Due ragazze in bicicletta

La bicicletta fa bene a salute, ambiente e portafoglio ma le due ruote possono migliorare anche l’economia delle nazioni. Simbolo di benessere e sostenibilità, la bici produce ricchezza e rende le città migliori e più felici

La bicicletta fa bene ed è un fenomeno in piena espansione anche in Italia. Le due ruote stanno avanzando e creano benessere ma non solo per una questione di sport e salute. La bici è un fatto culturale e sociale, uno stile di vita che rende le città migliori e più vivibili. E se sempre più persone pedalano, cresce anche l’economia: aprono nuovi negozi di biciclette, aumentano le piste ciclabili e nascono nuovi servizi di bike sharing e fiere per appassionati come l’Italian Bike Festival.

Il modo in cui viene gestita la mobilità delle grandi città è un tema che riguarda sempre più da vicino la qualità della vita delle persone, non solo la qualità dell’aria. Spendere ogni giorno un’ora del proprio tempo per andare a lavorare in automobile su strade congestionate è una esperienza straziante sia per il cervello che per il corpo. Avere la possibilità e la voglia di recarsi in ufficio o a scuola tutti i giorni camminando o pedalando invece è una esperienza che coinvolge tutti i sensi mettendo in contatto le persone tra di loro e con il mondo che le circonda nel modo più semplice, bello e naturale possibile.

Bicicletta come stile di vita

La bicicletta fa bene anche se i problemi non mancano e specie nelle grandi città le infrastrutture per gestire la mobilità su due ruote è scarsa. Per questo usano la bici il 3,6% di italiani contro una media europea dell’8%, facendo i conti con problemi di traffico, furti, incidenti. In Italia, malgrado l’aumento del 50% di piste ciclabili negli ultimi 10 anni, non esiste una visione d’insieme e una cultura fatta di rispetto tra automobilisti, pedoni e ciclisti, spesso accusati di essere indisciplinati. Eppure la tendenza delle due ruote va sempre più forte, crea una nuova coscienza ecologica nelle persone e secondo i calcoli potrebbe far risparmiare ad ogni nuovo ciclista che si recasse al lavoro in bici dal 16 al 20% dello stipendio.

Contribuisce quindi alla sua diffusione la possibilità di risparmiare tempo e denaro, ma anche quell’aria un po’ trendy e modaiola alimentata dalle ultime novità tecnologiche. La bicicletta fa bene anche all’immagine delle persone e crea identità. Da semplice mezzo di trasporto si è trasformata in un vero status symbol. Come ogni buon accessorio di moda, ogni bici può essere creata e personalizzata su misura. Cambiano colori e stile tra forma di telaio, sellino, manubri e pedali. Le due ruote firmate possono diventare capolavori ingegneristici pronti a sfilare nelle più importanti manifestazioni di design.

Bicicletta fa bene alla salute

Perchè la bicicletta fa bene? Non è solo una questione di traffico, inquinamento o qualità della vita e soddisfazione personale. Pedalare è soprattutto una questione di benessere e rende più giovani. A cominciare dal peso forma, pedalare fa dimagrire e brucia tra 400 e 1000 calorie all’ora. Come sport di resistenza brucia i grassi e migliora la massa muscolare. Tra i benefici della bici ci sono il miglioramento della salute polmonare e cardio circolatoria senza impattare sulle articolazioni come la corsa.

Andare in bici da corsa per sport appassiona sempre più persone di ogni età. Secondo le ultime stime in Italia sono in particolar modo i 50-60 enni a pedalare a livello più o meno competitivo nei fine settimana e non solo. Rappresentano il 37% dei ciclisti appassionati, seguiti da 41-50 enni (22%), dai 31-40 anne (16%) e dai più giovani che fino ai 30 anni rappresentano il 17% dei ciclisti sportivi. Ma non è certo solo la competizione ad affascinare le persone che si muovono su due ruote.

La bicicletta fa bene alla mente secondo uno studio del King College di Londra pubblicato su The Journal of Physiology, pedalando con regolarità non migliora solo la forma fisica. Oltre al lavoro di corpo, muscoli, cuore e polmoni, chi va in bici allena anche la mente e migliora l’umore. Come ogni esercizio fisico aerobico ripetuto con regolarità sprigiona adrenalina e endorfine. Inoltre si può fare in compagnia. Il risultato è che ci si scarica, si dorme meglio e il cervello è generalmente più attivo.

Bicicletta fa bene all’economia

La bicicletta fa bene all’economia e secondo gli ultimi dati del Gruppo Clas solamente in Italia muove un indotto complessivo di 8 miliardi di euro per un totale di circa 2,5 milioni di bici prodotte. Si tratta di un settore che da lavoro a 550 aziende con 200 addetti solo nella produzione. Si va da biciclette senza raggi, a scatto fisso, con ruote larghe, pieghevoli, vintage ed elettriche. La vendita di ebike o bici a pedalata assistita in particolare cresce a doppia cifra ogni anno. Se alcuni negozi di biciclette sono diventati vere e proprie boutique di lusso, altre vendono modelli di ogni genere e per tutte le tasche.

Ma non è solo la vendita di bici a trainare il mercato. Legambiente ha calcolato che è proprio l’andare in bici ad influire sulla ricchezza del Pil Italiano. Secondo i calcoli l’indotto del settore vale 4 miliardi di euro. Ci sono il mercato della bici e la vendita componentistica e accessori; riparazioni (1,161 miliardi); costi risparmiati sulla salute (1,054 miliardi); benefici sociali (960 milioni); risparmi sul minore assenteismo (193,180 milioni). Fino ai parametri che fanno risparmiare su costi ambientali, inquinamento e carburanti.

L’organizzazione mondiale della sanità ha valutato in 110 miliardi i risparmi in spese sanitarie dovuto all’incremento di bici in Europa, a cui aggiungere altri 3 miliardi di risparmi dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Secondo l’European cyclist federation l’indotto complessivo del settore in Europa è di 510 miliardi di euro ma sopratutto i paesi dove si viaggi più in bici sono anche quelli più felici, con un più alto senso di comunità e dove si vive meglio.

Città più ricche a piedi e in bici

Le città dove gli spostamenti quotidiani si fanno più a piedi o in bicicletta sono anche le città più ricche. Trentino, Emilia Romagna, Veneto, Friuli e Lombardia sono le regioni dove ci si reca al lavoro maggiormente in bici con percentuali dal 8% al 5%. E’ ancora poco perchè progettare città in cui la gente può muoversi senza problemi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, non ha a che fare direttamente solo con il benessere, ma ha anche risvolti economici sorprendenti.

Utilizzando la bici per andare al lavoro ad esempio sale la produttività dei lavoratori così come i prezzi delle case e le città diventano più ricche. Uno studio dell’Università della California lo ha tradotto direttamente in numeri. C’è un ritorno 13 volte superiore per ogni euro investito dalle amministrazioni cittadine in mobilità alternativa, piste ciclabili e zone pedonali, magari arricchite dall’apertura di più parchi e spazi aperti. Nelle città dove la mobilità è a misura d’uomo e la popolazione è più attiva, migliorano gli affari per i negozianti, i lavoratori producono circa una settimana di lavoro in più all’anno e per i giovani aumenta il rendimento scolastico.

Rivoluzionare la mobilità

Le città sono state costruite a misura di automobile che rimangono inutilizzate per il 90% della loro vita causando inquinamento, costi e problemi di smaltimento. Un cambiamento globale del trasporto pubblico con investimenti mirati permetterebbe di risparmiare più di 100.000 miliardi dollari in spesa pubblica e privata, 1.700 megatoni di anidride carbonica annua, oltre ad evitare circa 1,4 milioni di morti premature a causa dell’inquinamento. Insomma pedalare e camminare fa bene non solo alla salute, ma anche al portafoglio e fa diventare le città più ricche.

Sarà per questo che più di 800 mila italiani vanno al lavoro in bici e il loro numero aumenta ogni anno del 2,3%. E se non si tratta di acquisto cè il noleggio. Il bike sharing avanza con nuovi sistemi di aziende come Movi by Mobike e Ofo, con Milano capitale in Italia e città all’avanguardia che rappresenta da sola il 44% del settore. Insieme aumenta il duello tra automobilisti e ciclisti, tra chi sostiene ad esempio la necessità di avere un parcheggio sotto casa e chi invece vuole più piste ciclabili. Del resto dove mettere le automobili? Nelle grandi città ne circolano ancora troppe, ce ne sono due per famiglia malgrado le campagne antismog e gli incentivi all’uso di mezzi alternativi, primo fra tutti il car sharing elettrico.

Biciclette più vendute

Chi vuole acquistare una nuova bicicletta ha davvero l’imbarazzo della scelte. A cominciare dai centri commerciali fino ai negozi di bici  più esclusivi, si trova davvero di tutto. Qualità dei materiali e optional tecnologici fanno la differenza, anche nel prezzo. Secondo i dati di Confartigianato il fatturato italiano del settore della bicicletta aumenta a doppia velocità rispetto all’Unione Europea, con buone prospettive anche nel settore delle esportazioni. Insomma anche se non esiste un culto della bicicletta come in Gran Bretagna, Olanda e Danimarca, non possiamo lamentarci.

Tra i modelli più venduti di biciclette leggendo le tendenze nei report di Ancma, in testa ci sono bici ibride a pedalata assistita e bici pieghevoli di design. Persino nel catalogo delle biciclette di Decathlon, leader nel settore delle bici a basso costo, c’è un modello base di bicicletta elettrica con una batteria che assicura l’autonomia per 60 km e costa qualche centinaio di euro. Per chi non sia accontenta i prezzi ovviamente salgono fino a raggiungere cifre degne di motociclette. Mai come in questo caso si tratta di soldi spesi bene: se la voglia di bicicletta aumenta, è un bene per tutti.