Sentiero per camminare nei boschi

Non solo un esercizio fisico: camminare nei boschi fa bene al cervello e all’anima. Vagabondare in foreste e boscaglie per rigenerarsi lontano da confusione, rumore e stress: una terapia meravigliosa dai tanti benefici

Non capita tutti i giorni di camminare nei boschi eppure è un esigenza che viene da lontano e offre molti benefici. Dall’autunno alla primavera fino all’inverno, non c’è una stagione giusta o migliore per una passeggiata a piedi. Quando si tratta di percepire l’ambiente naturale come la nostra ‘casa’ bastano coscienza e desiderio di entrare in connessione con la natura e con se stessi.

Camminare nei boschi senza pensieri, sussurrare al vento, parlare e toccare agli alberi, abbandonarsi alla meditazione, cantare. Ognuno ha il proprio modo di dialogare con la natura. I benefici per il cervello e la mente sono provati a livello scientifico, tanto che esistono vere terapie di benessere ‘ecologiche’. Abbracciare un albero può diventare una fonte di energia positiva per superare momenti di stress (silvoterapia). Camminare a piedi nudi sulla terra (barefoot) serve per riconnettersi con la Madre Terra, mentre la circolazione del sangue migliora insieme a dolori muscolari ed articolari.

Camminare nei boschi benefici

Quando camminiamo in un bosco sperimentiamo un contatto più intimo e personalizzato con l’ambiente. Il nostro corpo e il cervello sono direttamente coinvolti e si percepiscono in una dimensione senza tempo capace di amplificare tutti i sensi. Dopo il primo approccio l’armonia e la voglia di dialogo con la natura aumenta e ci si lascia invadere dai profumi e dai colori della stagione. Toccare la corteccia degli alberi, ascoltare il cinguettio degli uccelli e giocare con un sasso diventano le cose più semplici e immediate da farsi, quasi come un bisogno irresistibile.

A piedi dentro un bosco i battiti del cuore rallentano, le tensioni si attenuano e il respiro diventa ampio e regolare. Si entra in sintonia con la natura, inizia un dialogo interiore che allarga i confini della propria identità e porta una serie di benefici scientificamente provati. Inutile negarlo la natura è parte delle nostra vita ed è bene ricordarsene. Non è un caso che proprio in quei Paesi in cui viene a mancare sempre di più il contatto con la natura si registra un aumento di casi di depressione e di instabilità psichica.

Come camminare nei boschi

Nel camminare nei boschi poco importa se si è da soli o in compagnia di una o più persone. Non state facendo uno sport competitivo come il jogging e non state camminando velocemente in città per dimagrire. Per godere appieno dei benefici su cervello e corpo l’importante è non affaticarsi. Bisogna cercare di mantenere il rispetto degli equilibri naturali che regolano la natura con cui si viene a contatto.

L’equilibrio naturale del bosco va rispettato mantenendo il silenzio e la tranquillità per liberare la mente. Proprio per questo il suo ambiente ha ispirato molti artisti, scrittori e musicisti. Lo scrittore Mario Rigoni Stern ad esempio è un profondo conoscitore dei boschi e non perde occasione di esaltare la loro bellezza e virtù. La sua definizione di quelli dell’altopiano di Asiago è semplice ed appropriata: “un paradiso terrestre dove l’uomo può vivere seguendo l’andamento della natura”.

Nei boschi con i bambini

Il silenzio nei boschi è una condizione primaria per farsi ispirare e apprezzare tutti i benefici a tutte le età. Se per gli adulti può essere accettabile, camminare nei boschi con i bambini senza trasformare la gita in una corsa perdifiato potrebbe sembrare una sfida impossibile. Il consiglio per chi ha dei figli e vuole provare questa esperienza fantastica, è prepararli a vivere in sintonia con la natura.

Raccontare storie su animali del bosco divertenti, spiegare l’importanza delle piante con amore e passione. Camminare nei boschi può essere anche una buona occasione per insegnare le giuste regole per la salvaguardia dell’ambiente. A seconda delle stagioni si può giocare a raccogliere castagne, funghi, bacche o mirtilli. A pochi chilometri da casa in Italia tutti hanno un bosco in cui camminare in ogni stagione. Se non siete convinti dei benefici ma volete sognare ad occhi aperti viaggiando con la fantasia, queste immagini delle più belle foreste del mondo faranno il resto.

Vagabondare in autunno

Qual è la stagione migliore per camminare nei boschi? In estate per trovare un pò di refrigerio sotto una pineta, in primavera per ammirare la rinascita della vegetazione, in inverno per ripararsi dalla neve? Leggendo il libro Foliage (Raffaello Cortina Editore) di Duccio Demetrio i dubbi svaniscono: vagabondare in autunno è la cosa migliore. E non solo per ammirare i rossi, gialli, arancione, marrone delle foglie cadute dagli alberi.

Foliage non è solo una passione che si nutre di fotografie o del senso della vista. L’autore del libro ci suggerisce che vagabondare in autunno nei boschi può essere molto di più di una semplice scampagnata. E’ uno stile di vita, una filosofia, una forma d’arte che si nutre di poesia, letteratura e miti. Camminare è quasi una religione che a cominciare dai pellegrini passando dai vagabondanti può appassionare l’uomo moderno che crede nella bellezza di una natura in cui vuoto pienezza e vastità si incontrano.