ragazza in bicicletta

La passione della bicicletta è in piena espansione anche in Italia. Sempre più persone pedalano nelle città tutti i giorni per evitare il traffico o nei fine settimana per rilassarsi, fare sport o tenersi in forma. Ma andare in bici, oltre a fare bene e a rendere le città migliori e più vivibili, è uno stile di vita che esalta il piacere della scoperta e della lentezza, con profonde ricadute culturali, sociali ed economiche.

Se sempre più persone vanno in bicicletta e cresce il ciclismo urbano, cresce l’economia, aprono nuovi negozi di biciclette, aumentano le piste ciclabili e nascono nuovi servizi di bike sharing e fiere per appassionati. Cambiare l’idea di mobilità delle grandi città è un tema fondamentale del futuro e che riguarda sempre più da vicino la qualità della vita delle persone, non solo la qualità dell’aria.

Indice

Uso bicicletta in Italia

Complice la voglia di stare all’aria aperta scatenata dalla pandemia e una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità, la bicicletta è uscita dalle cantine e da mezzo messo ai margini dalla circolazione automobilistica, ha ritrovato negli ultimi anni un nuova dimensione. In Italia non siamo a livelli dei paesi del nord Europa, ma stiamo facendo notevoli passi in avanti. Usano la bicicletta tutti i giorni il 6% degli italiani, contro una media europea dell’8%, facendo i conti con problemi di traffico, furti e incidenti.

Quasi un milione di italiani vanno al lavoro in bici e il loro numero aumenta ogni anno del 2,3%. I problemi per chi utilizza tutti i giorni la bicicletta non mancano e specie nelle grandi città le infrastrutture per gestire la mobilità su due ruote sono ancora scarse. Malgrado le piste ciclabili siano aumentate del 50% negli ultimi 10 anni, in Italia non esiste una visione d’insieme e una cultura fatta di rispetto tra automobilisti, pedoni e ciclisti, spesso accusati di essere indisciplinati.

Secondo le ultime stime in Italia sono in particolar modo i 50-60 enni a pedalare a livello più o meno competitivo su bici da corsa nei fine settimana e non solo. Rappresentano il 37% dei ciclisti appassionati, seguiti da 41-50 enni (22%), dai 31-40 anne (16%) e dai più giovani che fino ai 30 anni rappresentano il 17% dei ciclisti sportivi. Ma non è certo solo la competizione ad affascinare le persone che si muovono su due ruote.

Bicicletta come stile di vita

La bicicletta fa risparmiare tempo e denaro e secondo i calcoli lasciando l’auto nel box e recandosi al lavoro in bici un lavoratore risparmia dal 16% al 20% dello stipendio all’anno. Ma oltre ai benefici su economia ed ambiente e a creare una nuova coscienza ecologica, pedalare è un vero e proprio stile di vita, prolungamento dell’uomo libero e modo di essere con profondi risvolti a livello sociale e culturale.

Lo spiega molto bene il libro “A ruota libera – antropologia sentimentale della bicicletta” di David le Breton (Cortina Editore), sociologo e antropologo che insegna all’Università di Strasburgo. Da essere arma, come ai tempi della resistenza, fino a diventare mezzo democratico per i lavoratori o rappresentazione di forza per gli sportivi, si comincia a viaggiare su due ruote da bambini e non si smette da anziani, in un intreccio di muscoli, meccanica, sudore, immersi tra paesaggi, natura e odori che fanno vivere il tempo e lo spazio in un modo più autentico.

La bicicletta fa bene anche all’immagine delle persone e crea identità, tanto che da semplice mezzo di trasporto si è trasformata in un vero status symbol con quell’aria un po’ trendy e modaiola alimentata dalle ultime novità tecnologiche delle bici elettriche. Come ogni buon accessorio di moda, ogni bici può essere creata e personalizzata su misura. Cambiano colori e stile tra forma di telaio, sellino, manubri e pedali. Le due ruote firmate possono diventare capolavori ingegneristici pronti a sfilare nelle più importanti manifestazioni di design.

Benefici bicicletta per la salute

Pedalare rimane comunque e soprattutto una questione di benessere e fa rimanere giovani. Perchè la bicicletta fa bene? Non è solo una questione di traffico, inquinamento o qualità della vita e soddisfazione personale. A cominciare dal peso forma, pedalare fa dimagrire perchè brucia tra 400 e 1000 calorie all’ora. Come sport di resistenza oltre a bruciare i grassi migliora la massa muscolare. Tra i benefici della bici ci sono il miglioramento della salute polmonare e cardio circolatoria, senza impattare sulle articolazioni come fa la corsa a piedi.

Pedalando con regolarità i benefici della bicicletta si estendono a quelli mentali. Secondo uno studio del King College di Londra, pubblicato su The Journal of Physiology, oltre a fare lavorare corpo, muscoli, cuore e polmoni, chi va in bici allena la mente e migliora l’umore. Come ogni esercizio fisico aerobico ripetuto con regolarità il ciclismo sprigiona adrenalina e endorfine e si può fare in compagnia. Il risultato è che pedalando ci si scarica, si dorme meglio e il cervello rimane generalmente più attivo.

Andare in bicicletta ha quindi benefici su sistema cardio vascolare, arti inferiori e ginocchia, mentre non è indicato per chi ha problemi della colonna vertebrale. Avere una corretta postura in bici e regolare lo spostamento del peso sul manubrio è fondamentale per evitare problemi alla schiena, collo e spalle o di cervicale. E’ importante scegliere una bicicletta della misura giusta e adatta alle proprie caratteristiche, evitando posture tipiche dei manubri da corsa e scegliendo modelli di city bike che consentano ti avere la schena dritta e rilassata.

Rapporto tra bici ed economia

Il boom della bicicletta ha anche un impatto economico non indifferente. Secondo gli ultimi dati del Gruppo Clas, solamente in Italia il settore muove un indotto complessivo di 8 miliardi di euro che danno lavoro a 550 aziende con 200 addetti solo nella produzione. All’anno si producono circa 2,5 milioni di biciclette senza raggi, a scatto fisso, con ruote larghe, pieghevoli, vintage ed elettriche. La vendita di ebike o bici a pedalata assistita in particolare cresce a doppia cifra ogni anno.

Se alcuni negozi di biciclette sono diventati vere e proprie boutique di lusso, altre vendono modelli di ogni genere per tutte le tasche. Ma non è solo la vendita di bici a trainare il mercato. Legambiente ha calcolato che è proprio l’andare in bici ad influire sulla ricchezza del Pil Italiano. Le voci che produno ricchezza, oltre a mercato della bici e vendita di componentistica e accessori (4 miliardi) sono le riparazioni (1,161 miliardi), i costi risparmiati sulla salute (1,054 miliardi), i benefici sociali (960 milioni) e i risparmi sul minore assenteismo (193,180 milioni).

Bicicletta fa bene all’ambiente

Spendere ogni giorno un’ora del proprio tempo per andare a lavorare in automobile su strade congestionate è una esperienza straziante sia per il cervello che per il corpo. Avere la possibilità e la voglia di recarsi in ufficio o a scuola tutti i giorni camminando o pedalando invece è una esperienza che coinvolge tutti i sensi mettendo in contatto le persone con il mondo che le circonda nel modo più semplice, bello e naturale possibile.

Ci sono molti dati sui risparmio in costi ambientali, inquinamento e carburanti. L’organizzazione mondiale della sanità ha valutato una diminuizione di 110 miliardi nelle spese sanitarie dovute all’incremento di ciclisti in Europa, a cui aggiungere altri 3 miliardi di risparmi dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Secondo l’European cyclist federation l’indotto complessivo del settore in Europa è di 510 miliardi di euro.

Le città sono state costruite a misura di automobili, inutilizzate per il 90% della loro vita, che causano inquinamento e hanno alti costi di smaltimento. Un cambiamento globale del trasporto pubblico con investimenti mirati permetterebbe di risparmiare più di 100.000 miliardi dollari in spesa pubblica e privata, 1.700 megatoni di anidride carbonica annua, oltre ad evitare circa 1,4 milioni di morti premature a causa dell’inquinamento.

Città più ricche in bicicletta

E’ necessario riprogettare le città perchè la gente possa camminare e muoversi a piedi senza problemi, usare la bicicletta o i mezzi pubblici per questioni di benessere e ambientali ma anche economici. I paesi dove si usa più la bicicletta sono anche quelli più felici, con un più alto senso di comunità e dove si vive meglio. Anche le città italiane più ricche sono quelle con un numero maggiore di spostamenti quotidiani a piedi o in bici. Trentino, Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Lombardia sono le regioni dove ci si reca al lavoro maggiormente in bici con percentuali dal 8% al 5%.

Nelle città dove la mobilità è a misura d’uomo e la popolazione è più attiva, migliorano gli affari per i negozianti, e i lavoratori producono circa una settimana di lavoro in più all’anno e per i giovani aumenta il rendimento scolastici. Se i lavoratori vanno in bicicletta in ufficio, salgono la produttività dei lavoratori e anche i prezzi delle case. Uno studio dell’Università della California lo ha tradotto direttamente in numeri.

C’è un ritorno 13 volte superiore per ogni euro investito dalle amministrazioni cittadine in mobilità alternativa, piste ciclabili e zone pedonali, magari arricchite dall’apertura di parchi e spazi aperti. La passione della bicicletta deve quindi andare oltre la contrapposizione automobilisti e ciclisti, tra chi sostiene ad esempio la necessità di avere un parcheggio sotto casa e chi invece vuole più piste ciclabili. Del resto dove mettere le automobili? Nelle grandi città ne circolano troppe, ce ne sono due per famiglia malgrado le campagne antismog e gli incentivi all’uso di mezzi alternativi.

Acquisto o noleggio biciclette

Chi vuole acquistare una nuova bicicletta ha solo l’imbarazzo della scelte. A cominciare dai centri commerciali fino ai negozi di bici più esclusivi, in vendita ci sono due ruote di tutti i tipi. Qualità dei materiali e optional tecnologici fanno la differenza, anche nel prezzo. Secondo i dati di Confartigianato il fatturato italiano del settore della bicicletta aumenta a doppia velocità rispetto all’Unione Europea, con buone prospettive anche nel settore delle esportazioni.

Anche se in Italia non esiste ancora il culto della bicicletta come in Gran Bretagna, Olanda e Danimarca, non possiamo lamentarci. Leggendo le tendenze nei report di Ancma, tra i modelli più venduti di biciclette ci sono modelli ibridi a pedalata assistita e le bici pieghevoli di design. Senza spendere troppo nel catalogo di Decathlon, leader nel settore delle bici a basso costo, ci sono modelli bici elettriche vendute a qualche centinaio di euro.

Per chi non sia accontenta i prezzi ovviamente salgono fino ai modelli di lusso che costano quasi come motociclette. Mai come in questo caso si tratta di soldi spesi bene: se la voglia di bicicletta aumenta, è un bene per tutti. E infine chi non vuole acquistare una bicicletta può noleggiarla. Il bike sharing avanza nelle città italiane grazie a servizi offerti da aziende pubbliche e private. Milano é la capitale dello sharing e all’avanguardia del settore con il 44% del mercato italiano.