Chitarra classica da bossanova

Le origini di choro, samba, bossanova e la storia dei più grandi artisti della musica brasiliana: Carlos Jobim, Vinicius De Moraes e Joao Gilberto. La bossa è un genere famoso in tutto il mondo, inconfondibile da ascoltare

La Bossanova è qualcosa di più di un genere musicale, un marchio di fabbrica che con regolarità scompare dall’attenzione dei media per poi tornare di nuovo in auge nella discografia mainstream. Anche se la musica ultimamente sembra fatta più di comunicazione e di click piuttosto che di contenuti musicali, qualcuno potrebbe ancora avere il gusto della scoperta. Chega de Saudade, Insensatez, Garota de Ipanema. Talvolta basta il suono delle parole per definire un genere e poche note per emozionarsi anche se non si conoscono i fatti.

Quando si parla di musica brasiliana si apre un mondo fatto di ritmo, armonie e suoni davvero inconfondibili. Non serve essere esperti per ascoltare una canzone e affermare con certezza si tratti di Bossanova, Samba oppure di Choro. Cosa concorre a fare di questo genere musicale una forma così famosa? In questo articolo parleremo dei protagonisti più famosi e dei maggiori compositori, musicisti e interpreti del ‘900, che insieme ad un gruppo di poeti si sono inventati un vero e proprio genere musicale.

Cosa contraddistingue la musica brasiliana? Sicuramente le sonorità, l’utilizzo della chitarra e delle percussioni e poi, come è ovvio, la voce e il canto: inconfondibile, a volte malinconico, spesso intimista dei cantanti in lingua portoghese. Festa, ritmo, danza, baldoria e tristezza e malinconia sono le due facce della stessa medaglia che serve a comunicare emozioni: che poi è anche ciò che importa in qualsiasi tipo di musica si ascolti. In questa breve guida della musica brasiliana partiamo dal choro, genere sicuramente meno conosciuto del samba o della bossanova, ma che è alle loro origini.

Choro precursore della Bossanova

Nato in Brasile attorno al 1870, il Choro è stato la forma musicale più popolare del Brasile fino agli anni Venti del secolo scorso, precursore sia del samba che della bossanova. Non dimentichiamo che gran parte dei compositori brasiliani dell’ultimo secolo ne sono stati influenzati. Tra gli altri si cimentarono Hector Villa Lobos, secondo il quale il choro è l’essenza e l’anima della musica brasiliana, fino a Nazareth, Baden Powell o Tom Jobim, per non parlare di Chico Buarque a Toquinho, Paulinho da Viola, Hermete Pascoal e molti altri.

C’è un film di Mika Kaurismäki intitolato Brasileirinho, presentato al festival di Berlino nel 2005, in cui si capisce come musica e vita reale si mescolano, dai piccoli bar alle birrerie, alle concert-halls. Si entra persino nelle case dei grandi interpreti che si ritrovano a suonare tutti insieme, appassionatamente. Il filo conduttore del film è il desiderio, da parte del trio, di creare un grande concerto di choro dove la tradizione dei vecchi si mescola ai più giovani, in uno scambio reciproco così come è avvenuto ed avviene tutt’ora in Brasile.

A questo scopo vengono visitati ed intervistati vari artisti che ricordano momenti chiave del passato e suonano i loro strumenti. Tra gli altri, Joel Nascimento che ricorda il famoso locale degli anni 70 “Suvaco de Cobra”. Zé da Velha il quale afferma che lo choro rappresenta il jazz brasiliano. Silvério Pontes che la considera una musica senza età perché possono trovarsi a eseguirla insieme musicisti di 15, 40 e 70 anni. Yamandù Costa, straordinario compositore e virtuoso della chitarra a sette corde, che mescola choro e musica jazz.

Tra incontri, rievocazioni, giornate di svago, scorre un intero repertorio di musiche composte da Tom Jobin, Vinicius De Moraes, Baden Powell, Otavio Dias Moreno e Pixinguinha, per un film davvero coinvolgente. Il choro dopo un modesto declino è stato riscoperto dalle ultime generazioni. La versione moderna è molto flessibile e si presta particolarmente alle improvvisazione, può essere cantato, danzato e offre varie possibilità di performance.

Storia della Bossanova

La storia della Bossanova è quella di un magico incontro tra poesia e musica, fantasia e sogno, emozione e sperimentazione. Una nuova voce che dal Brasile è diventata linguaggio musicale universale. Dal punto di vista musicale le origini della bossa sono nel samba di una particolare stile detto samba canção elaborato da Dorival Caymmi e prima ancora da Ernesto Nazareth in alcune composizioni originali.

Il significato di Bossanova in portoghese è “cosa nuova”, “voce nuova”. E in effetti prima dell’uscita nel 1958 del disco “Canção do amor demais“, nell’aria non si era mai sentito niente di simile. Un disco della cantante Elizeth Cardoso con le musiche di Antonio Carlos Jobim e i testi di Vinicius de Moraes. Conteneva la canzone “Chega de saudade” e alla chitarra suonava un certo João Gilberto. Ma era il modo di cantare a essere diverso in questo nuovo disco: senza enfasi nè vibrato, minimalista eppure delicato. Così come diversa era la scelta del ritmo e del tempo, sempre lento, scandito dalla chitarra di João Gilberto.

La chitarra di João Gilberto

João si era inventato un particolare modo di accompagnare con la chitarra classica, che venne successivamente denominato batida. La mano destra non arpeggiava, ma alternava il pollice sui bassi al pizzicare delle corde con le altre dita. Cosa di per sè non rivoluzionaria, la tecnica era già usata dai chitarristi brasiliani, ma nuova in questo caso era la figura ritmica ed ancor più efficace l’effetto “sensuale” che questo modo di suonare dava alle armonizzazioni di sapore jazzistico delle composizioni di Tom Jobim.

«Vai minha tristeza… E diz a ela… Que sem ela não pode ser» (Vai, mia tristezza e dille che senza di lei non posso stare). Il successo di Chega de saudade fu clamoroso, già nella interpretazione di Elizete Cardoso ma soprattutto nella successiva versione interpretata con voce soffice, suadente e intimista dallo stesso Gilberto. Il disco uscirà ad agosto e in pochi giorni venderà quindicimila copie. Merito di Alvaro Ramos, direttore vendite della Lojas Assumpção, la catena di negozi di dischi più grande del Brasile, che ascoltò un provino del pezzo e la impose ai suoi capi: “Questi sono la voce, il ritmo, e l’armonia che Rio de Janeiro e il Brasile vogliono sentire”.

Le canzoni di Tom Jobim

Antonio Carlos Jobim è uno dei maggiori compositori, musicisti e interpreti di bossanova e del ‘900, capace di inventarsi insieme ad un gruppo di poeti, musicisti e artisti, un vero e proprio genere musicale. C’è un libro di Sérgio Cabral, classe 1937, uno dei grandi del giornalismo musicale brasiliano, che ne ripercorre la storia (CasadeiLibri Editore), avendo avuto modo di frequentare e diventare amico di Jobim, il ‘maestro sovrano’ della musica brasiliana ancora oggi amato in tutto il mondo.

In oltre 400 pagine di biografia, a cui segue una dettagliata discografia, c’è narrazione, ma anche dialoghi diretti che l’autore confessa di avere registrato anche di nascosto nei suoi incontri con Jobim, schivo alle interviste. Ci sono gli incontri, fondamentali per la nascita della bossanova, a cominciare da personaggi come Vinicius de Moraes e João Gilberto di cui vengono riportate delle lettere. C’è la musica, le registrazioni e i backstage dei concerti; c’è la vita bohèmien, il whisky e i momenti di vita privata, che si intrecciano con la vita sociale e politica una nazione che ha perso le libertà sotto il regime militare.

Canzoni di Bossanova più famose

Il settantotto giri con “Chega de Saudade” su un lato e “Bim Bom” dall’altro uscì proprio mentre il Brasile di Pelè vinceva la finale dei mondiali di calcio con la Svezia. Ma a vincere in quel caso fu la musica. Nei primi anni ’60 il successo della bossanova di João Gilberto diventa internazionale. Nel 1962 in America esce il disco del sassofonista Stan Getz “Jazz Samba” con il chitarrista Charlie Byrd. Segue l’album Getz / Gilberto che contiene alcune composizioni di Antonio Carlos Jobim diventate “standard” nella musica leggera e nel jazz.

Il disco contiene il brano “The Girl From Ipanema” cantato dalla moglie di João, Astrud Gilberto, in modo inusualmente semplice, monocorde, forse non perfettamente intonato ma certamente affascinante, tanto da diventare nell’immaginario collettivo il simbolo del sole, delle spiagge dorate e della bellezza delle donne brasiliane. “Desafinado” e cioè “stonato”, “fuori tono” è anche il titolo di un’altra famosissima canzone che cancella ogni dubbio: quando l’imperfezione diventa sogno, è poesia. E mentre Jobim conquistava l’America di Frank Sinatra e sulle sue armonie improvvisavano Stan Getz e i grandi musicisti jazz, Sergio Endrigo e Ornella Vanoni interpretavano la saudage mischiandola al cantautorato e alla tradizione melodica italiana entrando nel cuore degli italiani.

Il successo della Bossanova

La bossanova è una sintesi di forme musicali e ritmi che conquista subito anche il jazz e i jazzisti, ma ha la fortuna e il merito di arrivare ad un pubblico molto più ampio che viene irresistibilmente travolto dalla sua sensualità in tutto il mondo. La rivoluzione di Antonio Carlos Jobim e João Gilberto fu comunque autentica: il primo si inventa armonie e melodie senza tempo grazie ad una preparazione classica e popolare allo stesso tempo, il secondo trova un nuovo modo di suonare la chitarra e di cantare che diverrà marchio di fabbrica.

Il prezzo da pagare per il successo della Bossanova e dei suoi protagonisti, furono rapporti complicati con editori, case discografiche e con il mondo della comunicazione, senza i quali comunque la bossanova non sarebbe mai esistita. Per quanto concerne il suo rapporto con gli editori Jobim amava affermare “In Brasile c’erano gli apprendisti stregoni, a New York gli stregoni”. Basti pensare che i diritti d’autore di Garota de Ipanema – canzone tra le più eseguite nel mondo – furono ceduti dal compositore per 28 anni ad un editore che ne detiene ancora oggi i diritti, dato che una piccola clausola sul contratto, insertita a sua insaputa, ne raddoppiava quel periodo.

Vinicius De Moraes

La Bossanova ha avuto tra i grandi protagonisti Vinicius de Moraes, un poeta che si è fatto musico, un intellettuale che è uscito dall’accademia per abbracciare il suo amato popolo e interpretarne i sentimenti profondi. Marcus Vinicius da Cruz de Melo Moraes nacque a Rio De Janeiro il 19 ottobre del 1913. Cominciò presto a scrivere poesie e nell’ambito accademico il successo fu immediato. Ma il vero Vinicius nasce quando scopre e si innamora della sua identità brasiliana, quando inizia a scrivere canzoni, testi e melodie sull’amicizia.

Il vero Vinicius amava la gente, passava intere giornate a chiacchierare tanto che la sua casa divenne un porto di mare aperto a tutti. Era ingordo di vita, beveva come una spugna («il whisky è il miglior amico dell’uomo», diceva), amava e divinizzava la femminilità tanto che si è sposato ben nove volte. Dissipatore e generoso, incurante dei soldi, viveva per l’amore e per la poesia, ma con quell’intensità e quella partecipazione mai distaccata dalla vita e dai suoi piaceri.

Nel fervore in cui nacque la bossanova, musica fortemente intellettuale che però aveva la grazia necessaria per essere amata da tutti, Vinicius ha lasciato un forte segno anche in Italia, dove ha vissuto a lungo. Nel 1937 Ungaretti traduce in italiano una sua raccolta di poesie fino ad accettare di partecipare con lui a un disco insieme a Toquinho e Sergio Endrigo. In seguito Vinicius lavora con la Vanoni, con Toquinho, incide canzoni per bambini (L’arca di Noe è la più nota), con Baden Powell inventa quello che poi fu definito afro-samba. Insomma senza tregua, nel corso degli anni non ha mai smesso di scrivere. Muore a sessantasei anni, il 9 luglio del 1980, lasciando un vuoto incolmabile.

Alcuni anni fa è uscito un documentario dedicato alla vita di Vinicius De Moraes, intitolato semplicemente ‘Vinicius’, diretto da Miguel Faria Jr., oggi disponibile anche in dvd. Si vedono alcuni dei cantanti più noti del Brasile rieseguire le sue canzoni: Chico Buarque, Caetano Veloso, Gilberto Gil. Poi ci sono gli attori che interpretano i versi delle sue poesie, figli e amici che raccontano la sua vita, ampi pezzi di repertorio (tra cui alcune strepitose immagini della Rio de Janeiro degli anni Trenta), interviste, frammenti di conversazione tra Vinicius e Jobim, i creatori della Bossanova. Tutti a rivivere la appassionante vita di un poeta che è riuscito a farsi conoscere e amare da sterminate platee in tutto il mondo, con prodezze insuperabili per raffinatezza e contabilità.