Un viaggio alla scoperta dei canti alpini, espressione della cultura e dell’identità delle popolazioni montane. L’origine delle canzoni di montagna, i temi affrontati nei vari generi e il valore dei cori alpini più famosi che intepretano brani evocativi di storie e tradizioni autentiche

I canti alpini sono un patrimonio musicale e culturale che racconta la storia, la vita e le emozioni delle genti che abitano le Alpi. Si tratta di canzoni popolari, spesso cantate in cori alpini a cappella o accompagnate da strumenti semplici come fisarmoniche, chitarre e mandolini, che esprimono il legame profondo tra l’uomo e la natura, tra il singolo e la comunità, tra il presente e il passato.

I canti alpini sono una forma di comunicazione, intrattenimento e aggregazione sociale di valli dove le condizioni di vita erano dure e isolate. Con il tempo, si sono arricchiti di influenze diverse, provenienti dalle culture dei paesi confinanti o dalle esperienze dei soldati nelle guerre mondiali. Oggi sono testimonianza di tradizioni vive e dinamiche, che si tramandano tra generazioni rinnovandosi con nuove composizioni e interpretazioni.

Indice

Cosa sono i canti alpini

I canti alpini sono canzoni popolari che nascono e si diffondono nelle regioni montane delle Alpi, in particolare in Italia, Francia, Svizzera, Austria e Germania. Si tratta di un repertorio musicale molto vario e ricco di influenze e stili musicali, che comprende sia brani antichi che moderni, sia composizioni originali che adattamenti di melodie preesistenti.

Dal punto di vista musicale i canti alpini più famosi si caratterizzano per la semplicità melodica e armonica, per il loro ritmo vivace o malinconico, per il loro linguaggio diretto e colorito. Spesso sono cantati a più voci, in coro o in contrappunto, creando effetti sonori suggestivi e coinvolgenti. Alcune canzoni di montagna sono diventate veri e propri inni nazionali o regionali, come La Montanara, Bella Ciao o Il Canto degli Italiani.

Ma non tutti sanno che l’evoluzione delle canzoni di montagna ha goduto anche del contributo di illustri musicisti e personalità della cosiddetta musica colta. All’elaborazione di canti degli alpini, relativi alle loro regioni d’origine, nel corso dei secoli si dedicarono perfino Bach, Mozart, Beethoven e molti compositori di musica classica come Luigi Dalla Piccola e pianisti come Arturo Benedetti Michelangeli.

I temi dei canti alpini

Le canzoni degli alpini non sono solo musica, ma anche cultura. Essi rappresentano infatti l’espressione della vita quotidiana, delle tradizioni, delle credenze, dei valori e delle aspirazioni delle popolazioni alpine. Attraverso i testi possiamo conoscere le storie di amore, di lavoro, di guerra, di fede, di speranza e di resistenza che hanno segnato il destino di queste genti. I temi sono molteplici e riflettono la varietà e la complessità della realtà alpina.

I canti alpini d’amore sono forse i più numerosi e i più noti. Raccontano le vicende sentimentali degli abitanti delle montagne, spesso segnate dalla lontananza, dalla gelosia, dalla nostalgia o dalla fedeltà. I brani di lavoro invece descrivono le attività produttive tipiche delle Alpi, come l’allevamento, l’agricoltura, il taglio del legno, la miniera, il commercio. Esprimono il senso di fatica, di orgoglio, di solidarietà e di dignità dei lavoratori alpini.

I canti di guerra narrano le esperienze dei soldati alpini durante le guerre mondiali, in particolare la prima e la seconda guerra mondiale. Rievocano le battaglie, le sofferenze, le vittorie e le sconfitte dei combattenti, ma anche il loro spirito di patriottismo, di coraggio, di fratellanza e di umanità. Gli inni di montagna religiosi esprimono la fede e la devozione delle popolazioni alpine, spesso legate a culti e pratiche popolari. Celebrano le feste religiose, i santi protettori, i miracoli e le grazie ricevute.

I canti sociali come la musica popolare denunciano le ingiustizie e le oppressioni subite dalle classi popolari alpine, in particolare dai contadini e dai minatori. Rivendicano i diritti e le libertà dei lavoratori e dei cittadini, spesso in chiave rivoluzionaria o resistenziale e rappresentano una parte preziosa della cultura delle regioni montane. Queste melodie suggestive, spesso intonate in cori affiatati, possono avere vari significati e origini.

Cori degli alpini

I canti alpini non sono tutti uguali, ma si distinguono in diversi generi, a seconda della forma, del contenuto e dello stile con cui vengono interpretati. I cori degli alpini sono l’espressione più tipica e diffusa Si tratta di gruppi vocali, composti da voci maschili o miste, che eseguono a cappella o con l’accompagnamento di strumenti tradizionali, brani di varia origine e tematica, spesso legati alla vita militare, alla religione o all’amore.

Il repertorio dei cori alpini italiani cantati a più voci, in coro o in contrappunto, è nato principalmente nel corso della prima e seconda guerra mondiale come testimonianza diretta della sofferenze subita nelle battaglie e nelle trinceee. Venivano cantati da tutti ed erano un modo per esorcizzare la paura e farsi coraggio, ma anche per festeggiare la vittoria e soprattutto la speranza della fine della guerra e il ritorno a casa.

In tutta Italia ci sono ancora oggi 450 cori alpini che ripercorrono il repertorio di oltre un centinaio di canzoni divise per ogni regione italiana, dal Veneto al Trentino fino al Lazio e all’Abruzzo, dove ci sono montagne da amare, rispettare e cantare. Il libro Il Conservatorio delle Alpi di Piero de Martini (Bruno Mondadori) con documenti e testimonianze si sofferma sul linguaggio musicale dei cori alpini più famosi come il Coro della SAT (Società Alpinisti Tridentini).

I cantori di montagna che fondarono i cori nelle cittadine ai piedi delle alpi, inizialmente avevano un approccio musicale istintivo e appassionato. Dalla fine degli anni venti, musicisti e compositori professionisti iniziarono a scrivere armonizzazioni complesse per i cori di montagna, pur cercando di preservare la natura popolare delle melodie. Della loro valenza artistica parla anche Massimo Mila, musicologo, critico musicale e intellettuale italiano, che affermò come anche  un compositore come Brahms li avrebbe apprezzati.

Canzoni di montagna

I cori alpini sono molto popolari e apprezzati in Italia e all’estero, si esibiscono in occasioni festive, cerimoniali o patriottiche. Ma esistono molti altri generi di canzoni di montagna, in forma di ninne nanne, filastrocche, preghiere e salmi. Le canzoni più recenti, in forma solistica o in duetto, spesso sono accompagnate da chitarra o fisarmonica, e raccontano storie di vita quotidiana, di amore, nostalgia o ironia.

Se le canzoni alpine si sono sviluppate soprattutto nel Novecento e hanno subito l’influenza della musica popolare italiana e straniera, le ballate alpine invece sono brani narrativi, spesso lunghi e articolati, che raccontano episodi storici, leggendari o fantastici, ambientati nelle Alpi. Queste ballate hanno origini antiche e medievali, e si sono conservate e tramandate grazie alla tradizione orale.

La ricca e variegata espressione della cultura musicale delle Alpi e i canti alpini in tutte le forme sociali, culturali o folcloristiche, continuano a prosperare ancora oggi. Molti musicisti e cantanti locali dedicano passione e conoscenza a preservare e diffondere questa forma d’arte tradizionale, adattandola al mondo contemporaneo. Una fonte di ispirazione e connessione con la natura che continua ad incantare ed ispirare anche chi li ascolta.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.