violini stradivari

Il suono dei violini Stradivari è sempre stato considerato ineguagliabile. Ma se i violini moderni costruiti con le ultime tecnologie suonassero ancora meglio? Ecco i risultati sorprendenti di una serie di test su musicisti e pubblico

Sono secoli che liutai e scienziati di tutto il mondo spendono il loro tempo per scoprire il segreto del suono dei violini Stradivari. Da sempre questi strumenti vengono considerati come i migliori violini al mondo. Ma oggi ultimissime tecnologie e nuovi materiali sono sempre più utilizzati anche nella costruzione di strumenti musicali. E se alla fine gli strumenti moderni fossero addirittura migliori di quelli antichi?

Ci hanno sempre detto che il suono dei violini Stradivari è ineguagliabile per intensità e grazia. Negli ultimi anni sono state svolte innumerevoli ricerche per riuscire a riprodurlo combinando scienza, tecnologia, fisica e chimica. Ogni volta c’era qualcuno che annunciava la scoperta di una ricetta magica. Sembra però che mai nessuno si fosse posto l’unica domanda ovvia. Tra violini Stradivari antichi e strumenti moderni chi suona meglio? Perchè il dubbio sarebbe stato lecito. Possibile che le attuali tecnologie nel campo della fisica acustica non possano riprodurre e realizzare un violino con un suono altrettanto bello, o forse addirittura migliore rispetto a un violino costruito nel 1600?

Test con violinisti bendati

La domanda se l’è posta qualche anno fa Claudia Fritz, ingegnere acuistico che insegna all’Università di Parigi. Insieme al liutaio americano Joseph Curtin, non senza un pò di malizia organizzò una prova bendata. Un pò come quando al vino si copre l’etichetta, facendo degustare ai cosiddetti ‘intenditori’ vini pregiati e non. Scoprendo che alcuni sommelier scartano bottiglie costose e pregiate trovando ‘sfumature di nocciola acerba’ e ‘sentori’ di mirtillo nel vino del supermercato da 3 euro.

Qui invece ad essere bendati erano 21 violinisti professionisti a cui vennero fatti suonare 6 violini, 3 antichi e 3 moderni. Tra essi c’erano due Stradivari e Guarneri dal costo complessivo di 10 milioni di euro ed altri da qualche migliaio di euro. Non ci crederete, i violinisti trovarono migliori i violini più economici recenti. Solo 8 maestri su 21, quindi il 38% dei musicisti si sarebbe portato a casa uno Stradivari. Ma non quello più prezioso, scartato da tutti e valutato come uno dei peggiori strumenti suonati nella prova. Tutti gli altri maestri scelsero strumenti moderni. Uno era stato costruito solo poche settimane prima del test.

Test con pubblico bendato

Un’altra sfida tra violini Stradivari e moderni è stata recentemente pubblicata sulla rivista scientifica statunitense Pnas. In questo caso la prova è stata fatta bendando gli ascoltatori in due sale di concerto a New York e Parigi. La prima sala da 860 posti ha coinvolto 82 ascoltatori, mentre in quella di Parigi, da 300 posti, c’erano 55 ascoltatori.

I violini Stradivari e moderni sono stati fatti suonare dietro a uno schermo da violinisti bendati. Nel repertorio c’erano pezzi solisti e con orchestra. Successivamente è stato chiesto al pubblico quale suono preferisse. I risultati sono inequivocabili. Esecutori e ascoltatori bendati sono stati in grado di distinguere perfettamente tra le due tipologie di strumenti, ma il suono dei violini moderni è stato preferito a quello degli antichi Stradivari.

Solo questione di suono?

Cosa dimostrano queste prove Ovviamente questi risultati ogni volta lasciano dietro di sè un mare di polemiche. Già nel 2012 i liutai di Cremona dissero che la prova non era attendibile, ma frutto dell’invidia francese di un primato ancora tutto italiano. Intervistato sull’argomento, Salvatore Accardo, uno dei massimi violinisti italiani, oggi sostiene che non ci sia più la cultura della qualità del suono. E se i giovani preferiscono il digitale anche se suona male, la stessa sorte capita agli appassionati di musica classica nelle sale da concerto.

Ma siamo sicuri che il problema sia solo musicale e che riguardi davvero il suono? Perchè di questi argomenti si interessano anche gli esperti di neuromarketing. Quelli che analizzano i bisogni dei consumatori per assecondare le loro esigenze. Sostituite la parola ‘consumatori’ con ‘ascoltatori’ e scoprirete che l’aspettativa spesso sostituisce la realtà. Insomma, se non fossero stati bendati, violinisti e pubblico avrebbero risposto certamente in modo diverso. Il povero Antonio Stradivari nel 1600 non poteva saperlo. Ma il suo mito, oltre 400 anni dopo, avrebbe dovuto fare i conti non solo con la tecnologia, ma anche con l’emotività consumistica.