono grazie anche alla tecnologia. Altri uniscono la passione del birdwatching a quella della musica per suonare insieme a loro.

Indice

Canto uccelli cosa serve?

Gli scienziati sostengono che gli uccelli usano il canto per procurarsi un partner o per proteggere il loro territorio. Oltre alla teoria evoluzionistica di Darwin, alcuni scienziati sostengono che il canto degli uccelli è parte di una ricerca della bellezza che esiste in natura, una consapevolezza conquistata nel tempo anche dagli animali. Il gusto degli uccelli si concentra sulle forme e sui colori del piumaggio, ma è nel mondo dei suoni che i volatili danno il meglio.

I biologi hanno scoperto 28 tipi specie di uccelli canterini. Alcuni si esibiscono in solitario su un filo del telefono, ma altri amano esibirsi in gruppo. Ad esempio lo scricciolo coda semplice di Perù e Ecuador ha un repertorio di 15-20 canzoni. Formate da quattro melodie, maschi e femmine si scambiano la parte con precisione sbalorditiva. Secondo gli studiosi il loro canto è il più complesso del mondo animale, ma cantare può non essere così facile nel baccano di un centro urbano tra traffico automobilistico, rumore di aerei, fabbriche.

Inquinamento acustico

Gli scienziati dell’Università di Leiden hanno verificato che per competere con i suoni a bassa frequenza del traffico stradale, le cinciallegre di città sono costrette a innalzare la tonalità vocale e a cantare molto più velocemente. Così facendo accorciano volontariamente la prima e più importante nota bassa di ogni loro canzone. Ad imporre questo comportamento sarebbe la maggiore turbolenza delle città che inevitabilmente interferisce con la trasmissione dei suoni nell’aria molto più che nelle zone boschive.

Gli effetti del rumore sul canto degli uccelli è stato stato studiato anche nella zona della città di San Francisco da David Luther, professore di biologia alla George Mason University. Esaminando il canto dei passeri si è notato come, rispetto ai cugini che vivono in campagna, questa specie è costretta a cantare un tono più in alto. In questo modo però riduce l’estensione vocale e la gamma di melodie risulta alterata. Il risultato è una performance vocale complessivamente peggiore, con una diminuita capacità di attrarre compagni. Sono ovvie le ripercussioni a livello riproduttivo.

Purtroppo l’inquinamento acustico causato dell’uomo interferisce con le biodiversità. Uccelli di città e campagna alla fine sono obbligati ad adattarsi sviluppando percorsi evoluzionistici diversi. Proprio la capacità di adattare il canto al rumore potrebbe essere la causa della proliferazione di alcune specie rispetto ad altre nelle aree metropolitane. Le cinciallegre ad esempio riescono a sopravvivere molto bene in molte aree metropolitane al contrario di altre specie scomparse dalle città.

Canto uccelli e biodiversità

Il rapporto Birds in Europe realizzato da Birdlife International, dice che complessivamente ci sono un 70% di specie selvatiche di uccelli a rischio estinzione in Europa. Considerando un totale di 541 specie di uccelli selvatici in 50 Paesi europei, siamo passati dalle 40 specie in pericolo degli anni 1990-2000, alle 68 del periodo 2000-2010. Il rumore ovviamente non è la sola causa, ma si aggiunge ad una concomitanza di fattori negativi che influiscono sulla vita degli uccelli e non solo.

Tra le specie più a rischio rumore, anche se nessuno quasi mai ne parla, c’è l’uomo. Infatti i troppi decibel delle grandi città sono una importante causa di patologie anche gravi. Chi è sottoposto ad inquinamento acustico soffre maggiormente di cardiopatie, disturbi del sonno, stress, inoltre può subire ritardi nell’apprendimento e invecchiamento precoce. Il silenzio non è un elisir di lunga vita, ma quasi. Per evitare problemi sempre più specialisti consigliano di proteggere le orecchie e di ascoltare musica a basso volume. In questo modo forse anche il canto degli uccelli diventerà meno forte.

Uccelli che cantano con l’uomo

Il canto degli uccelli da sempre incuriosisce l’uomo sotto vari aspetti di carattere naturale, evolutivo o anche musicale, ma c’è chi va ancora oltre. Ad esempio David Rothemberg, clarinettista, compositore, filosofo e appassionato ornitologo e professore di Filosofia e Musica presso il New Jersey Institute of Technology. Il suo primo libro Why birds sing, diventato poi in un documentario trasmesso dalla BBC TV, è un viaggio nel mistero del canto degli uccelli frutto di cinque anni di studi in giro per il mondo. Lo studioso interagisce con George, non un cantante qualsiasi, ma un uccello Lira che vive nel Parco Nazionale di Lamington, nel Queensland in Australia.

Questa uccello simile ad un fagiano, con una grossa coda piumata, può cantare per un giorno intero. Si tratta di vere e proprie melodie con una struttura del tutto simile alla musica tonale umana. C’è un inizio, una parte intermedia ed una fine. In più danza e arricchisce il suo canto con frammenti di melodie che di solito ascolta da altri uccelli. In questo caso ad ispirarlo sono le note suonate dal clarinetto di David che ha prodotto anche cd e suonato in live collaborando portando sul palco uccelli canterini. La ricerca di David si è sempre concentrata sui meccanismo evolutivi legati alla bellezza.

Canto uccelli ed evoluzione

Condividere i gusti musicali con l’anima gemella è una sana abitudine. Non riguarda solo gli uomini ma interessa molto la scienza evoluzionistica. Un punto centrale è capire come le specie animali si siano differenziate e quali siano i motivi che creano isolamento riproduttivo in insiemi di varietà compatibili: territorio, divisioni geografiche, migrazioni, ma non solo. Gli studiosi sostengono che le varietà di uccelli che non si capiscono con i suoni si differenziano anche geneticamente.

I segnali comportamentali ed in particolare le compatibilità canore possono avere un ruolo importante nelle dinamiche di accoppiamento. I naturalisti hanno preso in considerazione decine di esemplari di due varietà affini di passeri che condividono territorio e habitat ma che si differenziano nel canto: la Sylvia c. cantillans e Sylvia c. moltoni.

Hanno registrato suoni, gorgheggi, cinguettii e li hanno fatti riascoltare agli uccelli osservandone le reazioni. Risultato? Sia i maschi che le femmine sottoposte al canto dell’altra specie hanno mostrato una diffidenza non riscontrata con il canto degli uccelli della loro varietà. E’ proprio la differenza nelle frequenze dei cinguettii a provocare l’isolamento riproduttivo che crea una separazione delle specie e una diversa storia evoluzionistica.

L’uccellino canta Bach

Tra gli uccelli che cantano è da citare senz’altro anche il Cyphorhinus Arada, conosciuto in portoghese come Uirapuru e nei paesi anglosassoni come scricciolo musicista (o organista) per le sue particolari doti canore. Questo piccolo e coloratissimo uccellino che vive nell’area Amazzonica, già protagonista di leggende e favole, è stato studiato dall’Istituto Max Planck di ornitologia in Germania in virtù della sua particolare capacità di produrre melodie forti ed elaborate.

Gli studiosi coadiuvati dal biologo Henrik Brumm e dal compositore Emily Doolittle, hanno scoperto che lo scricciolo musicista quando canta utilizza gli stessi intervalli (ottave, quinte giuste e quarte perfette) della musica occidentale e con forme compositive abitualmente utilizzate da tutti i compositori classici, a cominciare da Bach. Non contenti, hanno provato a proporre ad un gruppo di ascoltatori il canto degli uccelli insieme a versioni delle canzoni generate dal computer con intervalli leggermente modificati. Il giudizio della musicalità degli uccellini è risultato migliore.

L’Uirapuru non è solo famoso nella mitologia e nell’arte, ma è le sue melodie sono ben presenti anche nella musica musica brasiliana. Il compositore Heitor Villa-Lobos già nel 1917 ha voluto omaggiare il pennuto componendo un pezzo per balletto chiamato Uirapuru. Anche in questo caso i ricercatori sottolineano comunque come il canto degli uccelli sia una caratteristica molto comune: in natura ci sono 4000 specie diverse di uccelli che intonano altrettanti canti differenti, magari non tutti così piacevoli.

Riconoscere canto degli uccelli

Come riconoscere il canto degli uccelli tra le oltre 10 mila che popolano la terra? Anche senza avere studiato ornitologia, oggi tutti possono provarci semplicemente utilizzando lo smartphone. BirdGenie è una applicazione che contiene una lista di suoni emessi dalle diverse specie basandosi sul tono, timbro e ritmo. Disponibile per Android e iPhone questa app contiene anche informazioni su più di 90 specie di uccelli e ben 145 tipi di canto.

Basta registrare il segnale prodotto dall’uccello nel proprio habitat e il gioco è fatto, questo semplice strumento è divertente ha molteplici opzioni, una flessibilità notevole per la visualizzazione e soprattutto fa il lavoro che solo un esperto potrebbe svolgere. Un’altra app per riconoscere il canto degli uccelli è BirdNET e lo sempre fa in modo semplice: basta registrare il suono di un cinguettio per sapere di che specie si tratta.

Questa applicazione è stata sviluppata da un team di biologi e ingegneri e attraverso la localizzazione gps mostra anche tutte le specie che potrebbero essere in zona in un determinato periodo dell’anno. Per chi cercasse una guida con tutti canti può rivolgersi a Cantiuccelli. In questo sito si possonoascoltare i richiami più popolari di tutte le specie suddivise in categorie e in ordine alfabetico per una ricerca più agevole.

Riconoscere specie col birdwatching

Per studiare gli uccelli che cantano non serve essere esperti ornitologi. Il birdwatching forse non è propriamente uno sport, ma richiama alla memoria l’Inghilterra dei nobili, quando l’arte della caccia si sposava con quella dell’avvistamento. Oggi invece è una attività che consente di stare all’aria aperta e può essere praticato da persone di ogni età, in ogni habitat e in qualsiasi periodo dell’anno. Quasi diecimila i tipi di uccelli sono pronti per essere ascoltati e riconosciuti da chi ha pazienza e voglia di scoprirli.

Basta un binocolo e con l’aiuto della tecnologia ci si può improvvisare birdwatcher per mettersi ad osservare e studiare gli uccelli in natura e non solo, dato che è fondamentale distinguere il canto per conoscere il comportamento delle diverse tipologie di volatili. Già dal suono si possono conoscere le abitudini di specie stanziali e migratorie che in determinati periodi dell’anno si trovano a transitare in determinate zone delle campagne e città.

Il birdwatching è una passione che contagia e continua a entusiasmare gli amanti della natura. Per conoscere più da vicino le specie di uccelli che si aggirano vicino a casa, individuare gli stormi che migrano o divertirsi con il gioco del riconoscimento in un parco o in bosco, si può iniziare dal quotidiano, alzando gli occhi al cielo. Basta poco per godere della sensazione di gioia che trasmette il volo libero degli uccelli nel cielo.

Birdwatching in Italia

Sono circa settemila gli appassionati italiani di Birdwatching. Numeri ben lontani dagli Usa che comprendono un 20% della popolazione, seguiti dall’Inghilterra con il 6%. Anche da noi però sta crescendo la voglia di vivere esperienze avventurose in contatto diretto con la natura e si possono fare esperienze di avvistamentoin tutta Italia in parchi e riserve naturali dove esistono sezioni dedicate all’osservazione degli uccelli.

In Italia la Lega italiana protezione uccelli sostiene da anni chi pratica il birdwatching a livello amatoriale. Sul sito della Lipu ci sono informazioni ed eventi a tema per chiunque sia alle prime armi e voglia osservare o difendere uccelli che vivono in una determinata zona. Per sensibilizzazione le persone nel rispetto della natura presso le sue oasi protette organizza anche visite guidate, con la possibilità di aiutare a salvare uccelli e habitat con programmi mirati.

Il birdwatching è una occasione per scoprire paesaggi incontaminati e immergersi nella bellezza della natura. Dal Parco Nazionale del Gran Paradiso con l’aquila in primo piano, alla pianura del Delta del Po dove da anni si svolge una fiera internazionale dedicata al birdwatching (Po Delta Birdwatching Fair) con concorsi fotografici, escursioni e prove sul campo. All’interno del Parco della Maremma, come nel Parco del Gargano è possibile effettuare escursioni in qualsiasi periodo dell’anno.

Ornitologia e specie di uccelli

L’uomo moderno, forse per una malcelata inferiorità nei confronti di chi vola, o per questioni di appetito, non è mai stato magnanimo nel definire gli uccelli: galline, oche, struzzi, merli sono stati sempre sinonimo di stupidità. Come ha dimostrato Jennifer Ackerman nel libro The genius of bird, invece la loro intelligenza è simile a quella di molti primati. I volatili hanno una memoria incredibile, possono orientarsi e contare. Per questo nel corso dei secoli, dalla colombe fino alle aquile, l’uomo li ha addestrati e utilizzati anche come simbolo di potere.

Lo stesso uomo che vive intere giornate chiuso in uffici con le luci al neon, guardando computer e camminando per strada con gli occhi appiccicati allo smartphone, se sollevasse lo sguardo al cielo scoprirebbe un universo affascinante. Dai passeri ai piccioni fino ai merli e ai gabbiani, anche le nostre città sono diventati metà preferita di molte specie di uccelli.

Lipu Si tratta di un’associazione nata per la conservazione della natura, partendo proprio dalla protezione dei volatili e dei loro habitat

All About Birds Una splendida guida sulle diverse specie nel mondo, con foto e descrizioni di abitudini e ambiente. Molte sono le fotografie, immagini e video di specie diverse granivori, insettivori, acquatici, rapaci, canarini, uccelli esotici e pappagalli

Hobbyuccelli Il portale italiano di ornitologia: contiene informazioni su allevamento e cura, alimentazione, patologie aviarie, birdgardening, birdwatching di rapaci e la falconeria

Avibase Un database riguardante tutti gli uccelli del mondo, contiene più di 2 milioni di record che riguardano 10.000 specie e 22.000 sottospecie

Animali italiani Nella sezione dedicata agli uccelli fotografie, descrizione, comportamento, alimentazione e riproduzione dei gruppi principali presenti sul suolo italiano

Uccellidaproteggere Un sito dedicato alla protezione di questi fragili animali. Informazioni aggiornate e precise per scoprire le specie a rischio estinzione: airone, allocco, aquila, barbagianni, cicogna, cinciallegra, civetta, falco, gufo, picchio e molte altre

Birds Una guida fotografica con immagini tecnicamente ricercate e video dedicati agli uccelli in Italia e in Europa per tutti gli appasionati di natura e ambiente

Anche i topi cantano

Dalle esperienze con gli uccelli tutto farebbe supporre che anche condividere gli stessi gusti musicali sia fonte di attrazione e uno stimolo alla riproduzione. Per quanto riguarda l’uomo non esistono statistiche e studi precisi, ma l’importanza della voce per sedurre è confermata. In compenso il fenomeno sembrerebbe riguardare altre specie animali e non solo gli uccelli che cantano. Nel caso dei pennuti una certa propensione al canto non sorprende, ma poi ci sono altri esseri viventi capaci di emettere suoni con caratteristiche musicali: pipistrelli e altre specie di mammiferi come balene, delfini e gibboni.

Per i topi non sembrerebbe così banale cantare dolci melodie per conquistare una femmina. Invece gli studiosi dell’Università di St. Louis di Washington, Timothy Holy e Zhongseng Guo invece hanno scoperto che anche i topi cantano vere e proprie canzoni d’amore. Dalla vocina di un roditore non aspettatiamoci di ascoltare qualcosa di simile ad una melodia umana. Il canto di questi animali non è percepibile dall’orecchio umano, ma l frequenze ad ultrasuoni rielaborate al computer nascondono vere e proprie melodie, ricche quanto quelle degli uccelli.

I ricercatori non sono ancora certi sul ruolo del canto dei topi nella selezione di un compagno da parte di una femmina. La possibilità che il maschio più abile nel canto sia anche avvantaggiato dal punto di vista riproduttivo, come accade negli uccelli, deve essere ancora verificata. Gli scienziati sono arrivati alla scoperta in modo casuale, mentre analizzavano la risposta di alcuni topi maschi agli stimoli provocati da feromoni sessuali contenuti nelle urine delle femmine di topo. L’esperimento, ripetuto con 45 topi diversi, ha prodotto sempre risultati positivi e con melodie differenti.