bowed piano

Siete alla ricerca di un modo originale per fare musica? Non serve la tecnologia. Si chiama Bowed Piano la tecnica per suonare il pianoforte acustico da dentro con fili di nylon, piccoli pezzi di legno ed altri oggetti

Ultimamente quando si parla sperimentazione nell’ambito delle sette note ci si riferisce sempre alla tecnologia o alla musica elettronica. La sfida del futuro sembra riguardare l’intelligenza artificiale e di certo in questo campo gli orizzonti sembrano infiniti. In realtà i musicisti di frontiera che sfidano le logiche dei generi sono sempre esistiti.

Basti pensare a Stockausen e alla sua musica del rumore e ai tanti altri compositori che ne hanno seguito le orme. Insomma è chiaro che per produrre qualcosa di originale mescolando minimalismo, groove, rumori, ritmo e armonie non servono né smartphone né computer. Per una volta si possono dimenticare pure le App. Quello di cui voglio parlarvi è la tecnica del Bowed Piano in cui per giocare con i suoni può bastare un semplice pianoforte acustico, meglio se a coda.

Questo modo un pò particolare di suonare il pianoforte è stato inventato nel 1972 dal pianista e compositore C. Curtis-Smith. Successivamente questa tecnica è stata sviluppata dal compositore americano Stephen Scott che nel 1984 ha pubblicato il disco New Music for Bowed Piano. Questa opera segnò il suo ingresso nel mondo della musica classica contemporanea.

Bowed piano come arte

In realtà in questo caso, più che cercare un genere musicale di riferimento, si tratta di definire un’arte. Perchè sono oltre vent’anni che Stephen Scott, proprio come fosse un pittore, esplora l’interno del pianoforte alla ricerca di nuovi colori. Le performances della sua grande orchestra creano effetti davvero affascinanti. Non solo da ascoltare, ma anche da vedere. Proprio come succede nel caso degli eventi di arte contemporanea.

Visti da lontano i musicisti sembrano un gruppo di chirurghi alle prese con un paziente in sala operatoria. In realtà il paziente è un pianoforte. Questo gruppo di pianisti e musicisti non sta operando, ma suonando con la tecnica del Bowed Piano. Mentre alcuni musicisti pizzicano le corde del pianoforte come fossero quelle di un violino o di una chitarra, c’è chi percuote la struttura del pianoforte, mentre altri ancora sembrano cucire con ago e filo.

Il suono fondamentale della Bowed Piano Ensemble, composta da una decina di elementi, è prodotto da un filo da pesca infilato sotto le corde del piano e tirato da una parte all’altra. Un pò come se si trattasse di suonare un violoncello. Invece per produrre suoni percussivi con il si usa un martelletto di legno avvolto in un crine di cavallo. Ma si usano anche plettri di chitarra, rotoli di nastro magnetico e tutto ciò che la fantasia consente di inventare per ottenere nuove sonorità da utilizzare nelle composizioni. Non ci sono limiti alla fantasia. Non è un caso se molti spunti di questa tecnica sono sempre più utilizzati anche da pianisti jazz.