bob dylan

Si intitola Chronicles il primo dei tre volumi di memorie scritti da Bob Dylan. Un libro che alla sua uscita negli USA ha conquistato le prime pagine dei giornali mondiali: mai prima di allora il poeta musicista aveva parlato della sua storia privata.

In America l’autobiografia di Dylan ha già riscosso un notevole consenso di pubblico e critica, tanto che il New York Times lo ha inserito tra i dieci migliori libri usciti nel 2004. In Italia forse nessuno salterà sulla sedia, ma visto che tutti prima o poi si sono sentiti un pò poeti nel suonare o cantare la sua “Blowing in the wind”, chi lo leggerà forse riuscirà a capire a cosa fu dovuta tanta grazia.

Non importa se qualcuno rimarrà un pò deluso nel sapere che mentre Bob Dylan era l’icona capace di rappresentare le coscienze di una generazione, in realtà dentro di sè il musicista sognasse “un lavoro regolare dalle nove alle cinque”. E anche l’episodio di quando diventò protagonista di uno spot di una casa di biancheria intima femminile non ci aiuterà a fare chiarezza. Perchè più che fugare i dubbi di nostre improvvisate vene artistiche, l’autobiografia ci farà scoprire protagonisti, energie e contraddizioni di tutto il periodo storico degli anni ’60 e ad esplorare i temi poetici, musicali, religiosi, politici e morali che animano la sua complessa produzione artistica.