camminare veloci

Ci sono città dove le persone sono sempre di fretta, tanto che sui marciapiedi sembrano impegnate in gare sfrenate tra lavoro, famiglia e impegni di ogni tipo. I cittadini sono forse un pò stressati ma non tutto il male vien per nuocere: camminare veloci fa bene alla salute.

Camminare veloci fa bene? Secondo uno studio del Boston Medical Center durato 11 anni e partito controllando la salute di 2.400 uomini e donne sani con una età media di 62 anni, chi cammina più lentamente è soggetto a problemi di memoria 1,5 volte maggiori, a lungo andare ha un volume cerebrale più basso e ottiene punteggi inferiori nei test di memoria, linguaggio e capacità decisionali.

Meglio camminare veloci o correre? La camminata può essere anche una valida alternativa al jogging e meno impattante dal punto di vista dello stress fisico ma ugualmente valido per accendere il metabolismo. Per ottimizzare la camminata e anche nel quotidiano basta osservare alcune regole: ad esempio alternare vigorosamente le braccia piegate consente di andare più veloce e bruciare più calorie. Nel tempo libero invece basta usare i bastoncini da nordic walking per consumare il 20% di calorie in più.

Secondo altri studi la velocità di camminata sembra addirittura essere proporzionale in modo lineare all’aspettativa di vita, ma tra un passo e l’altro sarebbe anche il caso di lavorare sulla flessibilità, facendo qualche piccolo movimento con le braccia, magari fermandosi in un parco e fare delle flessioni con le braccia per incrementare la propria forza.

Lo studio infatti, oltre all’importanza del camminare veloci, ha anche scoperto che è importante la forza con cui si stringe un oggetto, specie oltre i 65 anni. Chi è più forte ha un tasso di rischio di di ictus o attacco ischemico transitorio (TIA) inferiore del 42% rispetto a chi ha una debole presa.

Queste scoperte potrebbero anche aiutare nella prevenzione di malattie dell’apparato cardiocircolatorio e delle patologie degenerative: una diminuzione nella velocità di camminata e una presa più debole possono essere una spia precisa di declino fisico e cognitivo.