primavera botticelli bach

Oggi è il primo giorno di primavera. Sbocciano i fiori ma anche le note. In questo data di marzo nel 1685 è nato Johann Sebastian Bach e da allora il significato della parola musica non è più stato lo stesso

In primavera la natura si risveglia e i fiori cominciano a sbocciare. Bello. Ma il 20 marzo oltre a rappresentare il fenomeno astrologico dell’equinozio, probabilmente è anche un inizio di tutto ciò che è armonia e melodia come lo intendiamo oggi. Non solo per la musica classica ma anche per la musica popolare, passando dal jazz fino al pop. In questa data si festeggia infatti la nascita di Johann Sebastian Bach, uno dei compositori più importanti della storia della musica.

Tutti conosciamo l’importanza della musica. Se dovessimo cercare qualcuno da ringraziare per tutto il ben di Dio di note ed emozioni che accompagnano la nostra vita, probabilmente questo qualcuno sarebbe proprio Johann Sebastian Bach. Eppure di certo non tutti conoscono il suo nome e ben pochi saprebbero riconoscere la sua musica. Se qualcuno facesse ascoltare musica di Bach a persone prese a caso in strada, la maggioranza verosimilmente la riterrebbe musica noiosa. Tocca farsene una ragione. Le colpe sono da distribuire tra politica, classe dirigente, gestione della cultura e assenza di istruzione musicale.

Però se per una volta vogliamo ispirarci al meglio e non al peggio, l’unico modo per essere davvero rivoluzionari è cercare di capire perché Bach è da ascoltare indipendentemente da tutto e da tutti.

La musica ai tempi di Bach

Tra ‘600 e ‘700 in Germania non c’era Spotify ma di musica se ne faceva e ascoltava molta. Lutero con la sua riforma che introduceva canti religiosi e corali accompagnati dall’organo in grado di guidare i fedeli. I concerti serali che andavano oltre le cerimonie religiose. L’organista di chiesa o di corte con i regnanti più illuminati erano smaniosi di ostentare complessi musicali, formare bravi musicisti di corte.

C’erano tante associazioni private in ambito universitario che svolgevano attività musicale con studenti musicisti e virtuosi pronti a sfidarsi. Inoltre anche per il popolo e tra i cittadini di ogni censo, era diffusa l’abitudine di suonare a compleanni feste e battesimi. Fare musica era insomma una cosa bella, viva, importante anche da un punto di vista sociale e perfino economico.

Chi era Johann Sebastian Bach

Anche se non esisteva ancora X Factor (!), chi aveva voglia di suonare e ne dimostrava le capacità, aveva insomma a disposizione un terreno fertile in cui mettersi alla prova e sviluppare il proprio talento. Bach seppe sfruttare le occasioni che gli si presentarono molto bene, stimolato anche dalla famiglia. Padre, zii, cugini e fratelli erano tutti musicisti e lui non fu da meno.

Cominció con il canto ma poi si dedicó a clavicembalo, violino, viola e organo. Come organista trovò il primo vero lavoro nella città di Arnstadt. In quasi 60 anni di carriera Bach ha suonato e scritto musica sacra, da camera e musica per imparare scritta per i suoi studenti. Alla fine ci ha lasciato un gran numero di opere straordinariamente originali, virtuosistiche, geniali, malinconiche, equilibrate, tendenti all’improvvisazione, disciplinate ricreative. Si chiama arte: apriamo le finestre alla primavera e facciamola entrare.