Chitarra classica da bossanova

La musica brasiliana è un mondo fatto di ritmo, armonie e suoni davvero inconfondibili. Non serve essere esperti di musica per riconoscere solo dopo poche note una canzone di Bossanova, Samba oppure Choro. Cosa concorre a fare di questi generi musicali forme così famose e a distinguerle dalle altre? Lo scopriremo in questo articolo partendo dalle origini fino a parlare di compositori, musicisti, poeti e artisti più famosi.

A rendere inconfondibile la musica brasiliana sono sicuramente le sonorità. L’utilizzo della chitarra e delle percussioni e poi, come è ovvio, la voce e il canto. Voci inconfondibili, a volte malinconiche e intimiste di cantanti in lingua portoghese. Festa, ritmo, danza, baldoria e tristezza e malinconia sono le due facce di una stessa medaglia che comunica emozioni. Se ciò vale in qualsiasi tipo di arte o musica si ascolti, è particolarmente vero per samba, bossanova e choro.

Indice

Choro e musica popolare brasiliana

Non si può parlare di Bossanova e di musica popolare brasiliana senza partire dal Choro, genere nato in Brasile attorno al 1870 e molto suonato fino agli anni Venti del secolo scorso. Vero precursore sia del samba che della bossa, ha influenzato gran parte dei compositori brasiliani dell’ultimo secolo. Se Hector Villa Lobos considerava il choro essenza e anima della musica brasiliana, lo hanno interpretato artisti come Nazareth, Baden Powell o Tom Jobim, per non parlare di Chico Buarque a Toquinho, Paulinho da Viola, Hermete Pascoal e molti altri.

Il choro dopo un modesto declino è stato riscoperto dalle ultime generazioni. La versione moderna è molto flessibile e si presta particolarmente alle improvvisazione, può essere cantato, danzato e offre varie possibilità di performance. Il film di Mika Kaurismäki intitolato Brasileirinho, presentato al festival di Berlino nel 2005, spiega bene come il questo genere sia un mix di musica e vita reale.

Il filo conduttore del film é l’organizzazione di un grande concerto di choro in cui vecchi e giovani possano incontrarsi in uno scambio reciproco di tradizioni, così come è sempre avvenuto in Brasile. Vari artisti ricordano momenti chiave del passato suonando i loro strumenti. Joel Nascimento ricorda il famoso locale degli anni 70 “Suvaco de Cobra”. Zé da Velha afferma che lo choro rappresenta il jazz brasiliano. Silvério Pontes la considera una musica senza età che possono suonare insieme musicisti di 15, 40 e 70 anni.

Storia della Bossanova

La Bossanova è un genere di musica brasiliana ancora più noto del Choro, quasi un marchio di fabbrica che con regolarità scompare dall’attenzione dei media per poi tornare in auge nella discografia mainstream. Chega de Saudade, Insensatez, Garota de Ipanema sono canzoni che da sole definiscono un mondo che con poche poche note può emozionare ancora. Se la musica oggi sembra fatta più di comunicazione e di click piuttosto che di contenuti musicali, il gusto della scoperta rimane.

La storia della Bossanova è un magico incontro tra poesia e musica, fantasia e sogno, emozione e sperimentazione. Una nuova voce che dal Brasile è diventata un linguaggio musicale universale. Dal punto di vista musicale le origini della bossa sono nel samba ed in particolare in uno stile definito samba canção elaborato da Dorival Caymmi e prima ancora da Ernesto Nazareth in alcune composizioni originali.

Il significato di Bossanova in portoghese è “cosa nuova”, “voce nuova”. E in effetti prima dell’uscita nel 1958 del disco Canção do amor demais non si era mai sentito niente di simile. Elizeth Cardoso canta testi di Vinicius de Moraes sulle musiche di Antonio Carlos Jobim. Il disco contiene la canzone “Chega de saudade” e alla chitarra suona un certo João Gilberto. Il modo di cantare é diverso, senza enfasi nè vibrato, minimalista eppure delicato. Così come diversa la scelta del ritmo e del tempo, sempre lento, scandito dalla chitarra di João Gilberto.

La chitarra di João Gilberto

João si era inventato un particolare modo di accompagnare con la chitarra classica, che venne successivamente denominato batida. La mano destra non arpeggiava ma alternava il pollice sui bassi al pizzicare delle corde con le altre dita. Cosa di per sè non rivoluzionaria, la tecnica era già usata dai chitarristi brasiliani. Nuova era la figura ritmica ed ancor più efficace l’effetto “sensuale” che questo modo di suonare offre alle armonizzazioni di sapore jazzistico delle composizioni di Tom Jobim.

Il successo di Chega de saudade fu clamoroso, già nella interpretazione di Elizete Cardoso, ma soprattutto nella successiva versione interpretata con voce soffice, suadente e intimista dallo stesso Gilberto. «Vai minha tristeza… E diz a ela… Que sem ela não pode ser» (Vai, mia tristezza e dille che senza di lei non posso stare). Il disco uscì in agosto e in pochi giorni vendette quindicimila copie. Merito di Alvaro Ramos, direttore vendite della Lojas Assumpção, la catena di negozi di dischi più grande del Brasile, che ascoltato un provino lo impose ai suoi capi: “Questi sono la voce, il ritmo, e l’armonia che Rio de Janeiro e il Brasile vogliono sentire”.

Canzoni Bossanova più famose

Il settantotto giri con “Chega de Saudade” su un lato e “Bim Bom” dall’altro uscì proprio mentre il Brasile di Pelè vinceva la finale dei mondiali di calcio con la Svezia. Ma a vincere in quel caso fu la musica. Nei primi anni ’60 il successo della bossanova di João Gilberto diventa internazionale. Nel 1962 in America esce l’album del sassofonista Stan Getz “Jazz Samba” con il chitarrista Charlie Byrd. Segue Getz / Gilberto che contiene alcune composizioni di Antonio Carlos Jobim diventate “standard” nella musica leggera e nel jazz.

Poi è la volta di “The Girl From Ipanema” cantato dalla moglie di João, Astrud Gilberto, in modo inusualmente semplice, monocorde, forse non perfettamente intonato ma certamente affascinante, tanto da diventare nell’immaginario collettivo il simbolo del sole, delle spiagge dorate e della bellezza delle donne brasiliane. “Desafinado” e cioè “stonato”, “fuori tono” è anche il titolo di un’altra famosissima canzone che cancella ogni dubbio: quando l’imperfezione diventa sogno, è poesia.

E mentre Jobim conquistava l’America di Frank Sinatra e sulle sue armonie improvvisavano Stan Getz e i grandi musicisti jazz, Sergio Endrigo e Ornella Vanoni interpretavano la saudage mischiandola al cantautorato e alla tradizione melodica italiana entrando nel cuore degli italiani.

Le canzoni di Tom Jobim

La bossanova non esisterebbe senza il genio di Antonio Carlos Jobim, considerato non a torto uno dei maggiori compositori, musicisti e interpreti del ‘900. Fu lui, insieme ad un gruppo di poeti, musicisti e artisti ad inventarsi un vero e proprio genere musicale. Sérgio Cabral, classe 1937 e grande firma del giornalismo musicale brasiliano, ne ripercorre la storia in un libro uscito per Casadei Editore.

Cabral fu amico di Jobim, il ‘maestro sovrano’ della musica brasiliana ancora oggi amato in tutto il mondo. In oltre 400 pagine di biografia, a cui segue una dettagliata discografia, c’è narrazione, ma anche dialoghi diretti che l’autore confessa di avere registrato (anche di nascosto) nei suoi incontri con il compositore, schivo e riservato.

Ci sono gli incontri umani, fondamentali per la nascita della bossanova, a cominciare da quello di personaggi come Vinicius de Moraes e João Gilberto di cui vengono riportate delle lettere. Ci sono musica, registrazioni, backstage e concerti. Ma anche la vita bohèmien, il whisky e il privato che si intrecciano con la situazione sociale e politica di una nazione che ha perso le libertà sotto il regime militare.

Vinicius De Moraes

La Bossanova ha avuto tra i grandi protagonisti Vinicius de Moraes, un poeta che si è fatto musico, intellettuale uscito dall’accademia per abbracciare il suo amato popolo e interpretarne i sentimenti profondi. Marcus Vinicius da Cruz de Melo Moraes nacque a Rio De Janeiro il 19 ottobre del 1913. Cominciò presto a scrivere poesie e nell’ambito accademico il successo fu immediato. Ma il vero Vinicius nasce quando scopre e si innamora della sua identità brasiliana, quando inizia a scrivere canzoni, testi e melodie sull’amicizia.

Il vero Vinicius amava la gente, passava intere giornate a chiacchierare, tanto che la sua casa divenne un porto di mare aperto a tutti. Era ingordo di vita, beveva come una spugna («il whisky è il miglior amico dell’uomo», diceva), amava e divinizzava la femminilità tanto da sposarsi ben nove volte. Dissipatore e generoso, incurante dei soldi, viveva per l’amore e per la poesia, ma con una intensità e partecipazione mai distaccata dalla vita e dai suoi piaceri.

Nel fervore in cui nacque la bossanova, musica fortemente intellettuale che però aveva la grazia necessaria per essere amata da tutti, Vinicius lasciò un forte segno anche in Italia, dove visse a lungo. Nel 1937 Ungaretti tradusse in italiano una sua raccolta di poesie fino ad accettare di partecipare con lui a un disco insieme a Toquinho e Sergio Endrigo. In seguito Vinicius lavorò con la Vanoni, con Toquinho, incise canzoni per bambini (L’arca di Noe è la più nota) e con Baden Powell inventò quello che poi fu definito afro-samba. Insomma un uomo senza tregua, che nel corso degli anni non smise mai di scrivere.

Vinicius De Moraes se ne andò a sessantasei anni, il 9 luglio del 1980, lasciando un vuoto incolmabile. Alcuni anni fa è uscito un documentario dedicato alla sua vita intitolato semplicemente ‘Vinicius’. Diretto da Miguel Faria Jr. mostra alcuni dei cantanti più noti del Brasile rieseguire le sue canzoni: Chico Buarque, Caetano Veloso, Gilberto Gil.

Ci sono attori che interpretano i versi delle sue poesie, figli e amici che raccontano la sua vita, ampi pezzi di repertorio (tra cui alcune strepitose immagini della Rio de Janeiro degli anni Trenta), interviste, frammenti di conversazione tra Vinicius e Jobim, i creatori della Bossanova. Tutti a rivivere la appassionante vita di un poeta che riuscì a farsi conoscere e amare da sterminate platee in tutto il mondo, con prodezze insuperabili per raffinatezza e contabilità.

Il successo della Bossanova

La bossanova è una sintesi di forme musicali, armonie, melodie e ritmi che ha conquistato prima di tutto il jazz e i jazzisti, ma poi ha la fortuna e il merito di arrivare ad un pubblico molto più ampio in tutto il mondo, irresistibilmente travolto dalla sua sensualità. Successi a parte, la rivoluzione di Antonio Carlos Jobim e João Gilberto e Vinicius De Moraes fu comunque autentica.

Jobim si inventa armonie e melodie senza tempo grazie ad una preparazione classica e popolare allo stesso tempo; João trova un nuovo modo di suonare la chitarra e di cantare che diverrà marchio di fabbrica. Vinicius scrive testi di una bellezza  e semplicità disarmante. Il prezzo da pagare per il successo della Bossanova e dei suoi protagonisti, furono rapporti complicati con editori, case discografiche, mondo della comunicazione e denaro.

La bossanova come tutti i generi e forme artistiche diventa territorio di conquista da parte di produttori ambiziosi senza i quali comunque non sarebbe mai divenuta così popolare. Per quanto concerne il suo rapporto con gli editori Jobim amava affermare “In Brasile ci sono gli apprendisti stregoni, a New York gli stregoni”. Non aveva torto. I diritti di Garota de Ipanema – canzone tra le più eseguite al mondo – furono ceduti dal compositore per 28 anni ad un editore che ne detiene ancora oggi i diritti. Una piccola clausola sul contratto, insertita a sua insaputa, infatti ne raddoppiava il periodo.