memorabilia musicisti

Perchè tanta passione per le memorabilia? Le cose appartenute agli artisti famosi esistenti o passati a miglior vita non si limitano ad essere esposte in mostre. C’è un fiorente mercato di vestiti, accessori, capelli e altre reliquie che per i fans si trasformano in veri e propri oggetti di culto

Si chiamano memorabilia tutti quegli oggetti appartenuti a cantanti e artisti famosi. Ce n’è per tutti i gusti: guanti, giacche cappelli, chitarre, occhiali, vestiti, autografi, foto. Il mercato dei fans che si scambiano feticci di idoli musicali e non è molto ampio e in continua espansione.

Il fenomeno dei memorabilia non può che far riflettere. Se l’ultraterreno sembra un pò in crisi, in realtà le persone sembrano essere sempre più in cerca di miti. Lo scambio di oggetti molto terreni infatti non riguarda solo la musica, ma si estende a qualsiasi settore dello spettacolo dove imperversano i personaggi famosi. Basti pensare allo sport, dove oltre alla mania per i propri idoli, c’è chi spende fior di quattrini per entrare in possesso della maglietta sudata o la scarpetta da calcio appartenuta a chissà quale giocatore.

Memorabilia nella musica

E se per una radiografia toracica di Marilyn Monroe nel 1954 un fans ha speso 45 mila dollari, nella musica ci sono esempi di memorabilia al limite della follia. Per un guanto usato da Michael Jackson un imprenditore di Honk Kong ha sborsato 350 mila dollari più spese, per un totale di 420 mila dollari. Mentre per 225 mila dollari è stata battuta una giaccha del famoso cantante. Nel 2012 c’è chi ha speso addirittura quasi 100 mila dollari per un toast sbocconcellato da Niall, il cantante degli One Direction.

Il desiderio di possedere oggetti di personaggi famosi ha a che vedere con il bisogno di credere in qualcosa. E’ un comportamento sociale che va oltre la semplice memorabilia dei tempi moderni. La differenza è che i capelli di Lucrezia Borgia sono conservati nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, mentre i ciuffi di Elvis Presley vengono battuti alle aste online per 15mila dollari. E se nel Museo Teatrale della Scala di Milano c’è il calco in gesso delle mani del direttore d’orchestra Arturo Toscanini, morto nel 1957, nel 2004 Christie’s ha battuto all’asta una chitarra di Hendrix a 575mila dollari.

Venerazione di reliquie e capelli

Gli oggetti di culto da venerare sono da sempre esistiti sia in ambito religioso che laico e non solo per i Santi del Cristianesimo. Nell’antica tradizione polacca si arrivava a conservare il cuore di personaggi insigni (re, poeti, musicisti) in luoghi adibiti alla venerazione. Questa sorte è ad esempio toccata al poeta Adam Mickiewicz, o al pianista Chopin.

Stesso discorso riguarda i capelli. Da sempre e ovunque nel mondo c’è l’usanza di conservare ciocche di capelli per ricordare le persone care. Ma nella modernità virtuale dominata dai social il valore non sembra essere solo affettivo. Sulle aste di siti specializzati si battono a ritmo vertiginoso ciocche di capelli autentiche sottratte chissà in che modo da chissà quale parrucchiere. Elvis Presley, John Lennon, George Harrison, Ringo Star non se lo potevano immaginare. Ma per i loro capelli caduti sul pavimento e destinati alla spazzatura gli appassionati ci spendono lo stipendio.