tribute band

Le tribute band riscuotono sempre grande successo in tutto il mondo, dall’Italia fino in America. Perchè piacciono tanto i gruppi che suonano cover cercando di imitare in tutto e per tutto le band più famose della storia del pop?

In ogni parte del monto è tutto un fiorire di band dai nomi improbabili che replicano gruppi famosi. Sting o Stung? Led Zeppeling o Led Zepplica? Chi ne ha più ne metta. Ma anche in Italia esistono centinaia di tribute band dedicate ad artisti famosi italiani come Vasco Rossi, Ligabue o Laura Pausini o ai gruppi internazionali che hanno fatto la storia del pop.

Se è vero che di musica dal vivo nei locali italiani se ne sente pochina, c’è un mondo di musicisti che non hanno difficoltà a suonare ogni fine settimana. Locali, pub, sagre, feste di paese sono ben felici di ospitare tribute band di ogni genere, che comunque e indipendentemente dalla loro qualità assicurano un forte richiamo di pubblico. Il problema d’altronde non è solo musicale. Chi suona questo genere spesso deve assomigliare in tutto e per tutto all’originale e procurarsi vestiti vintage e strumenti di personaggi e band famose, che ovviamente possono essere molto costosi.

Inutile dire che su internet esistono oramai decine di siti internazionali specializzati in tribute band come tributecity o tributebands. Sono vere e proprie community online in cui i musicisti possono ispirarsi e gli appassionati trovare nomi e date delle band e dei loro concerti. Ma basta una semplice ricerca su Google o Facebook per capire come il fenomeno sia molto diffuso anche in Italia. L’arte della cover e di chi vuole rendere omaggio ai propri idoli sembra in costante aumento.

Tribute band italiane famose

Non è detto che le tribute band italiane si ispirino solo ad artisti italiani famosi. Ad esempio gruppi come i fiorentini Killerqueen hanno un seguito di pubblico da fare invidia a personaggi molto più quotati a livello discografico. Per non parlare degli Achtungbabies, musicisti romani che ispirandosi agli U2 sono arrivati a collaborare perfino con il Fan Club ufficiale della band di Bono e anche con l’etichetta discografica Universal. Il loro tour in tutti i paesi europei è degno di un gruppo di successo.

In questo e in molti altri casi stiamo parlando evidentemente di musicisti professionisti che a volte scelgono di suonare cover per guadagnare abbastanza da potere sviluppare progetti originali. Ma non è solo questione di soldi. Ci sono band che riportano in vita personaggi o gruppi sciolti o scomparsi, come ad esempio i Doors o i Pink Floyd e ovviamente i Beatles. Certo non si tratta solo di copiare le star originali, ma di proporre uno spettacolo convincente a 360°. E ciò di per sè per qualcuno è già un’arte rispettabilissima.

Arte delle cover o brutte copie?

Perchè quando si parla di tribute band ovviamente non tutti sono d’accordo nel dare una valenza artistica al fenomeno. C’è chi in questa smania di suonare canzoni di altri vede solo l’effetto di un impoverimento musicale generalizzato. Il risultato della mancanza di nuove idee o opportunità per i giovani talenti. Un pò come dire che se non nascono nuovi Beatles o Rolling Stones, e i concerti degli U2 non ci sono tutti i giorni, tocca rivolgersi a gruppi che comunque sembrano regalare forti emozioni, o almeno le stesse musiche.

Certo dal punto di vista dell’originalità questo genere non eccelle, ma per il pubblico e gli stessi musicisti non sembra essere un fastidio. Anzi, non è proprio un problema. Casomai suonare canzoni famose può essere un motivo di orgoglio, o più spesso l’attenzione è rivolta semplicemente altrove. Ad esempio ci sono cover band che curano l’aspetto musicale in modo quasi ossessivo. E non è detto che da un punto di vista musicale risultino meglio degli originali.

Dove non arrivano le capacità musicali o vocali, ci sono band che si focalizzano su vestiti e strumenti che devono necessariamente essere il più possibile simili a quelli utilizzati dai propri beniamini. In entrambi i casi alla fine il risultato è lo stesso. Suonare certe canzoni su un palco e vedere il pubblico partecipare fa sentire come vere star. Magari capita anche di essere scambiati per gli originali. Il successo è assicurato.