Cinquecentomila persone di ogni età e provenienza hanno partecipato nei giorni scorsi nella capitale Etiope di Addis Abeba, ad ‘Africa Unite’, manifestazione culturale per la commemorazione di Bob Marley.

Per festeggiare il suo mito sono stati proposti una serie di eventi (concerti, films festival, gala, seminari) culminati in un grande concerto con 200.000 persone a Meskel Square al quale hanno partecipato tra gli altri Quincy Jones, Baaba Maai, Youssou N’Dour, Babaa Maal, il soul-rapper americano Shaggy e India Arie. Tutto è avvenuto nel culto della religione di cui Bob Marley era seguace, la religione rastafariana, che ha tra i suoi riti quello ben noto del fumare (per elevare e rendere lo spirito piu’ libero) e come leader spirituale e Dio in terra l’ultimo imperatore etiopico, il Negus Haile’ Salassie’.

Lo scopo della manifestazione era benefico: parte degli incassi sono stati destinati alla costruzione di un museo storico alla memoria dell’imperatore. Il resto dei fondi raccolti andranno alla costruzione di un centro giovanile a Addis Abeba e alle vittime somale dello tsunami. Non sono poi da trascurare i benefici che queste iniziative porteranno allo sviluppo del turismo in tutta la regione. Nelle prossime settimane sono previste cerimonie più intime anche a Shashemene, città a 250 chilometri a sud della capitale. Un luogo simbolo (fu donato da Haile’ Salassie’ ai rastafariani che vi svilupparono una importante comunità) e dove Bob Marley si recò nel 1979, due anni prima della scomparsa.